Io rappresento la società che deve stipulare un contratto di designer con un tizio. Tra le varie clausole ne ho aggiunta una, per la mia assistita essenziale, in cui, senza pregiudizio della libertà creativa del designer, la società può richiedere a questi degli adattamenti al disegno, progetto o modello, sia durante le fasi di avanzamento della progettazione, sia quando è definitivo, sempre che ciò si renda necessario ai propri piani generali di carattere commerciale e/o tecnico e/o di produzione. La cosa è un tantino più complicata ma credo di averla riassunta in maniera comprensibile. Ora, questo designer si è impuntato su di un punto per lui essenziale che devo aggiungere, e cioè che in nessun modo gli adattamenti evetualmente richiesti dovranno riguardare la sua libertà creativa che si sia espressa nella manifestazione della sua omosessualità. Io finora credo di averne viste diverse di cose strane, ma questa schiantassi all'istante se mi era mai capitata. Ma non è mica finita qui, io mi chiedo come possa una persona manifestare la sua omosessualità nella progettazione di mobili. Mi ha chiamato proprio stamani e sul punto è irremovibile, non so se ridere o se piangere. Come faccio?


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