In un testo scolastico per le superiori l’agiografia di Berlusconi
TEMA OBBLIGATORIO:
QUANTO È GRANDE IL CAPO
ROMA «Per la mia storia personale,
le mie capacità professionali e i
miei successi imprenditoriali, sono
una persona cui nessuno può pensare
di paragonarsi». Parola di Silvio
Berlusconi. Ripetere e imparare a
memoria. Anche in inglese: «Because
of my personal history, my professional
skills and my business
achievements, I am a man nobody
can expect to compare himself
with». E poi rispondere alla domanda
: «Come definisce sé stesso Berlusconi?
» - «How does Berlusconi define
himself?».
Fantadidattica? Non proprio. Si
sa che il premier ama riscrivere la
storia.
Specie la sua. E sentirla ripetere come
piace a lui dalle persone che lo
circondano. Finora, la versione preferita
resta quella che commissionò
a Guido Possa e Sandro Bondi, in
occasione della scorsa campagna
elettorale. Titolo, «Una storia italiana
». Con quella entrò «nelle case di
tutti gli italiani
». Ora è un testo
scolastico
edito dalla casa
editrice «Clitt»
a portarlo direttamente
sui banchi
delle scuole
di tutta Italia. Il
testo, «novità
scolastica dell’anno
» rivolta
agli studenti delle
superiori, si
chiama «Communicating
».
«È un manuale
di inglese innovativo,
finalizzato
alla comunicazione
turistico-aziendale», spiega
l’editore. «Un manuale di inglese
turistico, quello che in gergo si chiama
microlingua», spiega l’editore.
Scritto in inglese. Pensato per gli
studenti degli istituti tecnici-commerciali
che aderiscono al progetto
Erica - «for students of the Progetto
Erica». Sigla che sta per: «Educazione
alla Relazione Interculturale
nella Comunicazione Aziendale».
Un indirizzo attivato a partire
dal 1989 in qualche centinaio di
istituti superiori e che coinvolge alcune
migliaia di studenti. Tanto
che la casa editrice ha pensato bene
di stamparlo in diverse migliaia di
copie («circa tremila», dice a memoria
lo stesso editore. In attesa di
conoscere i dati sulle vendite, si lascia
andare ad una previsione di
circa duemila lettori).
Insomma, Berlusconi dovrà attendere
per vedere il suo ritratto di
grande statista inserito sui manuali
di storia tra Napoleone e Mussolini.
Ma intanto nella «microlingua»
di un manuale di inglese turistico-
aziendale si ritrova inscritto - «a
pieno titolo» - accanto al «leggendario
» Enzo Ferrari tra i «self made
men», gli uomini che si sono fatti
da soli. E come manipolazione della
storia, per il momento, sembra
già abbastanza.
«Berlusconi è un cosiddetto
self-made man, artefice delle proprie
fortune, la cui esperienza lavorativa
è iniziata come cantante su
navi da crociera», recita l’agiografia
di Silvio, a pagina 185 del libro di
testo. Gli studenti non dovranno
mandarlo a memoria, come si usava
un tempo. Peggio, al termine di
un’attenta lettura dovranno compilare
addirittura il Curriculum Vitae
del premier. Compito non facile,
visto che il ritratto, generoso di citazioni
delle parole di B., omette di
inserire alcuni dettagli non proprio
trascurabili. Dice per esempio: «Negli
anni ‘60, grazie a una serie di
congrui crediti, ha costituito la società
che ha curato la costruzione
di Milano 2, un vasto centro residenziale
alla periferia della seconda
città d’Italia per dimensioni e importanza
». Dimentica di dire che
nemmeno un’apposita indagine di
Bankitalia è riuscita a stabilire la
provenienza del capitale su cui Berlusconi
ha costruito la sua fortuna.
«Ten years later», «Dieci anni dopo
», recita con un bel salto temporale
il manuale berlusconiano, «ha
spostato i propri interessi nel settore
televisivo in rapida espansione».
E con un altro balzo arriva direttamente
a fotografare l’oggi: «Attualmente,
Berlusconi e i suoi familiari
possiedono il gruppo Fininvest, società
controllante i tre canali televisivi
di proprietà della Mediaset, il
più grande network televisivo d’Italia
».
E qualche parolina sul «decreto
Berlusconi»? Qualche aneddoto sull’amico
politico di Berlusconi, Bettino
Craxi che nel 1984 riaccese le tv
«fuorilegge» di Silvio spente dalle
sentenze dei pretori di Roma, Torino
e Pescara? Qualche accenno alla
legge Mammì se non al Lodo Berlusconi
o alla Legge Gasparri?
Compito davvero difficile per
gli studenti del progetto Erica riempire
con quei pochi dati il vero «curriculum
vitae di B.». Dovrebbero,
per esempio, andare a cercare altrove
la data in cui Silvio, tra la costruzione
di Milano 2 e la nascita della
Fininvest, si iscrisse alla P2 (26 gennaio
1978, tessera 1816). Altro che
self-made-man.
Sulla sua discesa in politica,
poi, sapranno solo l’essenziale: che
Berlusconi vinse nel 1994, perse il
potere solo sette mesi dopo, ma
«ora ha imparato dagli errori». E
soprattutto che diversamente da
Francesco Rutelli che è un «talker»,
uno che parla, Berlusconi, uomo
politico, resta sempre un «doer»,
uno che fa - spiega il testo che affida
questo passaggio chiave a un’altra
eloquente citazione di Berlusconi.
«Agli imprenditori dice di essere
uno di loro, agli agricoltori racconta
come aiutasse i genitori nei
campi immediatamente dopo la seconda
Guerra Mondiale, agli artigiani
spiega di aver applicato con le
proprie mani la moquette nel suo
primo ufficio», chiude il ritratto,
che le autrici, Carla Matassi e Gabriella
Petretti, hanno preferito
prendere da un “neutrale” articolo
della Cnn Italia, piuttosto che scriverlo
di loro pugno come hanno
fatto per il ritratto di Ferrari. Che
abbiano capito che fosse materia
che scotta?
Quanto agli studenti, esigenze
editoriali o esigenze didattiche, in
quella paginetta di storia italiana gli
sventurati troveranno solo le informazioni
necessarie a rispondere
correttamente alla domanda che al
termine dell’esercizio, il testo ripropone:
«Come definisce sé stesso
Berlusconi?».
Imparata la lezione?
Mariagrazia Gerina




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