I FIORI:
il Concilio Ecumenico vaticano II è stato una fioritura di primavera. Primavera della Chiesa. Il soffio dello Spirito ha suscitato nuove speranzee profondo entusiasmo, sincero desiderio di rinnovamento e prospettiva di più ampi orizzonti, inedita apertura al mondo e fiducia nel dialogo.
I FRUTTI:
il Concilio ha cambiato la coscienza della Chiesa, che si autocomprende come mistero e come popolo di Dio: ha modellato il vissuto di generazioni di cristiani, che hanno acquisito la convinzione dell’universale vocazione alla santità; ha radicato nella consapevolezza dei credenti la centralità della Parola di Dio; ha dato impulso alla teologia biblica; ha segnato l’inizio di quella che oggi viene chiamata “nuova evangelizzazione”; ha operato un profondo rinnovamento liturgico; ha stimolato la partecipazione attiva e responsabile dei laici alla vita della Chiesa.
I SEMI del Concilio:
rimangono molte idee-luce, molte idee-forza che devono essere sviluppate. Ci sono molti semi che devono maturare. E’ stato recepito il concilio? Fino a che punto? “E’ necessario che (i documenti del Concilio) vengano conosciuti e assimilati, come testi qualificati e normativi del Magistero” (NMI, 57). Se ci interroghiamo sinceramente scopriamo che c’è ancora molta strada da fare. Giovanni Paolo II, padre e figlio del Vaticano II, nei suoi venticinque anni di pontificato ha interpretato, vissuto e comunicato l’anima del Concilio. Egli ci dice che “in esso ci è offerta una sicura bussola per orientarsi nel cammino” (NMI, 57).




