L'undici settembre dimenticato
Ci stiamo avvicinando all'11 settembre e l'11 settembre oggi è "il giorno in cui tutti si sentirono un pò americani"; è il giorno di un atto osceno compiuto da persone senza scrupoli, in cui perirono molte persone e da quel giorno gli americani ne hanno fatto un cavallo di battaglia per ogni loro azione politica internazionale.
Se l'undici settembre duemilaeuno è il giorno dell'America (riguardo all'affermazione di cui sopra, io non la condivido assolutamente, quel giorno per me è stata una strage, senza americani o terroristi) c'è un undici settembre di ventotto anni prima di cui non se ne parla quasi mai, ma che fu un giorno in cui l'America fu un mostro nero, che però non fu mai giudicato.
Santiago del Chile, è l'11 settembre 1973 e in città c'è il finimondo: gli aerei dei militari capitanati da Pinochet stanno bombardando i palazzi governativi, le radio, i giornali ecc...
E' l'inizio della fine per una nazione che solo pochi anni prima aveva visto il primo leader socialista andare al governo attraverso elezioni democratiche, il successo del Fronte Popolare era dovuto alla proposta di nazionalizzare tutte le imprese e dare man forte alla debole economia locale, il progetto stava riuscendo alla perfezione con grande rabbia delle multinazionali americane, molto danneggiate da tutto ciò.
Per la prima volta i lavoratori di queste imprese erano in condizioni decenti e finalmente avrebbero potuto godere dei frutti del loro lavoro, il Cile stava vivendo un momento di grande crescita economica.
Ovviamente tutto a scapito della destra, quindi dei politici finanziati dalle multinazionali americane e quando si dice "multinazionale americana" hai detto Stati Uniti d'America, noto come "lo stato più arrogante del mondo".
E quì è uscito tutto l'imperialismo, tutta l'arroganza, tutta la prepotenza della destra e dell'America che appoggia un colpo di stato della destra e, come per magia, l'11 settembre 1973 gli aerei tuonano e il presidente socialista Salvador Allende muore tra le bombe nel palazzo del governo, da quì in poi nascerà una dittatura militare sostenuta e finanziata dagli yankee che nel giro di pochi anni appoggiano colpi di stato in Brasile (dove era già al potere il Gen. Medici), Argentina (nel 1976 Videla) e Paraguay (Alfredo Stroessner) per paura dell'avvento del socialismo che, sicuramente, era sostenutissimo dalle migliaia di persone sudamericane che qualche anno dopo si ritroveranno dei campi di concentramento militari, voluti dalle destre e finanziati dagli americani.
Nel 1989, il Cile ha rivisto la libertà, ci sono state le prime elezioni democratiche e solo allora si conobbero per davvero le atrocità commesse dal regime militare; nel 1989, quando io non conoscevo neppure le parole Cile, America, Democrazia e Dittatura, la gente cilena rivide la luce, rivide la terza delle quattro parole a cui ho accennato prima.
Perchè non si parla mai di questo? Fa comodo avere un alleato forte, mentre se lo giudicassimo per come è realmente rischieremmo grosso. Ma non c'è quasi nessuno che ha il coraggio di dire che il governo americano, Democratico o Repubblicano che sia, ha sempre favorito i regimi militari e poi, con la scusa della libertà e democrazia, li abbatte, come ha fatto con Saddam Hussein.
In tanti sanno di quello che hanno fatto gli americani, ma stanno zitti; in Italia ne abbiamo l'esempio più completo, i politici italiani non sono ignoranti, sanno tutto, sanno che gli americani hanno appoggiato regimi che hanno sottomesso migliaia di persone, ma fa comodo dire che l'America è un esempio per la democrazia, perchè l'America, se tu fai come dice lei, ti aiuta....
Perchè solo in pochi si fanno avanti ed esprimono il loro dissenso rispetto agli americani? Anche nel 1973 non ci furono molte voci in proposito, persino il PCI avanzò critiche a mezza voce, ma la situazione politica italiana era particolare e forse era giusto non premere troppo sull'acceleratore...
Io, a definire l'America un amica ed un esempio per la democrazia, non ci sto.




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