Afghanistan. Ultimi giorni per la task force Nibbio. Rutelli: "Ma i militari italiani devono restare"
Ritorno a casa vicino per i soldati italiani in Afghanistan
Roma, 8 settembre 2003
"E' assurdo che nei prossimi giorni i militari italiani lascino l'Afghanistan senza un rimpiazzo". In una fase in cui sembra volgere al termine la missione afghana del contingente militare italiano, il leader della Margherita Francesco Rutelli, all'Europarlamento di Bruxelles, prende posizione. Per Rutelli, invece, la presenza dei militari italiani nel Paese "oggi è più necessaria di prima".
A Kandahar
Il Paese intanto continua ad essere lacerato da scontri armati fra bande rivali e da attacchi ai soldati del contingente internazionale. Cinque soldati afghani sono stati uccisi in un agguato teso al loro convoglio probabilmente da talebani nella provincia di Kandahar. Secondo l'agenzia nazionale, Aip (Afghan Islamic Press) l'imboscata è accaduta a Shahwali Kot, a circa 15 chilometri dalla città un tempo roccaforte degli studenti coranici.
Nelle ultime settimane si è assistito a un riacuttizzarsi delle operazioni di estremisti islamici e talebani che tentano di defenestrare il governo del presidente Hamid Karzai. Per soffocare la resistenza, nella zona di Shahewali Kot e Zabul è stata avviata una vasta oprazione di 'bonifica' del territorio dalle bande armate, con l'impiego di un migliaio di militari afghani fianco a fianco a centinaia di soldati statunitensi. L'obiettivo è quello di stanare i talebani e gli uomini di al Qaeda nascosti sulle montagne di Daychopan.
L'aiuto italiano
A centinaia di chilometri di distanza, gli uomini della Folgore impegnati nell'Operazione Nibbio, il programma italiano di cooperazione e aiuto umanitario nella provincia di Paktia, hanno portato a termine il disarmo dell'area di loro competenza, anche se anche in queste ultime ore della loro missione i parà continuano a ricevere materiale bellico o segnalazioni di depositi illegali di armi e munizioni. Oggi è stato installato l'ultimo dei dieci impianti elettrici a energia fotovoltaica consegnati la settimana scorsa ad altrettante famiglie indigenti del villaggio di Kagir Khal.
Acquistati grazie al contributo dell'Associazione SPES (Solidarieta' per lo sviluppo ONLUS, progetto "Dare la luce agli Afghani"), ciascun pannello solare ha la capacita' di dare l'illuminazione notturna ad un'abitazione.
Ultimi giorni in afghanistan anche per il contingente sanitario italiano, con i medici militari che fino all'ultimo continuano a dare consulenza e condurre direttamente interventi di chirurgia, ortopedia e traumatologici presso gli ospedali di Khowst.




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ed ora che martino li fa rientrare capendone il pericolo cui corrono incontro, il nostro salta fuori con questa trovata!
