....li turki
Il premier turco Erdogan sta per arrivare in Italia. La tesi berlusconiana per cui la Turchia dovrebbe essere ammessa all’Unione europea è nota. Si è ironizzato sulla sua presunta ingenuità, quasi quanto su un ipotetico ingresso della Russia. Prodi, per l’entrata della Turchia nell’Ue, ha persino rispolverato
la desueta espressione “mamma li turchi”.
E ha poi spiegato, con sufficienza, che la Germania vi si opporrebbe in quanto con i suoi 67 milioni di abitanti la Turchia sconvolgerebbe gli equilibri di voto nell’Unione.
In effetti, la popolazione turca cresce di 800 mila unità all’anno. Il traguardo dei 70 milioni non è lontano. La Germania, in cui già vi sono 2,3 milioni di turchi, è decisiva per il sì o il no alla Turchia.
Ma ora il cancelliere Schroeder, dopo gli incontri con Erdogan a
Berlino, ha dichiarato che le recenti riforme di Ankara aprono la strada all’ingresso della Turchia nell’Unione e nuove dilazioni non sono ammissibili.
La tesi degli oppositori del partito popolare, per cui la Turchia al presente non è ancora pronta, non sembra un argomento valido. Erdogan non pretende pretende una ammissione simultanea a
quella della Polonia e degli altri paesi dell’Est europeo. Gli basta che la domanda turca di adesione, che dovrebbe essere esaminata entro la fine del 2004, possa ricevere un sì. Dopodiché
potrà iniziare il periodo transitorio, in cui il suo governo dovrà varare nuovi ammodernamenti, facendo leva appunto sui vantaggi dell’ingresso nell’Unione.
Il prodotto lordo della Turchia, che, nel contesto della crisi economica del 2001 era regredito del 9,4 per cento, nel 2002 è aumentato del 7,8 superando l’obiettivo del 4 per cento. Il prodotto pro capite torna a 2.600 dollari (4 mila in Polonia).
I passi avanti occorrenti, per equilibrare le finanze pubbliche,
abbattere l’inflazione e riformare il sistema bancario il cui disordine ha originato la crisi del 2001, sono ancora molti. E’ vero che il territorio della Turchia è solo per il 3 per cento in Europa
(in esso risiede il 10 per cento della popolazione turca). Ma la prospettiva di Ankara in Europa porterà con sé preziosi fattori di sviluppo economico e di stabilizzazione politica.
Schroeder e Berlusconi puntano su questo.
saluti




Rispondi Citando
