Il 15 settembre 1996 è stato fatto un giuramento davanti al popolo. Chi c'era si ricorderà tutto e non starò qui a fare il "nostalgico" di turno........
Sono passati sette anni e le vicende politiche le abbiamo davanti agli occhi. Quest'anno però, a differenza degli altri anni, c'è qualcosa di nuovo, di politicamente "pesante", che probabilmente segnerà definitivamente la sorte di quel movimento che doveva rivoluzionare l'itaglia e che invece ha fatto il gioco dell'itaglia stessa così come labbiamo sempre conosciuta.
Mi riferisco al concetto espresso da bossi (e riportato in altri posts) che si è detto contrario ad attuare il federalismo fiscale in quanto questo minerebbe le basi dell'unità nazionale. E' un concetto che mai prima d'ora i leghisti e/o i padanisti avevano sentito pronunciare da un qualsiasi leader leghista e che mai, credo, avrebbero pensato di sentire.
A questo punto, senza voler polemizzare, mi chiedo e chiedo anche a coloro che si stanno preparando ad andare a Venezia, il significato che intendono dare a questa manifestazione. Venezia è nata solo perché in quella sede è stato fatto un patto, un giuramento........ Ha ancora senso andare a Venezia, quando il leader del partito si è espresso nei termini che abbiamo sentito? Può un leader di un movimento che ha all'art. 1 del proprio statuto l'obiettivo l'indipendenza della Padania, rimanere a fare il segretario quando la pensa diametralmente all'opposto?
Se qualcuno ha qualche cosa da dire, sarei lieto di sentire le sue argomentazioni perché, onestamente, non riesco a trovare parole che giustifichino la Venezia del 2003.




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