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Discussione: Il trionfo della bugia

  1. #1
    moderatore di bachelite
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    Predefinito Il trionfo della bugia

    Il trionfo della bugia
    di Rita Guma
    Con una massiccia opera massmediatica di disinformazione e mistificazione, si e' indotta buona parte del popolo italiano a credere a mere leggende metropolitane che sono dure a morire. Proviamo a fare un po' di chiarezza sulle bugie mediatiche che vanno per la maggiore:
    1) Berlusconi e' stato perseguitato perche' era "sceso in politica". Non e' vero: lui, suo fratello ed alcune sue aziende erano oggetto di indagine gia' dall'anno precedente, come ha accertato una sentenza del tribunale di Brescia.
    2) Il primo governo Berlusconi cadde perche' gli fu consegnato l'avviso di garanzia a Napoli durante il G8. Non e' vero: il governo cadde a causa della sfiducia da parte della Lega, come testimonio' in giudizio lo stesso Maroni e come accertato con sentenza del tribunale di Brescia. L'avviso fu consegnato a Roma e Berlusconi era stato evvertito prima del summit.
    3) La sinistra non e' mai stata toccata da processi per tangenti. Non e' vero: durante Mani Pulite furono inquisiti diversi esponenti della sinistra lombarda e non. Vi furono anche due condanne eccellenti. Fra gli imprenditori vicini alla sinistra, Carlo De Benedetti, storico avversario di Berlusconi, fu condannato in appello a quattro anni e mezzo proprio dal tribunale di Milano che lo aveva incriminato, e fu assolto in cassazione. Fece anche un giorno di carcere a Roma perche' in attesa di interrogatorio per altro processo da cui fu assolto.
    4) I giudici di Mani Pulite agirono per fini politici. Almeno quattro dati smentiscono questa tesi: i punti 1, 2 e 3 sopra esposti; le sentenze di condanna di alcuni falsi testimoni ingaggiati (come accerto' il tribunale) per far credere che i magistrati del pool avessero agito a scopi politici; una sentenza della Corte Europea attesta che Craxi non fu perseguitato per ragioni politiche ma perche' coinvolto in corruzione e precisa che non vi e' alcun elemento per ritenere che i giudici di Milano agirono per fini politici; la relazione degli ispettori del ministro della giustizia Biondi (primo governo Berlusconi) inviati a Milano si concluse con un encomio solenne a Mani Pulite e manifesto' anche un giudizio negativo sulle accuse di Tiziana Parenti al pool che, a detta della commmissione, avevano diffuso una percezione scorretta nei cittadini.
    5) I giudici non rispondono mai dei loro errori. Non e' vero: i giudici sono giudicati dalla sezione penale del CSM che condanna o trasferisce i magistrati colpevoli. Sono passibili inoltre di ispezioni da parte del ministero della giustizia. Infine esiste una legge sulla responsabilita' civile dei giudici, la n 117 del 13 aprile 1988, applicabile a tutta la magistratura, ordinaria e non, che stabilisce la responsabilita' per dolo, negligenza ed abuso.
    6) I processi durano troppo per colpa dei magistrati. 8000 magistrati concludono ogni anno 3000000 di processi circa (teniamo conto che in ogni processo sono coinvolti in media due magistrati e che in Italia e' richiesta l'estensione della motivazione della sentenza). Una gran quantita' di processi riguarda reati minimi (ad es. il biglietto della metro non pagato e' un reato penale) che pero' ritardano l'intera macchina della giustizia. Inoltre spesso sono gli avvocati a chiedere dilazioni varie, o per favorire la prescrizione del reato del loro cliente, o, spiace dirlo, per tenersi il cliente piu a lungo...
    7) La giustizia costa troppo rispetto ai benefici. Non e' vero: i processi di Tangentopoli, ad esempio (che hanno in parte bloccato un meccanismo economico che stava portando l'Italia al tracollo) sono costati molto meno di quanto gli imputati che hanno patteggiato abbiano pagato per reati vari fra cui evasione fiscale accertata. Ad esempio Paolo Berlusconi ha pagato 88 milioni di euro fra la discarica di Cerro e i reati fiscali connessi. Inoltre vi sono azioni che non sono quantificabili economicamente, come mettere in galera un assassino.
    8) I criminali scarcerati in questi giorni e la microcriminalita' sono colpa dei giudici. Non e' vero: i giudici si limitano ad applicare le leggi vigenti. Inoltre il governo ha ridotto le pene per una quantita' di piccoli e medi reati che incidono sul tasso di criminalita'. Ad esempio, con il patteggiamento allargato avranno una pena minore (a volte una semplice multa) usurai, truffatori, corrotti e corruttori, evasi dal carcere, falsi testimoni ai processi civili, inquinatori ambientali e venditori di medicine scadute. Vi sono poi sconti di pena e affidamento ai servizi sociali per la maggior parte dei crimini fino a tre anni di reclusione ed i magistrati sono tenuti ad applicarli nei casi previsti dalla legge.
    9) La Boccassini aveva gia' deciso per una sentenza di colpevolezza nei confronti degli imputati. La Boccassini e' il PM del processo, cioe' la pubblica accusa. Il collegio giudicante e' composto da altri magistrati che devono emettere la sentenza su dati oggettivi, e non sulle convinzioni del PM, anche ammesso che queste fossero preconcette. Infatti, ad esempio, non hanno accettato le ultime due richieste della dott.ssa Boccassini nello stralcio del processo SME.
    10) I PM di Milano, presentando l'eccezione di incostituzionalita' si sono posti contro la legge, hanno dimostrato di voler fare cio' che vogliono ed il loro preconcetto verso l'imputato. E' una procedura normale che i magistrati pongano una questione di legittimita' costituzionale durante un processo cui si applica una nuova legge, e per farlo devono esporre le loro tesi sull'incostituzionalita', senza per questo mettere in dubbio il Presidente della Repubblica che ha firmato o il Parlamento. Anzi, qualsiasi cittadino che abbia un interesse nel processo (persona offesa, parte civile, imputato) potrebbe porre una questione di incostituzionalita'.

    Il trionfo della bugia (2)
    di Rita Guma
    Una affermazione che merita una disamina a parte e' "i giornalisti sono tutti comunisti" (nella variante l'80% dei giornalisti sono comunisti).
    Vanno fatte tre osservazioni preventive.
    In primo luogo per molti giornalisti esiste un forte condizionamento da parte della testata di appartenenza, cioe' un orientamento ad allinearsi, o almeno a non contrastate i desiderata dell'editore, per timore di ripercussioni sul contratto di lavoro. Quindi e' importante sapere chi sia l'editore di una testata o il proprietario di una TV.
    In secondo luogo i programmi radiotelevisivi e i giornali traggono le risorse finanziarie in buona parte dagli inserzionisti pubblicitari, quindi anche le aziende non attinenti la comunicazione (ad es assicurazioni, immobiliari, societa' di costruzione od alimentari) di proprieta' di chi abbia interessi politici possono condizionare le scelte della testata che le pubblicizza.
    Infine, la comunicazione politica non e' solo il commento, l'approfondimento o la cronaca. Il presentatore TV che fa lo spottino elettorale durante il telequiz, l'intervista sul rotocalco femminile all'attrice che espone tesi vicine alla politica del governo, ed anche il palinsesto televisivo fatto in modo che alcuni fatti d'attualita' vengano sommersi da programmi che distraggono l'utente-cittadino-elettore, sono messaggi ancor piu' pericolosi, perche' subliminali o fatti inaspettatamente, quindi quando le difese critiche che mettiamo in atto durante un notiziario o leggendo un quotidiano sono disattivate. Inoltre la televisione si rivolge ad una massa maggiore di cittadini, entra nelle case e puo' contare sull'immagine animata, che fa molta piu' presa.
    Ecco perche' meglio detenere il controllo di settimanali scandalistici e TV che di quotidiani e giornali d'opinione.
    Alla luce di quanto detto, nel settore dei media Berlusconi possiede o controlla, oltre a Il GIORNALE (indichiamo solo i nomi piu' noti): Settore radio e TV: 3 RETI MEDIASET, il CdA delle 3 RETI RAI, AUDITEL, FININVEST , FINMEDIA, MEDIATRADE, PENTAFILM MUSIC, CANALE 5 MUSIC, VIDEOTIME , MACH 5 DISCO, MEDIADIGIT , RADIO E RETI Srl , RADIO FIVE, RETE 10 , R.T.I. MUSIC, TELE ORIONE 1 MI, TELEUROPA Spa NA, TELE TORINO Spa TO, oltre ad alcune all'estero.
    Periodici: Auto oggi, Calcio 2000, Casabella , Casa facile, Casa idea, Casa viva, Chi , Ciak, Confidenze, Cosmopolitan, Cucina moderna, Donna moderna, Focus, Forza Milan, Glamour, Grazia, Interni, Intimita', L'uomo vogue, Panorama, Panorama Web, Pc Professionale, Prometeo, Sale e pepe, Segretissimo, Sorrisi e canzoni TV, Starbene, Stop, Tu, Tutto, Vera, Vogue e altri.
    Periodici per bambini: Bambi, Cip & Ciop, Disney enigmistica, Paperinik, Paperino, Top girl, Topolino, Winni the Pooh e altri.
    Edizioni: MONDADORI, PENTA, EINAUDI, ELEMOND, LE MONNIER, MONDOLIBRI, SILVIO BERLUSCONI EDITORE, MONDADORI INFORMATICA EDUCATION, CEMIT, ELECTA, S.A.G.E., SORIT , SPERLING & KUPFER e altre.
    Societa' collegate: Mondadori SOLE 24 ORE S.p.A, Ebis Media (IlNUOVO.it) , SOCIETA' EUROPEA DI EDIZIONI, Panini, Walt Disney, BOL books on line e altre. Portali: JUMPY e altri.
    Piu' della meta' delle risorse pubblicitarie italiane e' controllata da Berlusconi.
    Amici e collaboratori di governo dirigono IL FOGLIO, LIBERO, L'OPINIONE e altri.
    Non sono comunisti i giornalisti di: IL SECOLO D'ITALIA e LA PADANIA, organi dei partiti alleati di governo.
    Fra i gruppi editoriali vicini alla CdL vi sono poi l'editrice Rusconi (Gioia Gente, Marieclaire, Donna, Elle, Rakam, Evatremila, Quark) il gruppo editoriale dei Caltagirone CALTANET (IL MATTINO, IL MESSAGGERO) ed il gruppo MONRIF (Il resto del Carlino, La Nazione, Il Quotidiano, Il Giorno).
    Vari giornalisti non comunisti sono poi sparsi per diverse testate non direttamente collegabili (alcuni redattori de La Stampa provengono ad es. dal Panorama di Ferrara).
    Le testate del mondo cattolico (Famiglia Cristiana, Avvenire, Tempi), si dividono fra simpatie a destra e a sinistra, cosi' come avviene per i partiti cattolici a livello parlamentare, e lo stesso avviene per i possessori di piccoli media (TV private e radio regionali e locali, stampa locale).
    Al gruppo L'Espresso, controllato da De Benedetti, fanno invece capo La Repubblica e 18 quotidiani locali, tre radio, DJ TV, la Manzoni Pubblicita', Kataweb ed alcune testate scientifiche.
    Al gruppo RCS, non apertamente schierato, fanno capo i quotidiani Il Corriere della Sera (che di recente ha cambiato direttore, fra le polemiche), La Gazzetta dello sport e periodici come Capital, Il Mondo, Astra, Novella 2000, Brava Casa, Max e Oggi, le edizioni Fabbri, Rizzoli, Bompiani e Sonzogno, Ebooks on line.
    Da notare la disparita' notevole delle risorse, e lo sbilanciamento decisivo dovuto al controllo delle TV nazionali, a sfavore dei "comunisti".
    Secondo le stime dell'Audipress (l'associazione che rileva i dati delle principali pubblicazioni italiane) relative al periodo fra il 16 settembre e il 30 dicembre 2002, i quotidiani piu' venduti (e letti) sono, nell'ordine: Gazzetta dello sport, La Repubblica, il Corriere della Sera, La Stampa, Il Corriere dello Sport-Stadio, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero ed Il Resto del Carlino.
    Tra i settimanali il più letto è Sorrisi e canzoni Tv con 6 milioni e 577 mila lettori, davanti a Famiglia Cristiana (3 milioni e 565 mila), Oggi (3 milioni e 496 mila), Panorama (3 milioni e 343 mila).
    Al di la' delle inevitabili omissioni dell''esposizione fin qui fatta, appare chiaro come l'affermazione tanto spesso diffusa, anche ieri in Europa, i giornalisti sono comunisti, non risponda al vero.
    (Dati e informazioni sono tratti da: Osservatorio sulla legalita' Onlus, CoRe, Mondadori, Espresso, Rizzoli, Rusconi, SCR, Audipress)
    3 luglio 2003, pubblicato su centomovimenti
    _________________________________________________


    Ragazzi, vi prego, commentate questo articolo senza entrare nel merito di comportamenti tenuti da moderatori/Ammninistrazione (per Yurj: non sono un cacasotto )

  2. #2
    Hanno assassinato Calipari
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  3. #3
    Me, Myself, I
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    La mia opinione la sai.

    E, questo, è uno dei tanti 3d sbianchettati dal "supposto" liberale.

  4. #4
    moderatore di bachelite
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    In origine postato da yurj
    L'Italia è al livello dell'Uganda.
    Cazzo ridi?

  5. #5
    Vox
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    In origine postato da DrugoLebowsky
    L'Italia è al livello dell'Uganda.
    Cazzo ridi?
    Prima o dopo l'Uganda...

    B.

  6. #6
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    aggiungerei gli omicidi,da parte delle br, dei giornalisti non allineati...

  7. #7
    email non funzionante
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    non allieneati alle br

  8. #8
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    In origine postato da Oasis
    non allieneati alle br
    non allineati all'asse Andreotti-Craxi-PCI

 

 

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