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Discussione: Osservazioni

  1. #11
    suum cuique
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    Predefinito

    Colgo l' intervento di Paul per dire la mia e proporre qualcosa di concreto. Innanzitutto riguardo a quanto scritto voglio puntualizzare delle cose:

    1) la patetica frammentazione del cosiddetto ''ambiente'', ovvero la mancanza di consenso interno
    Questo è un problema molto grave senza dubbio. In esso giocano vari fattori. Da parte mia individuo nell' assenza di una vera guida (come già scrissi sul forum mesi e mesi fa) e di una autorevole elite il problema principale.
    Noi ci dimentichiamo totalmente che i nostri punti di riferimento ideologici e storici si sono creati intorno al concetto di un' unità di popolo che aveva in un unico individuo il suo referente primario, il suo interprete e il suo centro catalizzatore. Oggi io credo che in primo luogo manchi questo. Un uomo investito di tale autorità quando non anche di qualità basilari per tale ruolo.

    2) la evidentissima assenza di consenso esterno
    Inutile dire che senza che il primo punto sia stato risolto parlare del secondo diviene momentaneamente superfluo.


    Veniamo ai 5 nodi problematici.

    1) in politica interna crisi del welfare e crisi politico-culturale dello Stato-nazione
    Per quanto riguarda la crisi del welfare è chiaro che essa dipende strettamente dalla progressiva entrata nella corrente turbo-capitalista. Risolverla positivamente significa gettare a mare le attuali tendenze in campo economico cosa che, finchè esisterà un regime democratico al governo, rimane un pio desiderio.

    La crisi dello Stato-Nazione invece è totalmente irreversibile a mio giudizio ed è un bene. Perchè bisogna ormai guardare avanti e liberarsi da questa pastoia ottocentesca. E non sto facendo un discorso tipicamente antigiacobino come fanno i leghisti e gli etnonazionalisti. Dico solo che è tempo di guardare anche noi su scala globale ad unioni trasversali. Di essere capaci di mantenere l' amore per ciò che significa l' Italia, le nostre tradizioni pur nell' apertura verso nuove configurazioni territoriali.

    Credo sia più importante adesso come adesso riconoscersi in uno schieramento basato sulla Tradizione come nemica della modernità, non più sulle origini etniche o sui singoli stati che di fatto come veri e propri "stati" non esistono.

    2) in politica estera unione europea e imperialismo yankee
    Se si creasse una forza capace di calcare l' agone politico
    allora bisognerebbe fomentare innanzitutto l' amore verso l' idea di Europa, restituendo all' immaginario collettivo le giuste coordinate affinchè arrivi a sentire sempre più come estranea e ostile la politica degli Stati Uniti.
    In un primo tempo non si dovrebbe contestare l' Unione Europea in quanto tale ma attraverso un lento processo bisognerebbe andare a sovrapporre ai valori finanziari e monetaristici altri valori, trasformare eurolandia in Europa.
    E poi, inutile dirlo, spingere al massimo per la creazione di un esercito europeo autonomo.

    3) ''società'' multirazziale
    Tre punti
    1) Rimpatrio totale degli immigrati con o senza permesso di soggiorno e chiusura "ermetica" delle frontiere

    2) Varare delle leggi per stabilire un divario politico tra cittadini italiani e cittadini di origine "straniera"

    3) Sviluppo di una seria concezione razzista con cui educare le masse. Ripartire lì da dove Evola aveva interrotto il discorso.


    4) questione ecologica
    Prima di tutto dare l' esempio, a partire dalla propria vita quotidiana.
    Secondo punto convincersi che il problema non è la tecnologia in sè ma lo spirito che la guida. Studi approfonditi sulle fonti di energia alternativa e su sistemi avanzati di riciclaggio delle materie.
    E un domani...al governo sostituzione obbligatoria delle automibili a benzina con quelle a idrogeno.

    5) globalizzazione [da ricollegare, seppure con approcci molto differenziati e senza ricorrere a ridicoli monocausalismi, a tutti e 4 i punti precedenti]
    Ripeto, io credo che ci dobbiamo "globalizzare" anche noi. Naturalemente nel senso di sviluppare una forza politica che sappia guardare a quelli che sono diventati gli orizzonti attuali della battaglia. Rinchiudersi nel guscio ci sta portando alla rovina.
    Il mondo è nostro, non loro, e ce lo dobbiamo riprendere.

    Poi riguardo a queste altre due cose:

    1) Il cosiddetto ''ambiente'' è troppo occupato a masturbarsi con San Sepolcro, il programma di Verona, l'Eurasia, l'islam, le cospirazioni demoplutogiudaicomassoniche, i progetti palingenetici che dovranno in un colpo solo mettere il mondo alla rovescia, per darsi a ''preoccupazioni'' d'infimo ordine.
    Io credo che già interessarsi a queste masturbazioni sia qualcosa. Nel mondo attuale "telecomandato" è indice di una libertà che ancora sopravvive e si fa cosciente di sè e cerca un riscatto. Certo è il primo passo. Dev' essere un primo passo. Arrestarsi lì signfica quasi tradire.
    Mishima diceva che "Il sapere senza l' agire è osceno".
    Sono d' accordo con lui.
    Ma è importante prima formarsi un quadro storico e metapolitico il più possibile dettagliato.

    2) Vabbene: prova a varare un programma politico su base ''cospirazionista'', poi fammi sapere i risultati.
    Non si deve inserire il cospirazionismo o altre menate in un programma politico destinato ai più. Certe cose le deve sapere sono l' elite che guida il movimento. Della genesi di certi fenomeni è fondamentale avere coscienza e poi che li si traduca nel linguaggio del popolo tramite esempi visibili e da tutti comprensibili.

    -------------------------------------------------------------------------

    Dopo quanto detto io mi sento di dover proporre qualcosa per l' area. Per tutti noi. Perchè non proviamo insieme a costruire un' azione politica che si faccia sentire?
    Potremmo iniziare a raccogliere idee creando dei punti fermi intorno ai quali agglutinarsi. Magari aprire un post su questo forume chiedere a Tomas di metterlo in rilievo. Poi scambiarci tutti le nostre email.
    Io qui a Roma è da qualche mesetto che sto cercando di radunare i camerati sparsi. Allo stato attuale siamo quattro gatti ma tempo fa ero solo. Qualcosa si smuove, si deve smuovere.
    Mi trovo ancora nella situazione paradossale che se accade qualcosa per la quale manifestare in piazza non so a chi unirmi.
    Dobbiamo creare uno schieramento alternativo, visibile, mobile e soprattutto in tutto il territorio.
    Sono qui a disposizione di chi voglia, con pazienza, affrontare seriamente la questione e raccogliere idee da tramutare in prassi.

    Saluti

  2. #12
    Ludovico
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Otto Rahn

    Dopo quanto detto io mi sento di dover proporre qualcosa per l' area. Per tutti noi. Perchè non proviamo insieme a costruire un' azione politica che si faccia sentire?
    Potremmo iniziare a raccogliere idee creando dei punti fermi intorno ai quali agglutinarsi. Magari aprire un post su questo forume chiedere a Tomas di metterlo in rilievo. Poi scambiarci tutti le nostre email.
    Saluti
    Ad es. la questione dell'immigrazione è abbastanza a-ideologica da poter costituire più facilmente di altre cose un punto fermo per tutti.

  3. #13
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Ludovico
    Ad es. la questione dell'immigrazione è abbastanza a-ideologica da poter costituire più facilmente di altre cose un punto fermo per tutti.


    Senza un uomo della provvidenza, capace di calamitare attorno a se consensi e rappresentare l'idelale incarnato della destra ,qui celebreremo solo funerali .-
    Finchè non si intravede un uomo simile , perdiamo solo tempo e ci riempiamo la bocca di aria e di fantasie .

    "Questo è un problema molto grave senza dubbio. In esso giocano vari fattori. Da parte mia individuo nell' assenza di una vera guida (come già scrissi sul forum mesi e mesi fa) e di una autorevole elite il problema principale.
    Noi ci dimentichiamo totalmente che i nostri punti di riferimento ideologici e storici si sono creati intorno al concetto di un' unità di popolo che aveva in un unico individuo il suo referente primario, il suo interprete e il suo centro catalizzatore. Oggi io credo che in primo luogo manchi questo. Un uomo investito di tale autorità quando non anche di qualità basilari per tale ruolo. "

  4. #14
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    In origine postato da Ludovico
    Ad es. la questione dell'immigrazione è abbastanza a-ideologica da poter costituire più facilmente di altre cose un punto fermo per tutti.
    Potrebbe essere così, solo che ci si arriva tramite percorsi assai diversi...

    Quindi, non appena si cerca di approfondire un attimo...

  5. #15
    Ludovico
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    In origine postato da Tomás de Torquemada
    Potrebbe essere così, solo che ci si arriva tramite percorsi assai diversi...

    Quindi, non appena si cerca di approfondire un attimo...
    Eh, certo certo. Da qualche parte, tuttavia, si dovrà pure incominciare...

  6. #16
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    Predefinito Re: Osservazioni

    In origine postato da Paul Atreides
    L'ideologismo è la malattia infantile della destra radicale.

    Questa parafrasi leniniana rende conto, a mio parere, di due fatti

    1) la patetica frammentazione del cosiddetto ''ambiente'', ovvero la mancanza di consenso interno

    2) la evidentissima assenza di consenso esterno

    L'ideologismo [del quale il nostalgismo è solo il lato ''sentimentale''] ''acceca'' la capacità politica.

    Per capacità politica intendo la capacità di individuare temi e proposte in grado di creare consenso soprattutto esterno e la capacità di saper tradurre ''essotericamente'' tali proposte.
    a parte che capacità politica vorrebbe dire abbandonare le idee della "destra radicale" per loro natura rivolte al passato

    ti metti a citare lenin quando è stato definitivamente messo in soffitta?.....

  7. #17
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    x ludovico

    hai perfettamente ragione sulle potenzialità della battaglia anti-immigratoria

    x otto rahn

    concordo con molte delle cose che dici ma non sul problema della guida. Non è quello il problema principale [sarà pure perché la guida per me c'è eccome]. Così come la "Tradizione" può dar vita a una totale incapacità politica...

    x agaragar

    non hai capito nulla della destra radicale

  8. #18
    Affus
    Ospite

    Predefinito

    In origine postato da Otto Rahn
    Colgo l' intervento di Paul per dire la mia e proporre qualcosa di concreto. Innanzitutto riguardo a quanto scritto voglio puntualizzare delle cose:



    Questo è un problema molto grave senza dubbio. In esso giocano vari fattori. Da parte mia individuo nell' assenza di una vera guida (come già scrissi sul forum mesi e mesi fa) e di una autorevole elite il problema principale.
    Noi ci dimentichiamo totalmente che i nostri punti di riferimento ideologici e storici si sono creati intorno al concetto di un' unità di popolo che aveva in un unico individuo il suo referente primario, il suo interprete e il suo centro catalizzatore. Oggi io credo che in primo luogo manchi questo. Un uomo investito di tale autorità quando non anche di qualità basilari per tale ruolo.


    vabbene , faro questo sacrifico , mi propongo come guida .


    Inutile dire che senza che il primo punto sia stato risolto parlare del secondo diviene momentaneamente superfluo.


    Veniamo ai 5 nodi problematici.



    Per quanto riguarda la crisi del welfare è chiaro che essa dipende strettamente dalla progressiva entrata nella corrente turbo-capitalista. Risolverla positivamente significa gettare a mare le attuali tendenze in campo economico cosa che, finchè esisterà un regime democratico al governo, rimane un pio desiderio.

    La crisi dello Stato-Nazione invece è totalmente irreversibile a mio giudizio ed è un bene. Perchè bisogna ormai guardare avanti e liberarsi da questa pastoia ottocentesca. E non sto facendo un discorso tipicamente antigiacobino come fanno i leghisti e gli etnonazionalisti. Dico solo che è tempo di guardare anche noi su scala globale ad unioni trasversali. Di essere capaci di mantenere l' amore per ciò che significa l' Italia, le nostre tradizioni pur nell' apertura verso nuove configurazioni territoriali.

    Credo sia più importante adesso come adesso riconoscersi in uno schieramento basato sulla Tradizione come nemica della modernità, non più sulle origini etniche o sui singoli stati che di fatto come veri e propri "stati" non esistono.



    Se si creasse una forza capace di calcare l' agone politico
    allora bisognerebbe fomentare innanzitutto l' amore verso l' idea di Europa, restituendo all' immaginario collettivo le giuste coordinate affinchè arrivi a sentire sempre più come estranea e ostile la politica degli Stati Uniti.
    In un primo tempo non si dovrebbe contestare l' Unione Europea in quanto tale ma attraverso un lento processo bisognerebbe andare a sovrapporre ai valori finanziari e monetaristici altri valori, trasformare eurolandia in Europa.
    E poi, inutile dirlo, spingere al massimo per la creazione di un esercito europeo autonomo.



    Tre punti
    1) Rimpatrio totale degli immigrati con o senza permesso di soggiorno e chiusura "ermetica" delle frontiere

    2) Varare delle leggi per stabilire un divario politico tra cittadini italiani e cittadini di origine "straniera"

    3) Sviluppo di una seria concezione razzista con cui educare le masse. Ripartire lì da dove Evola aveva interrotto il discorso.




    Prima di tutto dare l' esempio, a partire dalla propria vita quotidiana.
    Secondo punto convincersi che il problema non è la tecnologia in sè ma lo spirito che la guida. Studi approfonditi sulle fonti di energia alternativa e su sistemi avanzati di riciclaggio delle materie.
    E un domani...al governo sostituzione obbligatoria delle automibili a benzina con quelle a idrogeno.



    Ripeto, io credo che ci dobbiamo "globalizzare" anche noi. Naturalemente nel senso di sviluppare una forza politica che sappia guardare a quelli che sono diventati gli orizzonti attuali della battaglia. Rinchiudersi nel guscio ci sta portando alla rovina.
    Il mondo è nostro, non loro, e ce lo dobbiamo riprendere.

    Poi riguardo a queste altre due cose:



    Io credo che già interessarsi a queste masturbazioni sia qualcosa. Nel mondo attuale "telecomandato" è indice di una libertà che ancora sopravvive e si fa cosciente di sè e cerca un riscatto. Certo è il primo passo. Dev' essere un primo passo. Arrestarsi lì signfica quasi tradire.
    Mishima diceva che "Il sapere senza l' agire è osceno".
    Sono d' accordo con lui.
    Ma è importante prima formarsi un quadro storico e metapolitico il più possibile dettagliato.



    Non si deve inserire il cospirazionismo o altre menate in un programma politico destinato ai più. Certe cose le deve sapere sono l' elite che guida il movimento. Della genesi di certi fenomeni è fondamentale avere coscienza e poi che li si traduca nel linguaggio del popolo tramite esempi visibili e da tutti comprensibili.

    -------------------------------------------------------------------------

    Dopo quanto detto io mi sento di dover proporre qualcosa per l' area. Per tutti noi. Perchè non proviamo insieme a costruire un' azione politica che si faccia sentire?
    Potremmo iniziare a raccogliere idee creando dei punti fermi intorno ai quali agglutinarsi. Magari aprire un post su questo forume chiedere a Tomas di metterlo in rilievo. Poi scambiarci tutti le nostre email.
    Io qui a Roma è da qualche mesetto che sto cercando di radunare i camerati sparsi. Allo stato attuale siamo quattro gatti ma tempo fa ero solo. Qualcosa si smuove, si deve smuovere.
    Mi trovo ancora nella situazione paradossale che se accade qualcosa per la quale manifestare in piazza non so a chi unirmi.
    Dobbiamo creare uno schieramento alternativo, visibile, mobile e soprattutto in tutto il territorio.
    Sono qui a disposizione di chi voglia, con pazienza, affrontare seriamente la questione e raccogliere idee da tramutare in prassi.

    Saluti

  9. #19
    Cavaliere
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    Predefinito

    In origine postato da Paul Atreides

    2) Vabbene: prova a varare un programma politico su base ''cospirazionista'', poi fammi sapere i risultati.
    Provo a ipotizzare quello che intendi dire:

    Se è vero che la storia è mossa da piccoli gruppi di cospiratori che occupano posizioni potentissime e invisibili, e riescono a fare sembrare vero a tutti il contrario esatto di quello che è vero, allora non c'è nulla da fare per fermarli, ed è persino inutile impegnarsi politicamente.
    E' inutile anche solo cercare di capire cosa succede e chi c'è dietro perchè i "grandi vecchi", potenti e furbi come sono, riuscirebbero comunque a propinare ad osservatori diversi bugie diverse, alternative l' una all' altra, ma tutte ugualmente lontane dal vero e innocue per chi conta.

 

 
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