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Discussione: Sapere Di Non Sapere

  1. #61
    Araldo
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    Predefinito DILIBERTO: <…siamo i soli a difendere la classe debole, operai…>

    DILIBERTO: <…siamo i soli a difendere la classe debole, operai…>
    Bertinotti sta solo a guardare?
    Per non dire degli altri?
    La forza dell’Unione Democratica per la DEMOCRAZIA “DIE” = DEMOCRAZIA INTELLETTIVA ELETTIVA…ha in sé il tener conto di tutta la Società armonizzata il cui fine è che ciascuno nella sua “Identità” o Talenti si realizzi in comunione e partecipazione con Tutti…cominciando dal proprio ambiente…
    Le ideologie (morte della democrazia) i pseud. Politici cercano di tenerle vive…e faranno di tutto per farle vivere a danno della società stessa dalla quale si paventano paladini…
    Come persona Diliberto non mi dispiace…dovrebbe rivedersi con gli altri della Sinistra nel tendere all’Unione Democratica per la DEMOCRAZIA…per trovare paradossalmente l’intesa con le forze del centro destra di cui Fini (nell’evolversi …) passando il Rubicone:< il dado è tratto…> guarda al futuro (da intelligente) affinché si realizzi un unica Forza Politica dove coabitano (tramite test attitudinali –Computer-) gli uomini migliori rappresentanti di tutti gli strati sociali che adoperando il Buonsenso “regalano” tranquillità, esempi di onestà, laboriosità…il cui fine è armonicamente il vivere da Uomini…
    Il Poeta
    30/11/03

  2. #62
    Araldo
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    Predefinito A Milano Fallimento dei Sindacati…e di tutti i partiti…

    A Milano Fallimento dei Sindacati…e di tutti i partiti…
    Lo sciopero di Milano ha messo in crisi tutta l’istituzione manovrata dai sindacalisti…
    Non si può negare lo Sciopero di una classe lavoratrice maltrattata nei stipendi, presa in “giro” da coloro che dovrebbero salvaguardare i loro interessi da scendere in piazza spontaneamente senza bisogno di “pseud. sindacalisti”; i biglietti per viaggiare continuano ad aumentare…coloro che “comandano” il loro stipendio non è mai fermo…e se di petto fanno sciopero come si può biasimarli…c’è il pericolo (interessante l’evolversi…) che ai “mangia soldi”…se non smettono
    di fare i loro interessi a danno di “pantalone” siano estromessi dal potere che occupano e questa sarebbe una vera rivoluzione senza spargimento di “sangue”…
    Il Poeta

  3. #63
    Araldo
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    Predefinito La Merini a Montale:

    La Merini a Montale:

    i tuoi acini d'oro,
    i limoni perduti
    nel grembo di altre donne
    che ti hanno solo sognato.
    capita anche a me, Maestro,
    di aver fatto l'amore
    con quelli
    che non ho mai conosciuto.

    Ultimamente ho sentito dal vivo la Merini...ha letto una sola Poesia...la quale era ben costruita da meritarsi il mio applauso...(peccato che non gli hanno fatto recitare altre Poesie...)
    In questa Poesia c'è la sua personalità...
    Dal mio punto di vista c'è un errore (comprensibile per poter "mangiare")chiamare maestro il travet dello scrivere Montale...
    La mia non è un "eresia" è constatazione di fatto...
    Il Poeta

  4. #64
    Araldo
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    Predefinito Complimenti per avermi risposto…e questo è principio di vera Democrazia…

    Complimenti per avermi risposto…e questo è principio di vera Democrazia…
    Gli Italiani sono stufi…di questa demagogia o Gattopardismo…

    HABBIAMO GRAN RISPETTO DEL DIRITTO DI SCIOPERO.. PERO' , CARO SIGNORE, LO
    SCIOPERO, COME PREVISTO DALLA LEGGE 146/90 VOLUTA DAI SINDACATI ( E QUINDI
    DAI LAVORATORI, O NO?) SPIEGA CHE L'ESERCIZIO DEL DIRITTO DI SCIOPERO VA
    CONTEMPERATO CON I DIRITTI DELLA PERSONA TUTELATI DALLA COSTITUZIONE.

    La carta prende tutto soprattutto “furbate” cioè il “furbo” inganna a parole
    facendo solo della demagogia a “pantalone”…
    La vera DEMOCRAZIA nasce dal POPOLO …in questo caso dai Lavoratori del
    ATM che in modo compatto pretendono ciò che già gli spetta…(dove esiste
    l’equa Giustizia?- campa cavallo che l’erba…-) paradossalmente il Loro senso
    civico l’hanno dimostrato nel riprendere il Lavoro…per non creare danni
    alla popolazione di cui anche Loro ne sono partecipi…dimostrando il vero
    Principio di Democrazia per svegliare o cambiare la “classe dirigente…”
    questo perché i preposti “comprati dal potere” non fanno l’interesse dei
    più annullando il Principio che la Costituzione Italiana dà ad ogni cittadino…


    AVVENUTO QUESTO? NO CERTAMENTE. I DISAGI SONO STATI ENORMI .
    IL FATTO E', CARO SIGNORE CHE NESSUN POLITICO HA MAI AVUTO L'ARDIRE,IL
    CORAGGIO DI PROPORRE UNA LEGGE SERIA, CONCRETA CHE REGOLMENTI IL DIRITTO
    DI SCIOPERO PREVISTA DALLA COSTITUZIONE. IL PERCHE' E' OVVIO.: LA PAURA
    DI
    PERDERE LA "POLTRONA". E' PREFERIBILE , ALLORA, L'ANARCHIA?


    Non sono per l’anarchia sono per la responsabilità di chi si erge a paladino
    del “Popolo” e che invece fa i suoi interessi (anche sfacciatamente –predica
    bene e razzola…-).

    SIAMO D'ACCORDO CON LA LATITANZA E L'INDIFFERENZA DELL''AZIENDA CHE TARDA
    A
    RINNOVARE DA DUE ANNI IL CONTRATTO. MA L'AZIONE DI FORZA E' SEMPRE
    ESECRABILE IN DEMOCRAZIA.
    ECCO, DUNQUE, LA NECESSITA' DI UN LEGGE SERIA.
    SAPPI, COMUNQUE CHE ABBIAMO IL MASSIMO RISPETTO DELLE OPINIONI DI QUALSIASI
    CITTADINO PURCHE' NON STRUMENTALE A QUALCHE INTERESSE DI POCHI GRUPPI E
    CHE
    ABBIA SEMPRE L'ESPRESSIONE DI UN'ALTERNATTIVA ACIO' CHE SI CRITICA. NON
    CREDE?

    Non difendo nessun interesse e nessuna forza…è solo il Buonsenso che mi
    fa scrivere…
    Esempio pratico, i sindacalisti dell’ATM…e i loro responsabili siano estromessi…(da
    dare una svolta al modo di fare il taglia e cuce sempre a favore del “padrone”
    prendendo in giro i lavoratori…- esempio che può spandersi a macchia d'olio...-)
    2) I responsabili della ATM comincino a tagliare al 50% il loro stipendio
    o dimettersi per incapacità…
    Se volete ritengo di dare altri suggerimenti…ma i più urgenti (oltre a migliorare
    le condizioni economiche del lavoratore…) sono quelli che ho accennato…

    LA RINGRAZIAMO SINCERAMETE PER AVERCI SCRITTO E TUTTO IL NOSTRO RISPETTO
    LA REDAZIONE

    Cordialmente saluto:
    Il Poeta

  5. #65
    Araldo
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    Predefinito La Merini a Montale:

    La Merini a Montale:
    >
    > i tuoi acini d'oro,
    > i limoni perduti
    > nel grembo di altre donne
    > che ti hanno solo sognato.
    > capita anche a me, Maestro,
    > di aver fatto l'amore
    > con quelli
    > che non ho mai conosciuto.
    >
    > Ultimamente ho sentito dal vivo la Merini...ha letto una sola Poesia...la quale era ben costruita da meritarsi il mio applauso...(peccato che non gli hanno fatto recitare altre Poesie...)
    > In questa Poesia c'è la sua personalità...
    > Dal mio punto di vista c'è un errore (comprensibile per poter "mangiare")chiamare maestro il travet dello scrivere Montale...
    > La mia non è un "eresia" è constatazione di fatto...
    > Il Poeta
    Old…scrive versi di Montale(?)

    Felicità raggiunta,
    si cammina per te sul fil di lama.
    Agli occhi sei barlume che vacilla, al piede,
    teso ghiaccio che s'incrina;
    e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
    Se giungi sulle anime invasedi tristezza e le schiari,
    il tuo mattino e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
    Ma nulla paga il pianto del bambino a cui fugge il pallone tra le case.

    ...se questo ti sembra un travet dello scrivere, caro Lorenzo, datti all'ippica che di poesia non ne capisci granchè...


    Rispondo:
    Vorrei da te la spiegazione "chiara" di questi versi...per poi criticarli in "positivo"...ciao

    …non ci vuole granchè...
    La felicità a detta del M. è uno status precario dell'esistenza umana. A fatica la si raggiunge, ma occorre capacità e destrezza per mantenerla. E se la si lascia sfuggire, a nulla vale il dolore della perdita. Parole vere.

    Rispondo:
    Riaffermo ciò che ho scritto…(che dice di nuovo?…e in maniera non "chiara", sforzo di giornalista, travet della penna…)

    …il Poeta dà certezze…
    - Chi raggiunge la Felicità… la “dona ”…e Lei gli rimane fedele…
    Paradossalmente il bambino è l’immaturo…che lascia sfuggire di mano il “Vivere”…-

    La Felicità
    È “l’Identità”che vive e si espande
    In un ampia gioia d’Amore
    Chiamata DONAZIONE…

    IL POETA

  6. #66
    Araldo
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    Predefinito BUON NATALE

    BUON NATALE
    >>È nato il “Figliol Prodigo”
    >>Di regali di Amor di Pace…
    >>Per Voi grandi Bambini
    >>Che lo aspettavate
    >>A braccia aperte…
    >>È Segno di Partecipazione
    >>Di Vita in Famiglia…
    >>Insieme ai balocchi
    >>Il Figlio Prediletto
    >>Porta serenità
    >>A chi apre il proprio Cuore
    >>Al Suo Amore
    >>Di Donazione…
    >>GESU’
    >>Legge i Vostri messaggi
    >>Di Pace in Famiglia
    >>Di gioiosa serenità
    >>E elargisce
    >>Fiducia di Speranza
    >>Non solo nel giorno di NATALE…
    >>BUON NATALE
    >>Il Poeta
    >>07/12/03
    >>
    >>
    >>
    >>BABBO NATALE
    >>Con la slitta volante
    >>Percorre le strade del Mondo
    >>Toccando i Cuori…
    >>Realizzando
    >>“Piccoli Sogni”
    >>Di Donazione…
    >>Regalando Amore…
    >>Cari Bimbi
    >>GESU’
    >>È con Voi
    >>Datevi la mano
    >>In un girotondo
    >>Di BUON NATALE…
    >>Amici
    >>È la Vostra Festa
    >>È la Festa della VITA…
    >>A Tutti
    >>BUON NATALE
    >>Il Poeta
    >>07/12/03
    >>
    >>
    >>
    >>
    >>ALBESE
    >>Nel Villaggio degli Elfi
    >>Una musica “Celestiale” inonda…
    >>C’è Festa
    >>Festa grande…
    >>Babbo Natale
    >>S’appresta a far felice
    >>Tutti quanti
    >>Nel farci sentire Bambini…
    >>È Festa della Vita
    >>Regalo di “DIO”…
    >>Dono per Tutti
    >>I giorni dell’anno…
    >>BUON NATALE
    >>Il Poeta
    >>07/012/03
    >>
    >>buon per te.
    >provo invidia per chi come te ha risposte,giustificazioni e consolazioni.
    >poveri noi che viviamo senza risposte certe, ma liberi.
    >>
    >
    Amico caro...
    il Poeta è uno spirito Libero...e nella sua Libertà...è "Babbo Natale"...
    Buon Natale...

  7. #67
    Araldo
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    Predefinito Il Presepe di Nonna Ernesta

    Il Presepe di Nonna Ernesta
    Con l’impasto dell’Amore
    Riesce a creare piccoli “capolavori”
    Seguendo la Stella
    Della Natività…
    E così
    È arrivata alla 15 Mostra
    Tutta tesa alla Beneficenza
    Come segno di Donazione
    E di Speranza
    Del Bambin GESU’…

    Il Poeta

    Inaugurazione il 14/12 ore 15
    Cascina Tegnoso- Via T. Moneta,3
    Missaglia (LC9

  8. #68
    Araldo
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    Predefinito Il Cavaliere e l’ultima mossa (prevedibile):

    Il Cavaliere e l’ultima mossa (prevedibile):
    < Presenterò la candidatura nel 2006 e vincerò le elezioni…>
    Strategia dell’uomo per prepararsi a diventare il dopo Ciampi…
    L’opposizione, Fini e Casini…oscurati dalla sua prorompente fame di “vitalità” volenti o nolenti accettano il sacrificio del Presidente del Consiglio…
    Silvio a questa strategia ha messo una postilla: Il Presidente della Repubblica Italiana deve avere delle facoltà di dirigere tipo alla Francese…
    E il “Piatto è servito”…
    Il Poeta
    11/12/03

  9. #69
    Araldo
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    Predefinito Il compito del filosofo è stato nelle varie epoche...

    Il compito del filosofo è stato, nel corso delle varie epoche,
    quello di istruirsi sul passato per avere gli strumenti appropriati per formulare infine una teoria sulla verità, grazie alla quale spiegare come si sviluppa la conoscenza, la morale, la religione, la politica, la storia, la coscienza, in una parola la vita umana e il rapporto che ha con se stessa oltre che con l'universo.
    Risulta così chiaro che descrivere di un filosofo cosa quest'ultimo intenda per verità, significa in ultima analisi entrare a contatto con il cuore della sua filosofia, e tratteggiare le caratteristiche di quel principio o sistema, che regola tutto il complesso andamento di pensieri e riflessioni ad esso successive.
    Alla luce di questa premessa possiamo dire che la filosofia di Platone ha un cuore molto grande, oltre che resistente; nonostante essa sia ormai lontanissima dai nostri tempi, tuttavia riesce ad esprimere ancora con estrema vitalità tutto il suo fascino e la sua brillante ricchezza di contenuto.
    La ricerca platonica del Vero ha delle caratteristiche assai speciali; ci si riferisce in particolare al fatto che il filosofo greco fu il primo a costruire un intero apparato di riflessioni mostrando di avere piena consapevolezza di questa sua operazione, dell'obiettivo da raggiungere, e soprattutto di avere conseguito il livello scientifico del pensiero, che prima di lui aveva attraversato una lunga e nutrita fase di gestazione. In aggiunta a ciò va rilevata l'importanza dello sfondo politico, sociale e culturale dell'epoca in cui Platone visse, e contro il quale egli instaurò una sorta di guerra aperta praticamente ad ogni livello. La morte di Socrate nel 399 a. C. aveva definitivamente reso evidente agli occhi del filosofo la situazione di corruzione in cui versavano lo stato della giustizia, nonché l'approccio alla pratica del sapere, all'epoca dominio incontrastato dei Sofisti. Tutti questi elementi concorrono a formare nell'animo di Platone la ferrea convinzione che la ricerca della verità necessitasse di un impegno serio e severo, di una assoluta attenzione, di un uso assiduo di esercizi, e soprattutto della giusta disposizione d'animo. Questi gli ingredienti fondamentali per poter intraprendere lo studio e la ricerca di quella scienza unica detentrice del vero, la Dialettica.
    Di contro all'assoluta mobilità del sapere predicata dai sofisti Platone infatti auspicava la possibilità di accedere ad una dimensione speciale ove fosse lecito osservare la natura del sapere, contemplandone i fondamenti inconfutabili, le grandi potenzialità e soprattutto i risultati raggiunti; risultati non più opinabili come predicava il relativismo protagoreo, bensì assolutamente aderenti al vero, essendo esenti da contraddizione, e non contaminati dall'incalzante futilità delle opinioni. Di esse Hegel, nelle Lezioni sulla storia della filosofia spesso usava puntualizzare come non facessero parte del pensare filosofico, che invece occupa una posizione privilegiata sul piano gnoseologico, in quanto favorisce l'acquisizione della verità nella sua interezza, e non si limita al semplice nominarla con vuote e mutevoli parole, come invece erano soliti fare tutti coloro i quali spacciavano per filosofia una mera filastrocca di opinioni.
    Dunque per Platone la realtà ha un fondamento stabile, qualcosa che è e non può non essere, e che per questo motivo costituisce la verità delle cose, il modello di cui queste sono un'imitazione.
    Spiegare il procedimento mediante il quale il filosofo greco raggiunge la conoscenza di questo modello è al tempo stesso facile e difficile. Facile perché egli vi arriva mediante la narrazione di miti, di favole, di esempi inseriti in un contesto che è argomentato con l'ausilio della forma dialogica. Tutto ciò agevola le difficoltà legate alla comprensione per esempio di un sistema protetto e chiuso nel recinto delle sue parole e espressioni-chiave.
    Tuttavia la tempo stesso non va nascosta la difficoltà di interpretare nel giusto modo i concetti che emergono dall'esposizioni dei suddetti miti, i quali spesso lasciano aperte più strade da percorrere, favorendo in questo modo la possibilità di equivoci e fraintendimenti. Infatti Platone ricorre al mito quando è consapevole che la sua ricerca della verità lo ha condotto sul ciglio estremo della razionalità, così che solo affidandosi all'esempio mitico egli sa di poter descrivere i suoi pensieri, che più propriamente in questo caso sono delle vere e proprie visioni. Con tale termine si vuole intendere l'autentico significato della parola greca, l'idea. Il filosofo per Platone è colui che trova la verità nella contemplazione delle idee, quegli oggetti di cui lui solo riesce con fatica e studio ad avere una visione idonea a distinguere con correttezza il vero dal falso, il modello dalla copia.
    Le implicazioni inerenti a questa concezione così maturata dal filosofo greco sono molteplici e di decisiva importanza, dato che esse vanno a condizionare in modo determinante tutto la sviluppo del sapere occidentale nei secoli successivi a Platone. Egli infatti nel corso dei suoi dialoghi ostenta la convinzione che se deve pur esistere qualcosa di stabilmente vero, cui fare riferimento, ebbene ciò non può far parte del mondo del divenire, soggetto a cambiamenti continui e preda dell'alternanza di essere e non essere. Ne consegue dunque che lo studio e la ricerca delle idee debbano necessariamente avere tutt'altra dimora; tale nuova residenza dischiude un nuovo mondo, le cui caratteristiche non solo sono diverse da quello sensibile, ma addirittura si mettono in aperto contrasto con esso.
    È questa tensione che Platone si sforza di comprendere, poiché egli intende bene che l'atto di trascurarla causerebbe una errata comprensione di tutti vari piani propri del pacchetto filosofico: il punto di vista epistemologico, dialettico e ontologico. In quest'ottica si devono leggere i dialoghi così detti dialettici, Teeteto, Parmenide, e Sofista. In questi scritti infatti Platone cerca di sviscerare il grande problema del contrasto tra i due mondi da lui teorizzati, mettendo letteralmente a nudo tutte le difficoltà che una tale tensione avrebbe causato sia per quanto riguarda la conoscenza del mondo sensibile, sia per la stessa sussistenza delle idee, sia per la possibilità di concepire una relazione tra queste ultime e le cose in divenire della realtà empirica.
    È impossibile ricorrere alle opinioni della critica platonica sull'esito di queste riflessioni del filosofo greco; se cioè egli sia riuscito infine a risolvere il rapporto tra i due mondi intessendo una sorta di continuità priva di contrasti. I pareri infatti vanno in tutte le direzioni possibili, dalla totale adesione alla positività delle conclusioni platoniche, all'opposta incredulità dei suoi risultati. E non manca addirittura chi, come la scuola di Milano-Tubinga, ritiene la filosofia esposta nei dialoghi scritti un'insieme di esercizi essoterici e spurii non riguardanti la vera dottrina platonica, rimasta invece patrimonio esclusivamente orale del filosofo greco.
    Ciò che invece a noi sembra più evidente nello studio di tali dialoghi è la constatazione che, al di là dell'esito più o meno aporetico delle riflessioni platoniche, al filosofo greco interessi primariamente di trovare come sinonimo di verità un principio che sia sì stabile e immutabile, ma che per questo non sia svincolato dalla realtà di cui dovrebbe costituire il fondamento; ecco allora che tale principio, l'Idea, dovrebbe avere anche altre caratteristiche, compreso lo stesso divenire, la vitalità e il movimento del pensiero, che Platone sa bene non poter essere qualcosa di fisso e immobile. Stiamo descrivendo un brano del Sofista, in cui si sostiene che le idee non possono essere solo ferme nella loro eternità perché con ciò non sarebbero in grado di spiegare alcunché mancando della possibilità di conoscere, di rapportarsi tra loro e di spiegare così la realtà; tutte operazioni, queste ultime, attinenti alla vitalità del movimento piuttosto che alla fissità di ciò che non è sensibile.
    Questo è per certi versi il contrasto cui Platone medita, e nonostante poi per la filosofia ad esso successiva esso sarà una dei nodi di tutta la storia della filosofia più difficili da sciogliere o comprendere, (il dualismo del mondo sensibile e intelligibile, soggetto e oggetto, pensiero ed essere, ontico e ontologico), tuttavia per il filosofo greco esso è da considerare come un sinonimo e fonte di vitalità intellettuale, fulcro essenziale del sapere, di quel sapere che lungi dal restare chiuso in schemi e principi autoconclusivi, offre invece di sé il lato del dialogo, della domanda che resta dialetticamente aperta, indubbiamente il lato migliore.
    amotex



    Platone, ebbe la fortuna di essere un attento discepolo di Socrate nel capirlo della sua onestà pagata con amore di verità con la Vita…
    Il Filosofo per antonomasia è il vero Politico che si pone al servizio del Popolo…se chi fa politica non è Filosofo è un politichese o sofista che fa solo demagogia…
    Socrate quando dialogava seguiva il filo secondo logica nella realtà storica d’allora…dando fastidio ai sofisti e di riflesso al potere…
    Platone partendo dalla logica (approssimativa) di Socrate fonda la sua Accademia…e naturalmente è in polemica con i sofisti…
    Per disquisire secondo logica è fare dell’accademia o conoscenza…
    La conoscenza ha per priorità la Verità, l’Etica e la Morale… ogni “problema” va affrontato sviscerando la base di questi valori nell’andare all’origine… per trovare la miglior soluzione nel risolverlo a vantaggio del Popolo…di cui ognuno di Noi è parte integrante (vedi la Costituzione).
    Platone dice: la Conoscenza consiste nella reminiscenza del mondo delle idee… (anammesi)
    sfruttando a suo vantaggio il “lavoro” di Socrate nel avere una base su cui lavorare…
    Dal mio punto di vista Platone per essere ben accetto…e non fare la fine del maestro Socrate
    ipotizzò uno stato ideale (per quel tempo) diviso in classi: filosofi, soldati, lavoratori…
    Ciao Amotex …complimenti per l’articolo…Lorenzo

  10. #70
    Araldo
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    Predefinito Da uno scritto di Platone:

    Da uno scritto di Platone:

    Caso volle che, in seguito, alcuni potenti trascinassero in giudizio il nostro amico Socrate, agitando contro di lui un'accusa la più infamante per disonestà e la più lontana dalla sua indole; lo perseguirono infatti per empietà, lo condannarono, l'uccisero, lui che non aveva voluto prendere parte alla cattura illegale di uno dei loro amici, al tempo in cui anch'essi soffrivano delle miserie dell'esilio. Indotto di nuovo a riflessione su queste vicende, su chi si occupa di politica, sulle leggi e sugli usi in generale, quanto più passava il tempo e andavo avanti nell'età facendo di queste considerazioni, tanto più mi sembrava difficile riuscire a far qualcosa con la politica. Senza amici e compagni, impossibile realizzare niente...

    Se non è possibile una filosofia per la città, occorre creare una città per la filosofia.

    Platone, ammaestrato dalla vicenda di Socrate in politica, imbocca un'altra via: visto che è impossibile il dialogo nella città, esso va portato fuori dalla città, in una triplice maniera:

    !)nel testo scritto
    2)in radicali progetti riformatori, teoretici e pratici (gli sfortunati viaggi a Siracusa del 389, 367, 360 a.C.)
    3)tramite la fondazione di scuole (l'Accademia, che sopravvisse fino al 529 d.C., quando fu soppressa per volere di Giustiniano)

    ...fui costretto a limitarmi a fare gli elogi della retta filosofia, come quella da cui sola può venire la capacità di scorgere ciò che è giusto nella vita pubblica e in quella privata; mai le generazioni degli uomini avrebbero potuto liberarsi dai mali, fino a che non fossero giunti ai vertici del potere politico i filosofi veri e schietti, o i governanti della città non diventassero, per un destino [moira] divino, filosofi.

    Ciao amo tex (W)…
    Nel principio politico di Socrate di preparare la “città all’avvento”…portando nella “dialettica (secondo logica)” il mezzo vincente…(il tempo per i cambiamenti da parte di “politici” che detengono il potere non è mai il tempo per cambiare (demagogia)…perciò più volte la Storia si morde la coda innaffiando la terra di sangue innocente!) è caduto nel vuoto pagando di persona…
    L’allievo più “attento” Platone cerca di non prendere di petto il potere…ma lavorarlo ai fianchi…(il filosofo non fa la guerra…è presenza viva con la sua “dialettica” di etica Sociale con coloro che si abbeverano alla sua (aperta) logica…) Il tempo corre e i “fianchi” furbescamente servano paradossalmente al potere o al “contro potere”…
    Il Buon lavoro dell’allievo Platone è tentare con le scuole dell’Accademia…che riuscirono a sopravvivere per circa 900 anni…
    I “Politici saggi” non possono che essere dei Filosofi…i Filosofi non possono che essere dei Politici saggi…per il semplice fatto che la loro “dialettica” sa quadrare il cerchio a vantaggio del Popolo che li Governa…(Globalizzazione)
    Ciao a mo tex…
    Il Poeta
    15/12/03
    N.B.
    Tratto dal Forum di Filosofia di Fabiobo moderatore il Poeta

 

 
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