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Discussione: Riva del Garda

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    Predefinito Riva del Garda

    Per un'Europa sociale Riva 2003: comunicato conclusivo
    lunedì, 08 settembre, 2003

    Forum di Riva: la sede del Forum
    Quella di oggi è stata una giornata straordinaria per il Trentino. Dopo quasi sei mesi di lavoro di organizzazione e con un percorso di discussione e elaborazione politica che ha coinvolto tutto il territorio provinciale, Riva del Garda si è proiettata in Europa e l'Europa è arrivata fino a Riva del Garda.

    Prima di tutto con il Forum alternativo, che ha visto coinvolti centinaia di volontari e volontarie, la maggior parte dei quali giovani studenti, che hanno permesso lo svolgimento di otto plenarie in due giorni con relatori provenienti da Francia, Olanda, Austria, Germania, Svizzera, Croazia , Serbia e Italia.

    Otto plenarie partecipate, con dibattiti approfonditi che hanno affrontato temi quali la guerra, le privatizzazioni, i beni comuni, la precarietà del lavoro o le politiche agricole. Il tutto da un punto di vista Europeo e della costruzione di un'alternativa alle politiche monetariste della Banca Centrale, dopo dieci anni di dominio incontrastato del Trattato di Maastricht e del patto di stabilità, che hanno imposto ai cittadini e alle cittadine europei le severe catene di politiche di tagli al bilancio e dunque di rimessa in discussione di diritti sociali acquisiti con anni di mobilitazioni.

    Durante i pomeriggi della due giorni di Forum Alternativo, si sono poi svolti decine di workshop, organizzati e autogestiti da associazioni e reti del movimento, che hanno approfondito i temi della mattina.

    E' un fatto: in Trentino il movimento italiano ha trovato il luogo ideale per riprendere il suo percorso dopo le grandi mobilitazioni contro la guerra in Iraq.

    Alla Baltera le varie associazioni e reti che hanno partecipato al Forum hanno anche avuto l'occasione di incontrarsi e di riprendere il filo di un dibattito che va avanti, nonostante molti continuino a parlare di "crisi del movimento".

    E poi ci sono state le azioni di piazza, che hanno dimostrato come, pur nelle differenze esistenti tra le varie componenti, sia possibile trovare il modo di fare convergere diverse pratiche di lotta verso un obbiettivo comune: contestare i potenti che non rispondono che a loro stessi delle politiche antisociali che decidono nel corso di vertici "informali", far loro sentire la voce di chi è contro e che non riesce in altro modo a farsi ascoltare perchè ignorato, come fu per i milioni che scesero in piazza contro la guerra in Iraq. Dalle canoe con la bandiera della pace ai blocchi stradali e alla manifestazione nel centro di Riva, il movimento ha puntato il dito anche contro la militarizzazione della città, svuotata dei suoi abitanti e trasformata in una caserma all'aria aperta. Non sempre la condivisione per alcune forme di lotta è totale: il Tavolo trentino "per un'Europa sociale" conosce le motivazioni che hanno mosso i Disobbedienti nella loro azione di oggi contro un distributore della Esso, multinazionale petrolifera implicata pesantemente nella guerra in Iraq, anche se non condivide le modalità con la quale è stata portata a termine.

    Ma il dato straordinario, quello che nessuno di noi si aspettava, è stato il corteo festoso e colorato, con bande di musicisti, slogan e sound system, che ha percorso i sei chilometri che dividono Arco da Riva del Garda. Sono state infatti 20.000 le persone che hanno preso un pulmann o un treno tardi nella notte e che da molte parti d'Italia hanno deciso di venire fino a qui, per dire no alla WTO, il cui nuovo round di trattative si aprirà tra pochi giorni a Cancun, in Messico. Contro gli accordi Gats sulla liberalizzazione dei servizi, contro un' ulteriore spinta ai processi di liberalizzazione.

    Ma il dato che ci sembra importante sottolineare è che il movimento oggi c'era, ed ha lambito con la sua generosa partecipazione anche una zona periferica" rispetto ai luoghi in cui si sono svolte le mobilitazioni negli ultimi anni in Italia.

    Si tratta di un dato storico per la provincia di Trento, che da molti anni non vedeva una manifestazione tanto partecipata, una vera sfida per gli organizzatori del Tavolo "per un'Europa sociale", che hanno portato a Riva
    del Garda, dove non arriva nemmeno la ferrovia, un numero di partecipanti che è il doppio del numero di abitanti della città. Quando la testa del
    corteo è giunta a lambire il centro di Riva, moltissimi erano i cittadini e le cittadini a guardare passare i manifestanti, con le facce rilassate dopo quasi cinque giorni di assedio in una città invasa dalle forze dell'ordine.

    Non c'è dubbio, i ministri degli esteri, con i loro ricevimenti di lusso e le loro foto di gruppo, non hanno lasciato nessun segno a Riva, noi sì.
    La riuscita del Forum Alternativo parla anche di un altro processo che è in atto in Trentino e che ha reso possibile trovare sul suo territorio le forze necessarie a un tale sforzo politico e organizzativo: i cittadini e le cittadine si sentono stretti nelle maglie del provincialismo che a volte
    imprigiona il dibattito politico ed hanno accolto con favore l'opportunità data dal Forum Alternativo di discutere di temi spesso dimenticati nel dibattito Trentino, ma di grande attualità: dalla privatizzazione dei servizi alle crescente precarietà del lavoro, dai temi legati alla sovranità alimentare e al suo rapporto con le politiche agricole.

    La popolazione trentina ha accolto con grande generosità, e a volte pazienza per i disagi che inevitabilmente si sono creati per il notevole
    afflusso di persone, i partecipanti al Forum e i manifestanti, li ringraziamo. Allo stesso modo ringraziamo in particolare i sindaci di Riva, Arco e Nago Torbole, che dopo un'iniziale diffidenza ci hanno aiutato a sostenere lo sforzo organizzativo degli eventi di questi giorni, in particolare per quanto riguarda la gestione dei campeggi, così come i vari menti che hanno fornito la logistica, uomini e mezzi per dare vita al Forum e alla manifestazione nazionale contro il WTO: dalla Protezione Civile trentina ai Vigili del Fuoco fino ad arrivare alla Trentino Trasporti.

    L'autunno caldo del movimento riparte da qui, da Riva del Garda.

    Appuntamento il 4 ottobre a Roma per la manifestazione contro la convenzione europea.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  2. #2
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    Sbaglio, o a Riva del Garda ha manifestato (ovviamente contro i convenuti) anche il "Veneto Fronte Skinhead"?

  3. #3
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    In Origine Postato da Vahagn
    Sbaglio, o a Riva del Garda ha manifestato (ovviamente contro i convenuti) anche il "Veneto Fronte Skinhead"?
    Io non li ho visti.

    Ai quattro gatti.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  4. #4
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    Forse era a Trento, non ricordo bene (ho visto di sfuggita una notizia del tg3 regionale). Cmq hanno sfilato in un'altra zona rispetto ai No Global.
    E a parte il fatto che non erano "quattro gatti", non mi sembra ci sia da dolersi se il sistema ultra-liberista americanoide viene attaccato da più fronti.

    Agli utili idioti del Sistema.

  5. #5
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    Josè Bovè , faccia da gallico sfigato....
    Egli difende il peggio dell'Europa.Per difendere il suo miserabile allevamento di capre , coperto dal protezionismo della CE , egli si pone contro la possibilità che tanti Paesi dell'America Latina , dell'Africa e dell'Asia , ma anche della stessa Europa , vedi Russia ed Ucraina , possano vendere i loro prodotti in regime di Libera Concorrenza.
    In pratica , riducendo alla fame ed alla disperazione quei Paesi , specie in Africa.
    Josè Bovè documenta il peggio dell'Europa.Il corporativismo (delle associazioni di categoria).L'autarchia (difesa delle produzioni nazionali mediante dazi , a costi altissimii per il consumatore).Ma la faccia peggiore è l'ipocrisia.Quel suo nascondere i suoi miseri interessi dietro una campagna "progressista" , che sarebbe tale perchè i suoi "obiettivi" coincidono con il peggio dell'estremismo di sinistra , "no global " in prima fila.
    E pensare che , se avessero un barlume di raziocinio , dovrebbero essere proprio i "no global" a prendere a calci in culo questo signor Bovè....
    E' chiaro quindi che ai no global non interessa nulla , nella realtà , dei problemi dei paesi in via di sviluppo.Quelli sono solo pretesti , per far casino e per sfogare il proprio odio.
    Infatti.L'odio è la spina dorsale del movimento no global...e la sua ed unica motivazione.....

  6. #6
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    ... come del resto non interessa nulla a te, dei "paesi in via di sviluppo", e questa tua critica a Bové è dettata solo dal tuo desiderio di tradimento nei confronti dell'Europa, a favore del tuo padrone yankee e del suo dannato sistema.

  7. #7
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    In Origine Postato da Max50
    Josè Bovè , faccia da gallico sfigato....

    .Quelli sono solo pretesti , per far casino e per sfogare il proprio odio.
    Infatti.L'odio è la spina dorsale del movimento no global...e la sua ed unica motivazione.....
    Ho evidenziato la tua contraddizione di base.
    Il resto è un problema grosso. Da una parte il protezionismo ci assicura meno import-export di prodotti meno soggetti a controlli igienico sanitari, dall'altra lo spostamento delle merci aumenta l'inquinamento. Poi per il resto si può discutere di tutto.

    Ai precisi.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  8. #8
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    In Origine Postato da Max50
    Josè Bovè , faccia da gallico sfigato....
    Egli difende il peggio dell'Europa.Per difendere il suo miserabile allevamento di capre , coperto dal protezionismo della CE , egli si pone contro la possibilità che tanti Paesi dell'America Latina , dell'Africa e dell'Asia , ma anche della stessa Europa , vedi Russia ed Ucraina , possano vendere i loro prodotti in regime di Libera Concorrenza.
    In pratica , riducendo alla fame ed alla disperazione quei Paesi , specie in Africa.
    Josè Bovè documenta il peggio dell'Europa.Il corporativismo (delle associazioni di categoria).L'autarchia (difesa delle produzioni nazionali mediante dazi , a costi altissimii per il consumatore).Ma la faccia peggiore è l'ipocrisia.Quel suo nascondere i suoi miseri interessi dietro una campagna "progressista" , che sarebbe tale perchè i suoi "obiettivi" coincidono con il peggio dell'estremismo di sinistra , "no global " in prima fila.
    E pensare che , se avessero un barlume di raziocinio , dovrebbero essere proprio i "no global" a prendere a calci in culo questo signor Bovè....
    E' chiaro quindi che ai no global non interessa nulla , nella realtà , dei problemi dei paesi in via di sviluppo.Quelli sono solo pretesti , per far casino e per sfogare il proprio odio.
    Infatti.L'odio è la spina dorsale del movimento no global...e la sua ed unica motivazione.....
    Questo e' falso. Non si parla di protezionismo, ma di equita' e sovranita' alimentare!!

  9. #9
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    In Origine Postato da Vahagn
    Forse era a Trento, non ricordo bene (ho visto di sfuggita una notizia del tg3 regionale). Cmq hanno sfilato in un'altra zona rispetto ai No Global.
    E a parte il fatto che non erano "quattro gatti", non mi sembra ci sia da dolersi se il sistema ultra-liberista americanoide viene attaccato da più fronti.

    Agli utili idioti del Sistema.
    Mi rendo conto di avere frainteso il termine da te utilizzato per "convenuti". Se è così me ne compiaccio.

    Ai ribelli.
    "Che l'uomo si concepisca come una creatura di Dio oppure come una scimmia che ha fatto carriera comporta una netta differenza nell'atteggiamento da tenere verso la realtà; nei due casi si obbedirà a imperativi interiori diversissimi."

    Arnold Gehlen

  10. #10
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    In Origine Postato da ScimmioneNudo
    Ho evidenziato la tua contraddizione di base.
    Il resto è un problema grosso. Da una parte il protezionismo ci assicura meno import-export di prodotti meno soggetti a controlli igienico sanitari, dall'altra lo spostamento delle merci aumenta l'inquinamento. Poi per il resto si può discutere di tutto.

    Ai precisi.
    Dunque se ho capito bene , le merci provenienti dall'Africa , piuttosto che dall?america Latina , sono sporche ed impestate.
    Ma voi non siete quelli contro il razzismo ed i pregiudizi ?
    MI rendo conto di avere messo il dito su una enorme contraddizione (quella del signor Bovè).
    Ma se non sai rispondere adeguatamente , o dare una spiegazione (cosa impossibile , data l'evidenza della contraddizione relativa al caso Bovè) , non è meglio che stu stia zitto ?

 

 
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