Per chi, come me, lavora dietro alla reception di un albergo(soprattutto di una città come Firenze) capirà come sia difficile e duro questo impiego. Stare dietro un bancone fa sentire a volte come un animale dentro la gabbia di uno zoo: guardate fuori dalla porta di ingresso e noterete la gente che vi osserva (specialmente se siete al turno di notte, come se fosse strano che qualcuno lavori alle 3 del mattino). Beh, che hai da guardare? Mai visto qualcuno che sta lavorando? Mica è Montecitorio questo.
All'interno di una struttura alberghiera vi sono molte figure. Vediamone alcune.
Il turista: naturalmente lui è la pietra base. Senza di lui non avrebbe lavoro neanche il ministero del turismo, soprattutto in un paese come l'Italia, dove anche a spostare un sasso si rischia la denuncia da parte dei beni culturali. Il più richiesto è quello che paga, non si lamenta e non rompe le scatole al povero portiere. Merce rara. Con le richieste strane potrei riempire pagine e pagine. Ecco alcune chicche (che per comodità vi elencherò in italiano):
Signora spagnola: -Mi scusi, può indicarmi sulla mappa dove sta la casa di Romeo e Giulietta? (naturalmente la risposta alla sconcertata cittadina iberica fu "A Verona signora, circa 200 chilometri di distanza").
Altra cliente spagnola: -Dove sta palazzo Ducale? (forse intendeva Palazzo Pitti, dove dimorava il Granduca di Toscana...)
Numerosi sono i clienti che vogliono andare a Siena a vedere il Palio (peccato che siamo in primavera. No sir, il palio non lo fanno tutte le domeniche...)
Il caso migliore fu un americano (originario del Bangladesh) che chiese se per salire sulla Torre di Pisa c'era l'ascensore.
Per chi lo vuole posso spedire la richiesta (ricevuta tramite via e-mail) di una camera con vista sul mare.
Il facchino: lui è la vera anima dell'albergo. Senza di lui non funzionerebbe niente. C'è un guasto da qualche parte? Si chiama il facchino. Cuscini aggiuntivi in camera? Certo signora, chiamo subito il ragazzo. Le valigie dei clienti americani? Le porta lui. I veri facchini (che hanno questo lavoro da anni) non hanno bisogno di palestra e body building; una valigia media di un turista Usa pesa 3 volte un bilanciere di un sollevatore olimpico. Fateci caso e noterete facchini con una struttura muscolare da fare invidia (si narra che anche Stallone e Van Damme prima di sfondare lavorassero in albergo. Visti alcuni dei film che hanno girato, forse era meglio lasciarli dov'erano...).
Comportamenti: noi poveri banconisti siamo solitamente nel mirino dei clienti: il caso più classico è quello delle turiste con il seno siliconato. Tutte (e sottolineo tutte) viaggiano con: body, wonderbra (per esaltare maggiormente i palloni) e scollo pauroso; questo anche in pieno inverno (sono convito che producano delle protesi con riscaldamento interno). Il solo scopo di tutto ciò è l'esposizione, perchè mostrarsi oggi significa tutto. Eà media 35-55 anni, anglosassone, sposata con figli.
Ecco quindi la nostra turista siliconata tipo che si avvicina al bancone per chiedere informazioni inutili (ad esempio l'orario dei treni Firenze-Timbuctu e ritorno; informazione che alla nostra amica non serve a niente se non come scusa per avvicinarsi al povero lavoratore). A questo punto arriviamo al clou, ciòè "l'appoggio" dei gomiti sul bancone, con il seno che si "allunga" nella direzione giusta. Credete dunque che il portiere svenga alla vista? No, sbagliato. Ne abbiamo viste così tante che ormai due seni ci sono perfettamente indifferenti. A meno che non siate novizi del lavoro, nel qual caso le pupille precipiteranno verso il basso con un'accellerazione maggiore di quella data dalla forza di gravità. Non fatevi prendere dal panico e ricordatevi che è solo plastica, e che la "sciampista" (o "ciabattona") che vi sta davanti non ha la minima intenzione di offrirvi (per fortuna). Vi piazzerete al computer per fornigli l'orario richiesto, lei dirà "Thank you" e se ne andrà gettando l'orario in un cestino non appena avrà svoltato l'angolo, contrariata perchè non le avete guardato i "gioielli" per cui il marito ha speso tanto.
Naturalmente se voi volete mostrarvi gentili e far vedere che siete dei bravi portieri, potrete anche guardarle il seno. Dare un pò di soddisfazione non costa niente, e la signora se ne andrà con un ottimo ricordo del soggiorno fiorentino. Se notate bene vedrete la pelle tirata leggermente trasparente (ho notato lo stesso colore anche nel prosciutto cotto delle colazioni...).
Questo per quel che riguarda i portieri uomini. Per le lavoratrici... stessa cosa. La signora rifatta si mostrerà, perchè "io ce l'ho più grosse, carina". Il seno è come il pene: la grandezza è quella che conta.
Richieste particolari: certi clienti (maschi solitari in viaggio d'affari) potrebbero chiedervi una "coperta" per la notte. Procuratevi quindi qualche numero di telefono di qualche "donnina". Io, lavorando in un albergo del centro e vicino alla stazione, non ne ho avuto particolarmente bisogno perchè basta affacciarsi fuori e si trova di tutto: dalle latine alle africane, dalle bionde ucraine ai transuessuali siliconati pure loro. Attenzione ai transessuali ed alle ragazze di colore: di solito pensano che siate voi a cercare "compagnia". Le vere professioniste invece sanno benissimo che a noi portieri abbiamo ben altre gatte da pelare che stare dietro a loro.
Il caso più strambo mi capitò con due ragazzi israeliani che cercavano il "quartiere a luci rosse" Ma dove, a Firenze? La città del Savonarola? Scoprii poi -leggendo un articolo- che a Tel Aviv esiste un luogo del genere. Qui si dovettero accontentare delle attempate sudamericane della stazione. Sembravano particolarmente delusi.
L'autista: pericolosissimo. Sui 30-40 anni, romano (perchè gli autisti dei grandi pullman turistici sono tutti romani?). Vi attaccherà dei bottoni paurosi, monopolizzando a conversazione sul caotico traffico fiorentino, sul calcio ed esaltando le sue prove sessuali con le guide turistiche. Alla fine vi chiederà se avete una "ciospa" (una sigaretta); mi spiace, non fumo (ed anche se fosse così è chiaro che al bancone non si può...).
Gli indiani: altra categoria pericolosissima. Chiedono informazioni in continuazione, occupandovi per ore. Si lamentano sempre dell'aria condizionata (anche quando è al massimo) e dormono con il pigiama e le coperte perchè la temperatura della camera è intorno ai 10° centigradi.
Giapponesi: i migliori di tutti. Si inchinano profondamente, chiedono poche informazioni, non si lamentano mai anche se chiedono sempre acqua calda dal bar per il cibo liofilizzato che si portano immancabilmente. Dargli sempre una camera con bagno grande e rigorosamente con vasca. Unico neo: allagano il bagno. Perchè prima si lavano (fuori dalla vasca), poi si infilano dentro con l'acqua in ebollizione. Non ho mai capito come facciano a resistere a quelle temperature (e si che le ho pure provate...). Raramente visitano i musei, preferiscono lo shopping nei negozi di Prada o simili, rientrando in albergo con borsoni di merce che non potreste permettevi neanche dopo un anno di lavoro. Vanno a nanna alle 9 e si alzano alle 6 del mattino. Quando partono lasciano in mancia scatole di cibo giapponese liofilizzato scaduto.
Francesi: con loro si parla rigorosamente francese. Aspettatevi critiche sul vostro francese anche dopo anni di studio di questa lingua; oppure rispondete che il vostro tedesco è peggiore: vi sorrideranno immediatamente.
Il gruppo dei giovani americani: 30-40 studentelli dei college accompagnati da un solo professore. Croce dei portieri di notte, entrano ed escono dall'hotel ad ore antelucane, ricevono chiamate dai genitori preoccupati alle 3 del mattino, insomma non lasciano dormire. Anche perchè si riuniscono in una sola camera (come facciano ad entrarci tutti rimane un mistero della fisica moderna, credo che abbiano superato il postulato della incompenetrabilità dei corpi) producendo un baccano infernale e svegliando tutto l'albergo, gettano acqua dalla finestra e sfasciano immancabilmente uno o più letti. Al mattino segue l'immancabile cazziatone del direttore al povero insegnante e conseguente addebito di € 50 per letto sfasciato.
Africani: mai visti (come turisti intendo).
L'americano istruito: altro elemento pericolosissimo. Richiede prenotazioni per: tutti i musei della città, tutte le opere o concerti sinfonici durante il periodo del soggiorno, tutti i tour possibili immaginabili, tutti gli orari di treni ed autobus per le cittadine toscane dei dintorni. Per fortuna sono una rarità.
Inglesi: simpaticissimi; tranquilli, sanno già cosa visitare e come andarci, evitando così di rompere troppo le scatole a noi portieri. I più giovani non mancheranno di andare ad assistere ad una partita di calcio e tornare con l'immancabile sciarpa viola al collo. Si lamenteranno di aver assistito ad una sconfitta della squadra di casa (ma almeno su questo il povero portiere non può farci nulla - purtroppo-).
Spagnoli & sudamericani: loro visitano solo le chiese e chiedono gli orari del treno per Assisi. Difetto: sono abituati a tirare tardi.
Il commerciale: questi dannosissimi (ma danarosissimi) elementi migrano a Firenze da ogni parte d'Italia a bordo di enormi macchinoni solo due volte l'anno (per fortuna), ma in quei due periodi -la fiera di Pitti moda- vi daranno più lavoro che nel resto dell'anno. Arrivano ad ore tardissime, chiedono taxi in continuazione, si riuniscono nel bar bevendo aperitivi e chiacchierando a voce alta ed alla partenza faranno casini nei pagamenti: il conto di una tripla va diviso per 4, un quarto va addebitato sulla carta di credito della ditta, uno dei 3 paga la sua parte in contanti, un altro con carta, no bancomat, no carta, ha fatto la carta? Ormai va bene così, ma era meglio il bancomat, il terzo infine vi pagherà la sua parte con assegno. Alla fine al bancone si sarà formata una fila di 12 persone che attendono che siate finalmente liberi per servirli.
Quello che alla camera non va bene: potrete mostrargli anche la suite, ma immancabilmente troverà qualcosa che non va e chiederà di cambiare il giorno dopo. Se il soggiorno è di 3 giorni, il cliente cambierà 3 camere. Se sono in due, l'altro/a non obbietterà mai niente e seguirà il compagno/a nelle sue peregrinazioni all'interno della struttura, chiaro segno di sudditanza.
La prenotazione sbagliata: il fax dell'agenzia di viaggio segnala una matrimoniale. Si presenteranno immancabilmente due uomini o due donne; il portiere a questo punto fa finta di niente e dà la chiave ai clienti. Se non scendono a protestare, vuol dire che si, l'avevano richiesta così; altrimenti seguiranno casini di vario genere (anche perchè queste persone arrivano a fine serata, quando l'albergo è già completo non vi sono altre camere disponibili all'infuori di quella già loro assegnata).
Va comunque detto che nella maggioranza dei casi la richiesta è giusta. Se sono due uomini li riconoscerete subito (di solito americani sui 30-40 anni). Le donne, nel gergo "portieristico" sono dette "cerbiatte". Le coppie omosessuali non sono troppo rompiscatole, ma aspettatevi qualche strizzatina d'occhio (soprattutto per noi portieri maschi...).
I tedeschi: anche loro, come gli inglesi, conosco benissimo Firenze e la Toscana, forse anche meglio dei banconisti. I tedeschi molto anziani farfuglieranno alla moglie "Ach com'è cambiata questa città da quando ero un giovane soldato. Se vincevamo la guerra non sarebbe stata così caotica".
Russi: parlano solo la loro lingua madre e chiedono informazioni strane, complicando moltissimo la già difficile conversazione. Dopo avergli mostrato tutti gli orari dei musei, tutti gli orari dei treni da Firenze per ogni città italiana od europea, tutti gli orari dei concerti od altro, e constatato che non è quello che sta cercando, vi arrenderete ed allargherete le braccia. Il russo se ne andrà sconsolato.
Gli irlandesi: loro cercano le birrerie, quindi procuratevi bigliettini di tutti questi locali nei pressi dell'hotel. Torneranno delusi perchè la Guinness importata non è come quella di Dublino -purtroppo-.
La coppia clandestina: riconoscibilissimi anche se cercano di mostrarsi più naturali possibili. Facile: vengono da due città diverse, si guardano continuamente intorno (senso di colpa) ed uno dei due (normalmente l'uomo) è più anziano di minimo 10 anni. Mai passargli chiamate in camera (se chiamano per uno dei due, o è fuori o sta dormendo e non vuole essere disturbato/a).
Il turista con l'auto: entrerà nella hall incazzatissimo perchè è due che girava senza riuscire a trovare l'albergo e si lamenterà per il traffico della città come se foste voi l'assessore al traffico. Mantenete sangue freddo e ditegli che dovrebbe provare a stare nei vostri panni, che lì ci vivete ed avete a che fare ogni giorno con quel casino. Si calmerà subito.
Sayonara
marce




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Wow, grazie!
