Oggi si conoscono tantissime particelle rispetto, ad esempio, a 40 anni fa. In quel tempo si diceva che una particella elementare fosse costituita da una particolare forma di concentrazione dello spazio (fisico). Immaginate lo spazio come un mezzo perfettamente "elastico" e che, a causa di particolari sue proprietà e di certe condizioni che si possono verificare, si inizi un processo in base al quale una certa quantità di spazio confluisca in un punto di dimensioni estremamente piccole, formando quella che viene definita una "particella elementare". La particella così formata, ha "teso" lo spazio tutt'intorno, dando luogo alle linee di forza che, esplicandosi in tutte le direzioni, vanno a correlarsi con quelle delle particelle circostanti, componendosi vettorialmente con queste.
La particella, così concepita, rappresenta una specie di "molla caricata" o, se volete, una fionda tesa; in altre parole costituisce una "carica di energia". La sua "distruzione" consisterebbe nella riconversione in "spazio senza tensioni", liberando l'energia che era stata necessaria per formarla ovvero per "caricare la molla".
Questo modo di ragionare, implica una concezione dello spazio fisico come un mezzo "continuo", ovvero non corpuscolare.
La concezione odierna dello spazio e della formazione della materia è veramente cambiata?




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