dal quotidiano liberaldemocratico Il Giornale........
" il Giornale del 22/09/2003
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Follini «scarica» l'Annunziata: «Indignati per le sue parole»
Il leader Udc: folle parlare di voto di scambio sulla Rai. E Bossi torna a chiedere «una rete per il Nord entro l'anno»
Fabrizio De Feo
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I sospetti lasciati cadere, non senza fragore, da Lucia Annunziata sul mondo politico lasciano il segno. E scuotono la sensibilità di molti parlamentari, compresi coloro che finora hanno sempre indossato le vesti della "colomba". L'affondo della numero uno della Rai, che ha parlato di possibili voti di scambio tra le nuove nomine a viale Mazzini e il varo della legge Gasparri, tiene desta l'onda dell'indignazione. E spinge perfino Marco Follini, segretario dell'Udc spesso schierato in difesa della presidente di garanzia, a intervenire per allontanare da sé e dai centristi l'ombra del sospetti.
"Leggo sui giornali di oggi il sospetto, indotto dalla dichiarazione del presidente della Rai" dichiara Follini "secondo cui sarebbe in atto un baratto tra il voto parlamentare sulla legge Gasparri e alcune nomine interne alla Rai. Ne sono stupito e indignato". Una reazione, spiega il segretario centrista, alimentata anche dalle recenti scelte fatte dal suo partito proprio a sostegno della Annunziata. "Abbiamo sempre difeso - sottolinea - il ruolo di garanzia del presidente della Rai, qualche volta anche in solitudine rispetto ai nostri alleati. E il presidente della Rai sa bene che non abbiamo mai esercitato pressioni verso l'azienda. Ci aspettiamo ora che la dotto-ressa Annunziata tolga di mezzo un sospetto tanto odioso quanto ingiusto. Se non lo facesse rivelerebbe, allora sì, tutta la sua inadeguatezza al ruolo che riveste". Sta ora alla numero uno di viale Mazzini fare chiarezza e dare sostanza ad accuse che avevano uno scopo preciso: spingere il cda e i direttori di testata a non effettuare nomine (in ballo ci sono le direzioni di varie sedi regionali) mentre ancora si sta discutendo in Parlamento del provvedimento che porta la firma del ministro Gasparri. Una legge su cui l'Udc deve ancora sciogliere definitivamente la riserva. I centristi decideranno, infatti, nell'ufficio politico di domani se presentare emendamenti alla legge attualmente all'esame della Camera per quella che potrebbe essere la terza e definitiva lettura. Eventuali modifiche renderebbero inevitabile un nuovo passaggio al Senato e dunque uno slittamento dell'approvazione definitiva. Nella pioggia di critiche che cadono sulla Annunziata, una voce interna al cda interviene a sostegno del principio difeso dalla presidente della Rai. "Voti di scambio io non li ho visti, ma pur partendo da un ragionamento diverso rispetto a quello di Lucia Annunziata arrivo agli stessi risultati: la tv non può essere di nuovamente dominata dalla lottizzazione". È Giorgio Rumi, consigliere Rai di area cattolica, a commentare, allargando i suoi timori alla futura composizione della tolda di comando di viale Mazzini prevista dal ddl Gasparri. "Non mi sembra idonea - spiega Rumi - la formula che prevede 7 consiglieri su 9 scelti dalla commissione di Vigilanza" poiché questa "rispecchia le forze politiche in campo che non mancheranno di esprimere personalità legate ai partiti". Secondo Rumi, invece, sarebbe meglio conservare "il ruolo dei presidenti delle Camere aggiungendo rappresentanti del territorio e dell'Accademia dei Lincei.
Sul riassetto della geografia Rai, poi, potrebbe incidere anche il progetto della Rai federale, fortemente caldeggiato dalla Lega e mai riposto nell'archivio delle imprese impossibili. Umberto Bossi, dal palco della festa del Carroccio di Venezia, lancia un nuovo affondo. E complice l'aria di casa si rivolge alla platea padana recuperando gli antichi toni identitari. "Entro l'anno una rete Rai deve essere trasferita al nord come previsto dalla delibera fatta dal professor Albertoni, delibera che prevede anche una rete al sud" chiede Bossi. "Di noi vogliamo parlare noi e non Roma". "
Saluti liberali




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