Qual č il significato de "la freccia" e de "l'arco" nel pensiero tradizionalista.
Grazie a tutti.
Saluti.


Qual č il significato de "la freccia" e de "l'arco" nel pensiero tradizionalista.
Grazie a tutti.
Saluti.
Viva Cristo RE!


"L'arma che trafigge da lontano, secondo l'interpretazione psicanalitica, č l'espressione del 'sadismo fallico'. La freccia scoccata da un arco non č, curiosamente, un'arma diffusa in tutte le civiltą del mondo antico: al suo posto, per esempio, presso le antiche civiltą precolombiane, c'era un giavellotto di legno scagliato a mo' di fionda (atlatl). Molte volte le frecce sono state messe in relazione con i raggi del Sole e con la caccia. Le divinitą greche Apollo e Artemide uccidevano con frecce. Il dio indiano della tempesta Rudra nella sua incarnazione cattiva scagliava frecce che causavano malattie mentre, nella sua incarnazione buona, o Shankara, lanciava tiepidi raggi benefici. La dea dell'antico Egitto Sekhmet, raffigurata con la testa di leonessa, fu spesso associata all'immagine dei caldi venti del deserto e si credeva lanciasse frecce 'in grado di trapassare il cuore dei suoi nemici'. Anche la dea Neith aveva come attributo primario due frecce incrociate. Le piacevoli 'ferite d'amore' erano provocate dalla frecce del dio Amore (gr.: Eros, lat.: Amor, indiano: Kama); ma esistono anche le frecce che simboleggiano l'amore di Dio e trafiggono i santi rapiti dall'estasi. Anche in questo caso le frecce colpiscono il cuore (Teresa d'Avila, Sant'Agostino). Arco e frecce poste fra le mani di scheletri diventano invece simboli della morte, come si legge nell'Apocalisse di Giovanni (6, 8) riguardo al cavaliere in sella a un cavallo fantasma. Giobbe, l'uomo provato nella propria pazienza da Dio, si sente colpito dalla potenza divina 'poiché le frecce dell'Onnipotente stanno confitte in me; e il mio spirito beve il loro veleno" (6, 4).
Le epidemie, specialmente la peste, furono spesso raffigurate come angeli vendicatori saettanti frecce mortifere. Nella scultura medievale gli arcieri sono frequentemente in rapporto con i simboli dei desideri, personificati da animali come il caprone o il gallo, in evidente derivazione concettuale dalle 'frecce d'Amore'.
La leggenda della freccia, che da sola puņ essere facilmente spezzata, ma che insieme ad altre diventa invulnerabile, simboleggia, e non solo in Occidente ma anche in Cina, la forza dell'unione. Molti patti, presso i Cinesi e presso gli Indiani del Nordamerica, venivano siglati spezzando una freccia: atto che simboleggia la volontą di pace.
Fasci di frecce costituiscono il simbolo araldico della regina Isabella di Castiglia (1474-1504); in seguito, posti accanto a un giogo, costituirono la base dello stemma di Spagna, e anche della 'Falange'. Una croce con punte di freccia alle estremitą divenne il simbolo politico di una formazione ungherese diffusasi prima della seconda guerra mondiale, mentre tre frecce furono il simbolo della socialdemocraziona austriaca.
Nell'immaginario moderno la freccia ha ormai assunto il significato quasi univoco di un segnale direzionale e nessuno, osservando le frecce delle indicazioni stradali, pensa pił alla freccia come arma. Un cuore trafitto da frecce su un tronco o sulla parete di una casa indica usualmente un legame d'amore.
Le piume aggiunte alla frecce hanno la funzione di stabilizzare la direzione del lancio, anche se originariamente volevano richiamare, forse in ossequio ale pratiche magiche, le proprietą dell'uccello (velocitą, leggerezza). Nel linguaggio popolare la feccia svolge ancora un ruolo rilevante ('veloce come una freccia', 'avere una freccia al proprio arco', 'aver lanciato tutte le proprie frecce'); essa viene talvolta scelta per designare veloci mezzi di locomozione. L'aggressivitą simbolica della freccia č ancora presente in modo minaccioso nella forma dei razzi, provvisti all'estremitą di alettoni stabilizzanti.
Trai santi che hanno come attributo la freccia, ricordiamo San Sebastiano, trafitto dalle frecce dei suoi stessi compagni pagani, arcieri come lui. Generalmente la freccia viene posta in relazione simbolica anche con messaggi quali l'impulso, la velocitą, la minaccia e la tenacia."
(Da Enciclopedia dei simboli Garzanti).


Grazie Tomas.
Viva Cristo RE!


Di nulla...In Origine Postato da Ninco Nanco
Grazie Tomas.
Purtroppo, al momento, non ho sottomano ulteriori notizie che non siano frammentarie... Spero che qualcun altro voglia intervenire per risponderti sotto l'aspetto tradizionalista strictu sensu...


Conoscete la canzone "Intorno al mio cuore" di Massimo Morsello.
In quel contesto quale significato assumono la freccia e l'arco?
Saluti fraterni e sempre grazie per la cordialitą.
A NOI.
Viva Cristo RE!


Non mi pronuncio sul significato specifico di quel riferimento, nell'auspicio che qualcuno conosca meglio del sottoscritto il mondo interiore e le suggestioni di Morsello, ma riporto il testo...
Intorno al mio cuore
(Massimo Morsello)
Cuori di ghiaccio mi han nascosto l'amore
lacci di metallo mi han fermato il cammino
il silenzio del bosco mi ha insegnato a ascoltare
ed un cane lontano mi č venuto vicino.
Una fila di frontiere mi ha cacciato dal mondo
una freccia ed un arco mi han levato la fame
un fischio nel bosco mi ha insegnato il comando
mi ha nascosto la sete dentro un bricco di rame.
Due braccia di donna mi han legato ai ricordi
e un filo di mare mi ha spiegato i tramonti
i tonfi di tamburo che risuonano sordi
e ci chiamano alla guerra e noi siamo pronti.
E ho conosciuto la spiaggia quella hai confini del mare
ed ho lasciato l'Italia stretta intorno al mio cuore.
Ed ho conosciuto le notti che non ci fanno dormire
ed ho lasciato un'Italia curva sotto al rumore
chiusa dentro a quei gesti di mano che ci vogliamo spiegare.
Frecce di occhi mi han spiegato l'inganno
strette di mano che ti spezzano il pane
ed il vento, i ricordi e le stagioni dell'anno
non esiste un inizio non esiste una fine.
Oh notte del cielo perché mi hai dato la fame
perché nel mio cuore ci hai nascosto la guerra
perché nel selciato tra le foglie e il catrame
ci trovano i sogni che ci lasciano a terra.
E una fila di frontiere ci ha nascosto nel mondo
il cerchio e la croce ci ha insegnato il cammino
il vento, la storia e le stagioni dell'anno
vanno intorno alla terra, costruiscono l'uomo.
Ed ho conosciuto la pioggia, quella ai confini del sole
ed ho cacciato via il gelo, fuori dal mio tepore
ed ho sorpreso i tuoi occhi, stretti intorno al mio cuore
ed ho lasciato un'Italia curva sotto al dolore
chiusa dentro a quei pezzi di storia, che io continuo a cercare.


Troppo, troppo bella questa canzone. Una bandiera, un manifesto, un emblema. Meravigliosa.In Origine Postato da Tomįs de Torquemada
Non mi pronuncio sul significato specifico di quel riferimento, nell'auspicio che qualcuno conosca meglio del sottoscritto il mondo interiore e le suggestioni di Morsello, ma riporto il testo...
Intorno al mio cuore
(Massimo Morsello)
Cuori di ghiaccio mi han nascosto l'amore
lacci di metallo mi han fermato il cammino
il silenzio del bosco mi ha insegnato a ascoltare
ed un cane lontano mi č venuto vicino.
Una fila di frontiere mi ha cacciato dal mondo
una freccia ed un arco mi han levato la fame
un fischio nel bosco mi ha insegnato il comando
mi ha nascosto la sete dentro un bricco di rame.
Due braccia di donna mi han legato ai ricordi
e un filo di mare mi ha spiegato i tramonti
i tonfi di tamburo che risuonano sordi
e ci chiamano alla guerra e noi siamo pronti.
E ho conosciuto la spiaggia quella hai confini del mare
ed ho lasciato l'Italia stretta intorno al mio cuore.
Ed ho conosciuto le notti che non ci fanno dormire
ed ho lasciato un'Italia curva sotto al rumore
chiusa dentro a quei gesti di mano che ci vogliamo spiegare.
Frecce di occhi mi han spiegato l'inganno
strette di mano che ti spezzano il pane
ed il vento, i ricordi e le stagioni dell'anno
non esiste un inizio non esiste una fine.
Oh notte del cielo perché mi hai dato la fame
perché nel mio cuore ci hai nascosto la guerra
perché nel selciato tra le foglie e il catrame
ci trovano i sogni che ci lasciano a terra.
E una fila di frontiere ci ha nascosto nel mondo
il cerchio e la croce ci ha insegnato il cammino
il vento, la storia e le stagioni dell'anno
vanno intorno alla terra, costruiscono l'uomo.
Ed ho conosciuto la pioggia, quella ai confini del sole
ed ho cacciato via il gelo, fuori dal mio tepore
ed ho sorpreso i tuoi occhi, stretti intorno al mio cuore
ed ho lasciato un'Italia curva sotto al dolore
chiusa dentro a quei pezzi di storia, che io continuo a cercare.
Massimino sempre PRESENTE.
Viva Cristo RE!