Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 May 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    6,067
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Morto Sabattini, leader storico Fiom

    Morto Sabattini, leader storico Fiom


    L'ex segretario generale della Fiom Claudio Sabattini è morto a Bologna per un male incurabile. Aveva 65 anni ed era ricoverato al policlinico S.Orsola-Malpighi
    (fonte Ansa)

    Per molti anni era stato segretario nazionale del sindacato metalmeccanici della Cgil; all' ultimo congresso nel suo incarico era subentrato un altro emiliano, Gianni Rinaldini. Intelligente, coerente e spietato: Claudio Sabattini ex segretario dei metalmeccanici della Cgil viene descritto così dai suoi colleghi e avversari degli anni in cui è stato dirigente del sindacato di Corso Italia. Nato nel 1938 a Bologna, laureato in filosofia e leader negli anni Sessanta del movimento studentesco e della Fgci, è stata una delle figure più carismatiche del sindacato italiano.

    Nelle tute blu della Cgil ha trascorso gran parte della sua vita professionale, ha siglato accordi importanti e ha subito la sua sconfitta più pesante con il fallimento della vertenza Fiat nel 1980 e la marcia dei 40.000. Segretario della Fgci di Bologna già dalla fine degli anni Cinquanta, Sabattini è entrato nel sindacato, alla Camera del lavoro di Bologna, a metà degli anni Sessanta per assumere la carica di leader della Fiom di Bologna nel 1970. Dopo un passaggio alla Fiom di Brescia, nel 1974 è passato alla segreteria nazionale della Fiom. Nel 1980 come responsabile dell'Auto ha gestito la vertenza Fiat (23.000 le eccedenze annunciate dall'azienda) schierandosi a favore dello sciopero a oltranza (i picchettaggi a Mirafiori durarono 35 giorni). Per quella sconfitta pagò con "l'esilio" in un ufficio della Cgil di Genova, ma soprattutto con un difficile percorso personale di analisi. Dopo un breve periodo all'Ires dell'Emilia Romagna, nella seconda a metà degli anni Ottanta Sabattini torna a Roma con l'allora segretario generale della Cgil Antonio Pizzinato per occuparsi dell'Ufficio internazionale.
    La sua passione restano comunque le tute blu e torna ad occuparsi di Fiat nel 1989, diventando segretario generale aggiunto della Fiom del Piemonte. Nel 1994 Sabattini viene eletto segretario generale della Fiom Cgil e, per la prima volta, sulla scia dell'accordo di luglio del 1993, firma un contratto nazionale dei metalmeccanici con la Federmeccanica senza un'ora di sciopero. All'interno della Cgil fa parte della maggioranza, anche se i rapporti con Cofferati non sono sempre facilissimi. L'accordo per i contratti successivi (1997 e 1999) viene raggiunto solo grazie alla mediazione delle confederazioni e del Governo, mentre nel 2001 Sabattini, con uno "strappo" senza precedenti con Fim e Uilm, decide di non firmare l'accordo per il rinnovo del contratto con la Federmeccanica, considerato economicamente inaccettabile.

    Uomo di poche parole, ma dalla battuta pronta, Sabattini, come il colonnello Aureliano Buendia, ha promosse molte 'sollevazioni' e le ha perse tutte: dalla vertenza contro i licenziamenti alla Fiat nel 1980 al contratto separato dei metalmeccanici nel 2001 fino allo schieramento tra i promotori per il referendum sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Coerente fino in fondo, Sabattini si è dimesso dal Comitato centrale della Fiom questa estate, dopo aver perso la battaglia per l'indizione di un Congresso straordinario sulla linea politica del sindacato. E nel sindacato è rimasto fino alla fine. Alla guida della Fiom siciliana, dopo la bocciatura da parte dei dirigenti della Cgil dell'isola della sua candidatura a segretario generale della Cgil siciliana. Lascia un figlio, Simone, e il ricordo di una persona sempre in prima linea pronto ad assumersi la responsabilità di scelte difficili

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2002
    Località
    Torino, riva sinistra del Po.... Europa. Dead Poets Society...
    Messaggi
    8,586
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Morto Sabattini, leader storico Fiom

    Non conosco il personaggio e non posso assolutamente commentare, tantomeno giudicare. Due cose mi hanno colpito.

    - Nato nel 1938 a Bologna, laureato in filosofia e leader negli anni Sessanta.

    Anche lui filosofia. Ho fatto una piccola ricerca e buona parte delle alte gerarchie sindacali (e politiche della sinistra) si è laureata in FILOSOFIA. Epifani compreso. In alternativa scienze politiche ma veramente tanti dirienti i professione sono laureati in filosofia.
    Si è battuto per una vita con onore probabilemnte per le tute blu ma non è mia stato operaio. (per non frantendere la mia è tutt'altro che una polemica)

    - "ha promosse molte 'sollevazioni' e le ha perse tutte"

    ... ?!


  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 May 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    6,067
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito sentite questa

    Proibito agli operai di Termini Imerese di commemorare Sabattini
    di red

    Vietato rendere omaggio a Claudio Sabattini, leader storico della Fiom Cgil, morto ieri a Bologna. Succede allo stabilimento Fiat di Termini Imerese dove le Rsu hanno chiesto di fermare per dieci minuti la produzione per commemorare il sindacalista, scontrandosi però con l'inaspettato rifiuto dell'azienda. L'episodio è stato riferito da Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil. Molto amato dagli operai, Sabattini era stato voluto l'anno scorso in Sicilia da Sergio Cofferati per guidare la confederazione. Un progetto che si è infranto contro la resistenza di un pezzo della Cgil siciliana che avrebbe preferito la scelta di un dirigente locale, tanto da indurre Roma a dirottare Sabattini al vertice regionale dei metalmeccanici. Una soluzione che non gli è dispiaciuta affatto perchè gli ha consentito di seguire da molto vicino la protesta delle tute blu.

    «Il capo del personale - racconta Mastrosimone ci ha spiegato che non era possibile fermare gli impianti e che
    l'unico modo per farlo era scioperare. Una mancanza assoluta di sensibilità e un comportamento incomprensibile considerato che avremmo recuperato questo tempo e che in circostanze simili, invece, abbiamo incontrato grande disponibilità da parte dell'azienda». «Siamo indignati - aggiunge Fernando Parrinello della Fim Cisl - anche perchè in altre occasioni che meno riguardavano i lavoratori, come l'anniversario dell'11 settembre, le alluvioni o la morte di Gianni Agnelli ci hanno chiesto di fermarci e noi lo abbiamo fatto».

    I funerali di Claudio Sabattini si svolgeranno sabato prossimo a Bologna. Lo rende noto un comunicato della Fiom ricordando che domani presso la Camera del lavoro di Bologna verrà aperta la camera ardente. Sabato, il corteo funebre partirà alle ore 12.00 dallo stabilimento Weber, la più importante azienda cittadina del gruppo Fiat. Il corteo partirà dall'ingresso dello stabilimento e si dirigerà verso il cimitero monumentale della Certosa, dove la cerimonia funebre avrà la sua conclusione.

    Martedì 9, a Roma, il Comitato centrale della Fiom terrà poi una seduta pubblica per commemorare l'ex segretario. Questa
    commemorazione, a cui parteciperà la segreteria della Cgil e alla quale saranno invitati militanti politici e sindacali e
    personalità del movimento democratico, si svolgerà presso il Centro congressi di via Frentani, nel quartiere di San Lorenzo.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    18 Jul 2003
    Messaggi
    5,925
     Likes dati
    1
     Like avuti
    29
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: sentite questa

    In origine postato da Oasis
    Proibito agli operai di Termini Imerese di commemorare Sabattini
    di red

    . «Siamo indignati - aggiunge Fernando Parrinello della Fim Cisl - anche perchè in altre occasioni che meno riguardavano i lavoratori, come l'anniversario dell'11 settembre, le alluvioni o la morte di Gianni Agnelli ci hanno chiesto di fermarci e noi lo abbiamo fatto».

    Bella storia. Quando muoiono i padroni è "obbligo" rendere omaggio, quando tocca ai leader sindacali no. E poi tanti operai a votare per Berlusconi (il più padrone dei padroni)...Povera Italia!!!

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    19 May 2002
    Località
    Firenze
    Messaggi
    6,067
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Bologna l'ultimo corteo di Claudio Sabattini
    di Alessandro De Michele

    Poco dopo mezzogiorno, dalla bolognese Weber, fabbrica metalmeccanica del gruppo Fiat, è partito l’ultimo corteo di Claudio Sabattini, l’ex leader della Fiom-Cgil scomparso mercoledì scorso a causa di un male incurabile. Un corteo illuminato da centinaia di bandiere e drappi rossi listati di nero, a cui hanno partecipato più di tremila persone. Il primo, lunghissimo applauso, rompe il silenzio all’arrivo del feretro. Alcuni vecchi operai alzano il pugno in segno di saluto. In sottofondo, ancora vivo, l’eco delle imprese sindacali «del compagno Sabattini». Ad accompagnare la bara, lo stato maggiore della sinistra al gran completo. Accanto al figlio Simone, i tanti compagni e amici che hanno condiviso con lui molte battaglie. In prima fila, il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, e quello della Fiom, Gianni Rinaldini, nonché il numero uno dei Ds, Piero Fassino, e di Rifondazione, Fausto Bertinotti. Presenti, tra gli altri, anche l’ex leader della Cgil e candidato sindaco di Bologna, Sergio Cofferati; i vertici della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani e Flavio Delbono; i diessini Roberto Montanari e Salvatore Caronna, segretari regionale e provinciale; il presidente del Consiglio regionale, Antonio La Forgia.

    La gente è arrivata in pullman da ogni parte d’Italia. C’è perfino un gruppetto proveniente dalla Sardegna. Tutti a porgere l’estremo saluto al «segretario dei metalmeccanici con la laurea», come qualcuno ha in passato definito Sabattini. Delegazioni sindacali da Termini Imerese, Pomilgiano, Zanussi e Mirafiori. Bandiere della Fiom di Milano, Torino, Brescia, Asti, Reggio Emilia, Modena. Le auto in strada passano a malapena, aiutate dai vigili. Il corteo parte piano, silenzioso, puntuale. «È proprio l’ultimo che fa», dice commossa una signora. Si colgono, indistinti, i sussurri della folla. «Era un capo vero, uno che conosceva bene la categoria». Più semplicemente, «era una persona in gamba». Sulla bara, una bandiera della pace, l’unico drappo non rosso, insieme al tricolore italiano, che accompagna l’ultima manifestazione di Sabattini. All’entrata della Certosa di Bologna, il traffico di via Gandhi resta bloccato per qualche minuto. Epifani aiuta a portare il feretro.

    La tumulazione avviene sotto un applauso scrosciante, ancora più lungo del precedente. Bertinotti non riesce a trattenere le lacrime. «Gli volevo bene - ha detto - la nostra è una storia comune, la storia di un’amicizia intensa, di un cammino di lotta insieme». Quanto alla “sconfitta” subita da Sabattini dalla Fiat, Bertinotti replica che «se si ricorda la sconfitta dell’80 bisogna allora ricordare che dal ’68 al ’75 abbiamo vinto pressoché tutto, negli scontri di fabbrica e nella lotta sociale». Dal canto suo, Fassino ha voluto rendere omaggio «a un uomo di grande volontà e straordinaria generosità, che ha sempre messo le proprie doti al servizio di ogni lotta per l’emancipazione dei lavoratori». Sabattini, la cui figura sarà celebrata in una seduta pubblica martedi a Roma, non era tuttavia solo un sindacalista dello scontro. Cofferati ricorda come sapesse anche decidere e assumersi le proprie responsabilità: «Alla fine del mandato - ricorda - ha chiesto di andare in Sicilia quando poteva ottenere collocazioni più comode e importanti, a riprova del suo spirito di servizio e della sua generosità verso la Cgil».

    Non solo voci di politici ma anche - e soprattutto- la commozione di tanta gente comune. «Soffro di cuore - dice Enrico Malavisi, muratore - Ho dovuto litigare con mia moglie per poter essere qui. Negli anni Cinquanta lavoravo in una cooperativa edile di Bologna. Esplose una bombola di gas. Sabattini mi aiutò a soccorrere i feriti». Claudio Rocco, invece, non lo conosceva di persona ma ha un ricordo importante: «Ero in piazza della Loggia, a Brescia, quando scoppiò la bomba. Nonostante fosse rimasto ferito, ci invitava dal palco a restare calmi». Sono presenti anche molti intellettuali. «Mi ha permesso di condurre studi e ricerche - racconta Vittorio Capecchi, docente universitario. - Insieme ci siamo occupati di scuola e di modi alternativi di produzione in fabbrica. Era un grande intellettuale, la sua idea di sindacato non si riduceva alla sola contrattazione».

    Alle due del pomeriggio, le bandiere rosse vengono arrotolate, la folla si disperde. L’estremo viaggio di Sabattini è giunto al capolinea. Uno degli ultimi a lasciare la tomba, con gli occhi arrossati, è Guglielmo Epifani

  6. #6
    Vittima del proporzionale
    Data Registrazione
    01 Apr 2003
    Località
    Roma
    Messaggi
    7,094
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Da http://www.comunisti-italiani.it/

    PER LUI SOLO BANDIERE ROSSE
    Manuela Palermi
    Roma, 4 settembre 2003

    Claudio se n’è andato. Era mio amico da tanti anni, da quando, circa trent’anni fa, ci incontrammo in Cgil, tutt’e due facevamo parte del comitato direttivo. Ogni tanto ci perdevamo di vista, anche per lunghi periodi, ma nei momenti che contano, quelli in cui senti che può cambiare qualcosa, che le ragioni dei comunisti tornano a farsi sentire, che bisogna tornare in piazza, ci rincontravamo sempre.
    Era ombroso, Claudio, uno che non faceva complimenti. Anni fa scrissi un libro. Avevo indagato per mesi la condizione delle operaie tessili, quelle del lavoro nero, quelle che passano la vita in laboratori che sono scantinati, senza diritti, con una mancia per salario, sopportando angherie intollerabili. Mi chiamarono dal circolo edili Montesacro di Roma. Il libro era piaciuto e volevano presentarlo. Chiesi a Claudio di venire e dire la sua. In sala, davanti ad una bella folla di compagni e compagne, mi attaccò furibondo. “Che serve – diceva – scrivere di una condizione operaia estrema? Troppo facile. Devi parlare della condizione operaia quotidiana, che è pesante, pesantissima, perché se non cambi quella continueranno ad esistere sempre gli scantinati, il lavoro nero e le angherie. Così fai solo testimonianza. Dici che il mondo capitalista è brutto: bella scoperta!”.
    Disse anche di peggio ed argomentò a lungo. Ci lasciò tutti silenziosi e sgomenti. Ma io gli fui anche un po’ grata. S’era letto il libro parola per parola, e mi chiedeva di diventare migliore, di chiedere di più, di non accontentarmi. E scoprii quel giorno un lato del suo carattere che mostrava poco: lui, considerato da tutti un operaista estremista, un sognatore “pericoloso”, era ben altro. Era un comunista che non dimenticava mai, neppure per un momento, che il vero conflitto è quello tra capitale e lavoro e, se poteva, quando poteva, a volte vincendo a volte perdendo, i padroni non li perdeva mai di vista e non si sottraeva alla lotta di classe.
    Quel giorno imparai ad essere un po’ più severa con gli altri e con me stessa. Lo presi di petto, un po’ di tempo fa, sul referendum estensivo dell’articolo 18. Lui era d’accordo, io no. Gli dissi che stavolta era lui che faceva testimonianza, che prendeva a simbolo una condizione estrema, non gliene risparmiai una, gli resi, a distanza di trent’anni, pan per focaccia. Ribatté, ovviamente, e anche di brutto. Lui non convinse me né io convinsi lui.
    Gli ho voluto bene, a Claudio Sabattini, e l’ho ammirato molto. Ho ammirato il suo accanimento nel prendere a modello il sindacalismo industriale, nel riconoscere nei consigli di fabbrica la forma più alta di democrazia. Quando parlava nelle assemblee operaie era straordinario. Lui, intellettuale di rango, non nascondeva la sua cultura, non si “adeguava”. C’era un filo d’acciaio tra lui ed i lavoratori: si capivano, niente fraintendimenti, niente civetterie retoriche, nessun appello ai sentimenti.
    E adesso se n’è andato. L’ultimo viaggio lo percorrerà partendo dalla sua Weber, la fabbrica di Bologna, accompagnato dai suoi operai, dai suoi compagni di fabbrica, dalla sua Cgil. Fedele, Claudio, fino all’ultimo, ai legami di tutta una vita. Per lui ci saranno solo bandiere rosse.
    Livio

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 16-11-13, 02:20
  2. Intervista a Jordi Pujol, storico leader catalano
    Di Cattivo nel forum Politica Europea
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 20-11-12, 17:32
  3. Leader Storico Preferito
    Di albertsturm nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 126
    Ultimo Messaggio: 05-01-08, 16:04
  4. Il Leader storico della N F D non accetta la D C
    Di Meridionale nel forum Prima Repubblica di POL
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-12-06, 23:38
  5. E' morto Claudio Sabattini
    Di yurj nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-09-03, 16:39

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito