Corriere della sera, 6.9.2003
DENTRO FORZA ITALIA
Bondi schiera il partito: pronti a immolarci
Il portavoce: «Ma io sono un mite, ho paura della violenza, ricevo email minacciose»
DAL NOSTRO INVIATO
GUBBIO - Doveva essere una riflessione «alta», sul partito ma soprattutto sui successi della politica estera berlusconiana. Doveva. Invece, anche qui a Gubbio, per la seconda edizione della Scuola di formazione di Forza Italia, tutti, ministri e semplici iscritti al partito, finiscono per parlare di giudici. «Dopo Telekom Serbia - si sente dire nei parlottii d’angolo - niente sarà come prima».
E, in effetti, qualcosa è cambiato, la mutazione, se non genetica, è certo repentina. Quelli che erano, un tempo, «il mite Bondi», il «mite Schifani» pronunciano ora, anche al microfono, terribili Fatwa, scolpendo un futuro di contrapposizioni durissime con tutti, dai giudici ai Ds. E se i ministri Martino e La Loggia si attengono ai temi del dibattito, altri, al solito per lo più postdemocristiani, vorrebbero più nuance che colpi di maglio e insomma, sintetizza Angelo Sanza, «tanti ci hanno votati perché volevano la modernizzazione. Non la rivoluzione».
Rivoluzionario non si definirebbe Sandro Bondi, prossimo coordinatore di Forza Italia con Fabrizio Cicchitto, suo vice. «Io sono un mite - riconosce infatti -. Ma fino a quando denigreranno Berlusconi troveranno in me, come in altri, persone disposte ad immolarsi». Dice proprio così, immolarsi, benché il verbo appartenga ormai alle tristi telecronache dal Medio Oriente apparendo qui, nella pacifica Gubbio, eccessivo. Eppure. «La sinistra, contro di me, non può usare ricatti: non ho scheletri negli armadi, non mi sono arricchito. E allora mi mette all’indice. Loro fanno così: accendono un faro su un certo nome, ti isolano, ti additano come un traditore. Se poi qualcuno spara, come è successo con Marco Biagi...». Addirittura, Bondi? «Senta, questo è il solo Paese che abbia in circolazione i terroristi. Lo stesso ministro Pisanu è preoccupato per l’esistenza di focolai residui. Lo ammetto: ho paura della violenza. Ricevo email minacciose, ne ho anche parlato con la Digos».




Rispondi Citando
