da LIBERO - 8 settembre 2003
Devoto-Oli: è la sfortuna di chi è senza una bella donna
Secondo il “Dizionario della lingua italiana” curato da Giacomo Devoto e Gian Carlo Oli, il termine “sfiga”, “sfortuna, jella”, è un sostantivo gergale derivato da “figa” preceduto da “s” negativo. “Figa” poi è indicata come “variante regionale” del più antico “fica”, termine che, oltre all’organo genitale femminile, per estensione secondo il Devoto-Oli significa anche “donna d’una bellezza vistosa, procace e arrazzante”.
Treccani: neologismo del gergo giovanile
Secondo “Il vocabolario della Treccani” curato dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana il termine “sfiga” è un “neologismo del linguaggio giovanile, usato come sinonimo di sfortuna, jella”. Per esempio: “Avere sfiga”, “Che sfiga!”. Per ulteriori approfondimenti la Treccani rimanda poi al relativo aggettivo “sfigato” chiarendo che “è molto più probabile che sfiga sia tratto da sfigato, che non viceversa”.
Zingarelli: tutto nasce dalle “fiche” di Dante
Il “Vocabolario della lingua italiana” di Nicola Zingarelli, come già il Devoto-Oli, fa derivare “sfiga” da “figa, variante dialettale di fica”, con il significato di “jella”. Da cui, appunto, “sfigato”, termine al quale lo Zingarelli attribuisce il significato di “maldestro, che vale poco” e, nella accezione gergale, di “sgradevole, poco attraente”. Quanto alla radice “fica”, anche lo Zingarelli si rifà...
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Il dibattito aperto nel mondo della cultura da Libero merita secondo me un approfondimento.
La teoria di Feltri può così essere riassunta:
1. la Figa sappiamo tutti cosa indichi: sia la vagina che, per estensione, la bonazza (stra-figa infatti non significa vagina di straordinarie dimensioni ma ragazza molto attraente)
2. uno che non ha la ragazza oppure ce l'ha racchia quindi sarebbe uno senza figa, uno s-figato.
3. uno senza ragazza o con la racchia è senza dubbio sfortunato. Quindi lo s-figato ha la s-figa
4. da cui per estensione s-figa = s-fortuna.
C.V.D.
La teoria, per quanto affascinante, mostra secondo me alcuni evidenti limiti concettuali.
Un ragazzo fortunato, a rigor della logica sopra evidenziata, si dovrebbe definire "figato". Al contrario tutti sappiamo che il termine comunemente in uso per definire un tale soggetto è "culattone". Quando la fortuna di tale soggetto è talmente forte da ingenerare nell'interlocutore sfigato un senso di invidia viene inoltre spesso utilizzato il termine rafforzativo (in senso deteriore) "culattone raccomandato". Questo termine viene usato spesso, ad es., dal prof. Sgarbi.
Se assumessimo per vera questa ipotesi saremmo forzati a concludere che solo i ragazzi omosessuali (in quanto non usi ad avere stretti rapporti con la Figa ma col Culo) potrebbero essere definiti fortunati, mentre io conosco, per fare solo un nome, Berlusconi, che non puo' certo essere definito sfortunato e nel contempo non è certamente omossessuale. E su entrambi i punti non temo smentite del Feltri.
Un altro punto debole dell'analisi del quotidiano fuori dal coro è, a mio parere, che in teoria non ci potrebbero essere ragazze "sfigate", perchè senza la figa una ragazza per definizione non può essere una ragazza.
Al contrario, Feltri potrebbe confermarci che, per fare un solo nome, esistono anche ragazze sfigate, tipo Rosy Bindi.




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