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  1. #1
    SENATORE di POL
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    Predefinito L'autodifesa di un magistrato scomodo

    dal quotidiano liberaldemocratico Il Giornale.....

    "
    il Giornale del 22/09/2003


    --------------------------------------------------------------------------------

    Il pm Cordova al contrattacco del Csm
    In una lettera chiede un'audizione e accusa il relatore Salvi: «Ha escluso la mia difesa»
    Stefano Zurlo
    --------------------------------------------------------------------------------

    Agostino Cordova va all'attacco. In una lettera di 4 pagine, spedita al Csm, il Procuratore della repubblica di Napoli punta il dito contro Giovanni Salvi, il magistrato che in commissione ha istruito la pratica contro di lui. Le due relazioni di Salvi, quella scritta e l'altra orale, avrebbero privilegiato gli elementi d'accusa tralasciando tutte le informazioni a discolpa portate da Cordova e dal suo difensore Carlo Nordio. Per questo il magistrato napoletano chiede di essere ascoltato in extremis, a pochissimi giorni dalla votazione che il 24 settembre dovrebbe chiudere, in un modo o nell'altro, il caso.
    Mercoledì il plenum di Palazzo dei Marescialli dovrebbe decidere, se le previsioni della vigilia sono esatte, proprio il trasferimento di Cordova ad altra sede per incompatibilità ambientale e funzionale. E già circolano ipotesi e retroscena su' una soluzione predisposta a tavoli-no per evitare lo schiaffo ad uno dei giudici più noti d'Italia: per Cordova sarebbe già pronta la poltrona di vicedirettore degli affari penati al ministero della Giustizia. O, comunque, un incarico di prestigio nell'entourage del ministro Roberto Castelli. In questo modo non si andrebbe più al voto: la mina verrebbe disinnescata prima di esplodere.
    In realtà, Cordova appare come sempre lontano dalle manovre di corridoio e deciso invece a vender cara la pelle. Costi quel che costi. Il magistrato contesta il modo in cui si è arrivati ad un passo dal verdetto. "A sommesso avviso dello scrivente - scrive nella missiva - la relazione (di Salvi, ndr)-dovrebbe avere per oggetto non solo gli addebiti contestati, ma anche i risultati obiettivi dell'attività istruttoria, dall'interessato, riportando per ciascuno di essi le concrete valutazioni e motivazioni adottate dalla Commissione nell'esaminarli e nel ritenerli positivamente o negativamente rilevanti". Nulla di tutto ciò, a sentire lui, è accaduto. Salvi, membro togato del Csm appartenente alla corrente di Magistratura democratica, avrebbe svolto un lavoro a senso unico, mettendo in fila solo i capi d'accusa e semplicemente dimenticando in qualche cassetto tutto ciò che potrebbe aiutare Cordova in questo momento decisivo. Il risultato di questo modo di procedere? "Ne conseguiva - prosegue il Procuratore - che i membri di codesto organo hanno avuto una cognizione del tutto ridotta e incompleta della situazione, essendo stati mesi in grado di valutarla unicamente sulla base dei soli elementi sfavorevoli ilustrati nella relazione scritta approvata dalla Commissione ed in quella illustrativa svolta oralmente nell'assemblea plenaria del 10 settembre 2003, con i riflessi negativi e pregiudizievoli del caso nel conseguente dibattito".
    Non basta ancora. Cordova decide di usare toni durissimi nei confronti del relatore: "Le conseguenze sono state che tutti i successivi interventi degli onorevoli componenti di codesto organo di autogoverno e di tutela si sono basati solo sulle prospettazioni contenute nelle due relazioni, del tutto divergenti dalla realtà dei fatti, con riferimento solo agli assunti negativi, dati per scontati, senza menzione alcuna di quelli opposti e delle documentate smentite dello scrivente. Tutto ciò - è l'irata conclusione- ha comportato una profonda, pubblica e clamorosa delegittimazione delle sue qualità professionali". Di qui la nuova strategia del capo della Procura più affollata d'Italia: il 10 settembre aveva scelto la linea del silenzio ritenendo di non dover essere ascoltato dal plenum del Consiglio. Ora Cordova cambia idea: chiede copia dei verbali di tutti gli interventi avvenuti nelle sedute del 10 e del 18 settembre. E punta i piedi, con un linguaggio ruvido e inusuale, per poter raccontare la propria verità prima che sia troppo tardi: "In siffatta situazione, lo scrivente ritiene di avere il diritto di smentire analiticamente tutti gli assunti contrari alla realtà". In sintesi Cordova racconta anche alcune di queste realtà rovesciate: dalla pesantissima eredità dell'ex Procura circondariale ai rapporti con la Procura generale. Alla fine il primo pubblico ministero di Napoli vede riflessa allo specchio un'immagine di sé lontanissima dalla realtà: "Lo scrivente ha avuto modo di apprendere da generiche asserzioni secondo cui starebbe chiuso in una stanza impegnato a scrivere esposti, laddove il suo ufficio, come già dimostrato, è aperto a tutti e trascorre il proprio tempo in Procura unicamente per ricevere colleghi, personale, appartenenti alle forze dell'ordine, privati che richiedono di presentare esposti o denunce ...per cui è costretto a lavorare a casa fino alle 2-3 di notte". Fin qui Cordova. Ora la parola torna al Csm.
    "


    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    da www.ilmattino.caltanet.it

    " VERDETTO DEL CSM
    IL GIORNO DOPO
    DARIO DEL PORTO
    Andare avanti fino in fondo. Per ristabilire la verità e fare chiarezza una volta per tutte. Incassato il colpo più duro di una lunga e prestigiosa carriera, Agostino Cordova è tornato ieri, intorno alle 11.30, nella sua stanza all’ottavo piano del grattacielo del Centro direzionale. Scuro in volto, comprensibilmente amareggiato dal voto con il quale l’assemblea del Csm ne ha disposto il trasferimento d’ufficio da Napoli per incompatibilità ambientale e funzionale. Ma niente affatto intenzionato a demordere. E dunque già da ieri mattina il magistrato ha cominciato a studiare le mosse in funzione del prossimo passo, l’annunciato ricorso al Tar che sarà presentato con l’obiettivo di ottenere la sospensiva e poi l’annullamento della delibera approvata dal plenum di Palazzo dei Marescialli con una maggioranza amplissima, venti voti favorevoli, fra i quali quelli del primo presidente e del procuratore generale della Cassazione, uno contrario e tre astenuti.
    Sulla scrivania di Cordova ci sono i nomi di due avvocati amministrativisti, uno di Roma e uno di Caserta, ai quali potrebbe già nelle prossime ore essere formalizzato l’incarico di mettere nero su bianco l’iniziativa legale. Appena arrivato in ufficio, il procuratore ha incontrato brevemente i componenti della sua segreteria. Poi ha scelto la strada del silenzio e non solo rispetto alle richieste di intervista provenienti dai giornalisti. Cordova infatti non si è limitato a staccare il telefono cellulare: ai suoi collaboratori ha dato disposizione di «filtrare» le chiamate ai numeri fissi e ha scelto di limitare il più possibile anche i colloqui extra lavorativi, ad esempio con i colleghi recatisi in procura per salutarlo o manifestargli solidarietà. Se deciderà di parlare, il magistrato lo farà più avanti. Per il momento le uniche considerazioni che filtrano appartengono alle dichiarazioni dei giorni scorsi. A tutti, Cordova ha sempre ripetuto quanto già detto prima che il Csm si esprimesse sul caso: il magistrato è determinato a fare tutto quanto nelle sue possibilità per ribaltare una decisione che ritiene ingiusta e ingiustificata, assunta senza che gli sia stata garantita la possibilità di esporre compiutamente le proprie ragioni. Ed è assai probabile che il suo stato d’animo non sia cambiato dopo la conclusione sfavorevole della pratica aperta a Palazzo dei Marescialli. Anzi, se possibile il suo intendimento esce rafforzato dall’esito della serata di mercoledì.
    Questo lascia ritenere che l’ipotesi di chiedere qualche giorno di ferie, o addirittura un periodo di aspettativa, non sia stata neppure presa in considerazione dal magistrato. E sembra destinato a cadere nel vuoto anche l’invito, rivoltogli dal segretario nazionale dell’Anm, Carlo Fucci, a valutare la possibilità di rinunciare al ricorso amministrativo. Anche perché Cordova è convinto di agire nell’interesse della giustizia e della verità, più ancora che per se stesso, dunque proprio questa ragione non intende in alcun modo deporre le armi.
    Tutto lascia presagire, a questo punto, tempi piuttosto lunghi per una definizione del caso in un senso o nell’altro. La procedura prevede che sia la terza commissione del Consiglio superiore a convocare il magistrato nei cui confronti è stato deciso il trasferimento d’ufficio per proporgli l’assegnazione alla nuova sede. Ma prima di questo appuntamento trascorrono, di norma, almeno tre settimane, se non addirittura un mese. Nel frattempo il Tar, a seguito della presentazione del ricorso, può disporre la «sospensiva» della delibera del Csm paralizzandone gli effetti in attesa della successiva pronuncia nel merito.
    "

    Non è facile in Italia dirigere una grande procura senza essere schierato politicamente con .......una ben determinata parte.
    Sarebbe ora che il Parlamento facesse finalmente le attese riforme. Strutturali, radicali, se occorre.......Costituzionali.

    Saluti liberali

  3. #3
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    In origine postato da Pieffebi
    ....Non è facile in Italia dirigere una grande procura senza essere schierato politicamente con .......una ben determinata parte.
    Sarebbe ora che il Parlamento facesse finalmente le attese riforme. Strutturali, radicali, se occorre.......Costituzionali.
    Ma piantatela con queste cazzate e vergognatevi. Le uniche riforme fatte sono quelle ad usum delphini, quelle promesse da Castelli (ma quando lo manderanno a casa a fare l'ingegnere con il traforo e il meccano?) serviranno solo a tentare di mettere il bavaglio al cervello e alla bocca dei magistrati.

    Ma non avete ancora capito che no pasaran?
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  4. #4
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    Vergognati tu, che almeno ne hai mille ragioni. Io quando parlo di riforme, parlo appunto di quelle necessarie e non ancora fatte. Finalmente si dovrebbe capire che il bubbone della giustizia politica, in questo paese deve essere affrontato con una riforma complessiva che renda l'Italia uguale alle altre grandi nazioni democratiche e liberali del mondo. Con riforme globali, complessive, radicali.......e infine costituzionali.

    La Democrazia Liberale con la sua pacifica Rivoluzione.......passerà eccome, persino in Italia e ....malgrado voi.
    Onore a un magistrato per bene, punito per essere per bene e non una clava in mano alla reazione illiberale.
    Saluti liberali

  5. #5
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    In origine postato da Pieffebi
    Vergognati tu, che almeno ne hai mille ragioni. Io quando parlo di riforme, parlo appunto di quelle necessarie e non ancora fatte. Finalmente si dovrebbe capire che il bubbone della giustizia politica, in questo paese deve essere affrontato con una riforma complessiva che renda l'Italia uguale alle altre grandi nazioni democratiche e liberali del mondo. Con riforme globali, complessive, radicali.......e infine costituzionali.

    La Democrazia Liberale con la sua pacifica Rivoluzione.......passerà eccome, persino in Italia e ....malgrado voi.
    Onore a un magistrato per bene, punito per essere per bene e non una clava in mano alla reazione illiberale.
    Saluti liberali
    Quelle che hanno delle RIGIDISSIME leggi sul conflitto d'interesse?
    Quelle che puniscono DURAMENTE i falsificatori di bilancio?
    Quelle che sei inelegibile se hai ANCHE SOLO una radio a transistor?
    Quelle che se sei sospettato ANCHE SOLO di aver rubato una caramella ti dimetti (davvero) senza che nessuno te lo chieda?
    Quelle che un pregiudicato E' un pregiudicato e NON si può candidare a cariche pubbliche?

    Facciamole queste riforme.

    "...parlo appunto di quelle necessarie e non ancora fatte. "

    ...appunto.

    Salutami chi ti pare.

  6. #6
    SENATORE di POL
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    Quelle che hanno la separazione delle carriere o meglio ancora che vedono il pubblico ministero essere un mero avvocato dello Stato e non un Magistrato, e vedono la separazione dei poteri concepita in modo equilibrato, con gli uffici del pubblico ministero ( a volte, proprio in quanto al di fuori della magistratura) che ricevono, come OVUNQUE, direttive e controlli doverosi da parte del potere esecutivo, che ha la responsabilità politica dell'amministrazione della giustizia.
    Quelle ove le accuse devono essere provate con elementi oggettivi e al di là di ogni ragionevole dubbio, ove le dichiarazioni dei pentiti sono assunte quali prove solo se trovano riscontri obiettivi che NON possono essere..... le dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia o pseudo deduzioni illogiche fondate su teoremi precostituiti a propria volta non ancorati saldamente a prove oggettive e inconfutabili. Quelle ove la legge è eguale per tutti e i tangentari rossi sono perseguiti alla stessa maniera di quelli bianchi, neri e a pallini. Dove non sono ammessi partitini di magistrati, e non è ammessa la partecipazione di magistrati alla lotta politica, alle manifestazioni politiche e dove i giudici parlano SOLO attraverso le sentenze. Ove i cittadini indagati ricevono riservatamente l'avviso "di garanzia" e non lo leggono in anticipo sui giornali. Ove le persone oneste non possono essere impunemente chiamate delinquenti, farabutti e mafiosi, perchè i giudici se ne fregano se gli insultatori infami sono della propria parte politica e li condannano lo stesso.
    Quelli dove è davvero garantito il principio del giusto processo e della terzietà del giudice, ove un magistrato sorpreso a dire che lui un imputato "lo sfascia", è espulso con disonore dall'ordine giudiziario e non gli è certo permesso di buttarsi tanto facilmente in politica.
    Quelli dove gli sfasciavetrine e coloro che spaccano la testa ai poliziotti, sia durante manifestazioni della sinistra illiberale, sia durante partite di calcio, vengono individuati e severamente condannati e dove ai poliziotti è consentito difendersi con la forza e imporre con la forza l'ordine senza essere criminalizzati dalla stampa illiberale e poi da magistrati che magari hanno partecipato alla stessa manifestazione degli sfaciavetrina o ad altre indette dalle stesse forse politiche.
    Quelle dove i detenuti in attesa di giudizio non sono trattati da criminali ed è rispettato il principio liberale della "presunzione d'innocenza" e del fatto che l'onere della prova spetta all'accusa. Quelli dove nessuno pensa che un'assoluzione possa essere, come non è, stata pronunciata con formula dubitativa (questa barbarie non esiste più in Italia, se non nella mente di taluni squallidi pseudo-giornalisti ignoranti e illiberali). Quelli dove non si archiviano pratiche sull'esistenza di bande armate del PCI perchè "non c'è la prova che queste bande armate costituissero davvero una concreta minaccia per le istituzioni", perchè la legge punisce la costituzione della banda armata di per sè. Quelli dove i detenuti sono trattati in modo umano e decente, ma scontano effettivamente le pene e non ritornano dopo poco a reiterare i reati. Dove chi scioglie un bambino nell'acido non è "Perdonato dallo Stato" solo perchè accusa avversari politici di taluni "magistrati" d'assalto. Quelli dove i giudici rispettano le leggi e non si rivoltano ad esse o non le sviliscono con interpretazione volutamente contrarie alla loro lettera, alla loro ratio, ai loro scopi. Quelli dove un magistrato che dichiara la necessità di resistere al Libero Parlamento è chiamato con il suo nome: eversore, e trattato come tale.
    Quelli dove i poliziotti sono rispettati e retribuiti decentemente, dove finanziare con pessimi affari dittatori genocidi comporta l'assunzione delle proprie pubbliche responsabilità, con TUTTA la libera stampa impegnata a chiederne conto. Quelli dove la sinistra è sinistra liberale e democratica, garantista, riformista assolutamente distante dagli sfasciavetrine, dal massimalismo, dal comuismo in tutte le sue versioni, dal giacobinismo giustizialista e forcaiolo.

    Onore ad un magistrato per bene.......punito per essere per bene.

    Saluti liberali

  7. #7
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    Impressionante!!!

    Questo non è antropologicamente diverso??

    P.S.: è lo stesso CSM che NON è voluto andare a Palermo per impedire che i VERI magistrati antimafia fossero esclusi dalle indagini sulla mafia?

  8. #8
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    In origine postato da Pieffebi
    una riforma complessiva che renda l'Italia uguale alle altre grandi nazioni democratiche e liberali del mondo.
    Come ad esempio gli Stati Uniti... dove ... un Presidente che mente alla Corte Federale... viene mandato via a calci nel sedere...

    Saluti.

    B.

  9. #9
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  10. #10
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