Premetto che io non sono un giurista – ma nemmeno un analfabeta del diritto – ed ho risposto in una discussione precedente che Fassino può rinunciare all’immunità parlamentare per i seguenti motivi:
1) avevo sentito in una trasmissione radio un autorevole parere in tal senso;
2) Berlusconi e Sgarbi, per fare due esempi, hanno fatto ricorso a questo privilegio dopo aver perso in primo grado due cause di diffamazione.
Però le affermazioni di Taormina prima e di Castelli poi mi hanno fatto nascere dei dubbi e pare – mi costa dirlo, trattandosi di questi due “ameni” personaggi – che siano abbastanza fondate.
Ho fatto una ricerca ed ho letto che l’immunità sulle opinioni espresse da un parlamentare nell’esercizio delle proprie funzioni è irrinunciabile perchè attiene alle funzioni e non alla persona del deputato.
Il CCP prevede che, qualora in un procedimento giurisdizionale sia rilevata O ECCEPITA l'applicabilità dell'art. 68, primo comma, Cost., il giudice disponga «anche d'ufficio, se del caso, l'immediata separazione del procedimento stesso da quelli eventualmente riuniti».
Però, non è finita qui: seguendo in questa ricerca la casistica ho constatato che la Giunta per le autorizzazioni a procedere prende in esame i vari casi in seguito a richiesta diretta del parlamentare.
Tutto questo significa che il processo parte, che il giudice può tranquillamente portarlo avanti se non ritiene che sussistano le condizioni (alquanto nebulose) previste dall’art. 68 e che in genere è il parlamentare a presentare richiesta.
Sarebbe anche interessante sapere se la Giunta può prendere o meno in considerazione le sollecitazioni di chi dichiara di voler rinunciare all’immunità.
Ahimè, è materia complessa ed io mi fermo qui, spiacente di non poter essere più esauriente …….dico la verità: mi spiacerebbe scoprire che Fassino ha sparato una puttanata.
Ho messo la questione in evidenza con un topic a parte per sollecitare chi ne sa di più a farsi vivo: detesto rimanere nel dubbio.
Saluti




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