LA RIVOLUZIONE "MORATTI"
Con settembre al via i nuovi programmi

Eccoci qui, settembre, come ogni anno la corsa per prendere libri (troppo cari), penne e astucci, ma quest’anno non solo: c’è qualche cosa di nuovo nella scuola che sta per iniziare. Debuttano finalmente i nuovi programmi scolastici per le elementari e le medie inferiori; si può parlare di una vera e propria “rivoluzione”, che comprenderà tutta la fascia dell’obbligo e metterà fine al decennio del così detto “spontaneismo didattico”. Ma cosa è lo spontaneismo didattico? È la linea didattica dei governi di centro sinistra, i bambini dovevano dedurre le regole grammaticali, senza che fossero spiegate, dovevano insomma intuirle. La rivoluzione portata avanti da questa legislatura cambierà l’approccio culturale con il mondo scolastico, finisce l’egemonia della sinistra, si cambia totalmente. (ed era ora!). La riforma farà ritornare lo studio della grammatica, della sintassi, dell’analisi logica, in poche parole lo studio della lingua italiana torna ad essere reale e non intuitivo...
I benefici di questa innovazione sono palesi anche dal punto di vista civile e non solo scolastico: con la didattica, infatti, il bambino verrà abituato a seguire delle regole precise e saprà muoversi con criteri logici in ogni contesto sociale. La riforma non si fermerà solo qui. Un'innovazione importante sarà, sicuramente, quella dei programmi di storia. Largo spazio al medioevo, all’800 e al risorgimento, verrà fermata l’egemonia del 900, verranno abbattuti finalmente i falsi miti della sinistra, come quello del Novecento, il secolo che cambiò il mondo. Non saranno proposti altri miti, la scuola deve semplicemente favorire la riscoperta dell’identità, del sentimento patriottico, della nostra cultura; bisognerà insegnare in maniera approfondita l’Unità Nazionale e le dittature, dell’antifascismo e dell’anticomunismo, della caduta dei regimi, anche quelli comunisti, e dei morti che hanno portato. La storia va saputa nell’insieme, non si deve parlare solo di fatti, ma bisogna insegnare a riconoscere le cause e le conseguenze, solo così la storia potrà essere considerata uno strumento fondamentale per capire il mondo odierno. Parleranno sicuramente di revisionismo, è logico dato che si va a rompere l’egemonia culturale della sinistra, ma solo in nome di un più oggettivo pluralismo all’insegna della libertà individuale. Accanto alle materie umanistiche sarà affiancato il latino, l’informatica e l’inglese. Con questa riforma l’insegnante torna ad avere un ruolo centrale per l’alunno, un punto riferimento che seguirà buona parte della sua carriera di studente e saprà consigliarlo al termine del suo percorso. Abbiamo, quindi, la possibilità di vedere finalmente fiorire la scuola italiana come meritano i nostri ragazzi: Libera, moderna ed efficiente

di Fabio Butti


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