Saddam? Era peggio di Mussolini che «non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino». Parola di Silvio Berlusconi, citato nella seconda puntata dell'intervista pubblicata dal settimanale conservatore britannico The Spectator. Nella prima, come si ricorderà, aveva definito i giudici «matti».
Ma la battuta su Mussolini, pur nella sua enormità inscusabile, resta sullo sfondo di una serie di altre affermazioni gravissime: dall'accusa a Scalfaro, allora presidente della Repubblica, di aver suggerito a Bossi di uscire dal governo nel 1994 facendo così cadere il suo primo governo, all'affermazione che a Palermo «la magistratura comunista, di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non è nel codice. È il concorso esterno in associazione mafiosa».
Parlando delle persecuzioni giudiziarie nei suoi confronti («Ho avuto qualcosa come più di 500 visite della Guardia di Finanza, più di novanta indagini, cosa si deve pensare di fronte ad una cosa di questo genere? Qual è il rimedio? Ci sono intere procure, come Milano e Palermo, che non fanno altro che inventarsi teoremi contro di me. Qual è il rimedio? Io devo governare o rispondere a tutte queste accuse
continue? O governo o rispondo alle accuse») Berlusconi racconta di come cadde il suo primo governo nel 1994. La colpa, allora, fu della magistratura che lo accusò di corruzione, ma soprattutto di Oscar Luigi Scalfaro, allora presidente della Repubblica: «Il capo dello Stato di allora – dice il premier nell'intervista - ha chiamato Bossi e gli ha detto “guarda che è sicuro che Berlusconi cada e ti porti con lui nel baratro” e Bossi poi me lo ha raccontato. E quindi hanno cambiato la storia d'Italia non attraverso la verità ma attraverso delle accuse false».
I giudici «comunisti» di Palermo sono invece riferiti alle presunte persecuzioni giudiziarie di un suo sodale, quel Marcello Dell'Utri sospettato di aver avuto organici rapporti con la mafia siciliana. «Io su dell'Utri metto la mano sul fuoco. Non ha nessun rapporto di nessun tipo con la criminalità. Perchè è un cattolico, un credente, un uomo di cultura, ha una straordinaria famiglia, ha un padre che era un dirigente benestante di un'azienda americana» dice il premier. E spiega perché il Dell'Utri, anch'egli parlamentare di Forza Italia, è sotto processo: «Dell'Utri - dice Berlusconi - è nato a Palermo. A Palermo la nostra magistratura comunista, di sinistra, ha creato un reato, un tipo di delitto che non è nel codice. È il concorso esterno in associazione mafiosa. Cosa vuol dire: che se uno non fa parte della banda, ma in qualche modo parla, chiacchiera...». Il discorso resta così, sospeso. Ma la cosa importante l'ha detta: anche a Palermo i comunisti, travestiti da giudici, ci perseguitano falsamente.
A risolvere la situazione ci pensa Adornato...
Dal sito di Forza Italia:
"Forza Italia è l'unico partito che ha ricordato l'11 settembre".
Lo ha affermato il presidente della Commissione cultura di Forza Italia, Ferdinando Adornato, durante il convegno di Assisi dedicato al giorno del ricordo. Il deputato di Forza Italia ha poi invitato i giornalisti presenti a lasciare perdere le polemiche innescate dall'intervista del Presidente del Consiglio allo "Spectator" e a concentrarsi invece sull'importanza dell'anniversario della strage delle Torri gemelle.




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