Scusami se insisto, ma secondo me è cacofonico, paradossale, assurdo pronunciare le parole (che pur rimangano chiaramente straniere) con le leggi della lingua originaria all'interno di una frase in italiano. Ci si può solo avvicinare, ma è tutto il sistema fonatorio che funziona diversamente e non si può modificare di colpo per una singola parola senza sembrare per lo meno ridicoli.In origine postato da Vahagn
Non sono d'accordo. Bisognerebbe distinguere tra le parole straniere che entrano a pieno titolo nel vocabolario di un'altra lingua (...), come "sport" (dove infatti la erre è pronunciata apicale all'italiana e non più evanescente all'inglese), e le parole usate ma che rimangono chiaramente straniere. Nel qual caso vanno pronunciate con le leggi della lingua originaria.
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Se proprio lo vuoi fare, devi mettere delle pause abbastanza lunghe, prima e dopo la parola, per dar tempo al sistema fonatorio di risistemarsi.
E poi ci sono suoni che non esistono in italiano, come la "g" dell'olandese, per esempio. Non si può pretendere dall'italiano medio che la pronunci perfettamente e chiamarlo ignorante se non lo fa, secondo me.




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Più che altro, suona cacofonicissima nel contesto di un discorso in italiano. Prova a parlare con qualcuno e dirgli che sei appassionato di Van Gogh, pronunciando le due "g" come si dovrebbe, e vedrai se non fa un salto dallo spavento o non si mette a ridere.
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