Che noia profonda, abissale, incurabile.
Nuove dichiarazioni di Umberto Bossi, che “parla ai suoi elettori”, come dice il Cav.
E ai suoi elettori dice che i democristiani e gli altri partiti della prima Repubblica avrebbero dovuto essere fucilati, che Roma è marcia e Milano è la capitale morale (questa, poi), che vuole il Senato e la retedue, una serie di stupidate senza fantasia, la solita solfa mezza ubriaca di un ministro per le riforme istituzionali che tiene un linguaggio da bordello di periferia e chiede visibilità come un qualsiasi sottosegretario alla testa di un partito del tre e rotti per cento.
Che noia anche le risposte compunte dell’opposizione, le rogne grattate in pubblico dai Mastella, la rissa Nordsud, le continue minacce (tienimi, sennò lo meno) dei podestà di An. Il governo delle libertà dovrebbe essere il motore del cambiamento. Il premier eletto, che detiene il potere di portare tutti al voto quando vuole e come vuole, dovrebbe imporre il ritmo e le regole della partita nella maggioranza. Il PitBoss che abbaia e non morde dovrebbe indossare la mordacchia, non la gloria presunta della sedizione permanente. Ma non succede niente, nessuno ha il colpo d’ala, tutto si ripete in rinvii di vertici e verifiche incessanti. Una noia profonda, abissale, che presto diverrà terminale. Peccato.
Ferrara è proprio seccato.
Diciamo che gli capita spesso dato il carattere un po' "ondivago".
Ma una "trovata" geniale del Cav. gli ridarà morale e quel pizzico di entusiasmo che pare lo abbandoni alla fine delle estati.
saluti




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