Non mi stupirebbe scoprire che dietro all'affaire telekom serbia,si celasse invece una manovra da grande baratto.Che i servizi in itaglia, siano al soldo dei cinque poteri forti è abbastanza scontato, come del resto è scontato il controllo degli equilibri politici.Quando governava la sinistra,non passava giorno che la magistratura non scoprisse conflitti e illeciti ai danni di Berlusconi,un lavoro certosino per collezionare i tasselli delle presunte tangenti, che l'unto del Signore avrebbe costantemente praticato.Oggi governa il centrodestra e guardacaso attua lo stesso schema praticato dai rossi.I più ,sarebbero portati a pensare a rigor di logica che nonostante tangentopoli ,i rossi l'hanno sempre scampata e che finalmente pagheranno.Ora se si volesse leggere questa questione in un'altra chiave,un'operazione di tale livello potrebbe essere anche un macchiavellico piano,per allineare gli equilibri politici.In sostanza, con il governo volto ormai a fine legislatura e in debito d'ossigeno, in affanno per non aver onorato i proclami della campagna elettorale, e con le elezioni europee alle porte,chiunque potrebbe scommettere sul ritorno dell'ulivo.Ecco allora spuntare la manovra Jgor Marini, che serve a pareggiare il conto, a tutti i processi a cui dovrà rispondere il presidente del consiglio.Nei tempi andati, quando governava la D.C.,queste manovre erano sistematiche per mantenere gli equilibri e l'ecosistema politico,col chiaro fine che fosse rispettato il patto del diavolo "cambiare tutto per non cambiare nulla".Oggi, potremo essere davanti al grande baratto:"l'ulivo rinuncia alla lotta giudiziaria contro Berlusconi,la Cdl chiude il caso telekom serbia." ed il patto del diavolo è rispettato.




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