Cosa fa si che un agricoltore della piccola comunità rurale di Saskatchewan possa ribellarsi alla Monsanto e, forse, persino vincere?
di Mae Wan Ho
Fonte: "La Cronaca dell'Ambiente" a cura dei Circoli culturali "Palazzo Cattaneo" e "Arcangelo Ghisleri" (Cremona) http://www.worldwewant.org
Percy Schmeiser, poco più che settantenne, sommesso oratore dai toni gentili, è un agricoltore canadese della piccola comunità rurale di Bruno, una località 80 km. a Est di Saskatoon, Saskatchewan, che mai si sarebbe sognato di venir catapultato nel ruolo di eroe popolare contemporaneo.
Svolgeva la sua attività di coltivatore da oltre 40 anni quando fu trascinato in giudizio dal gigante del biotech Monsanto, nell'agosto del 1998.
La multinazionale lo accusava di aver illegalmente piantato la sua canola geneticamente modificata Roundup Ready, senza aver provveduto al pagamento dei diritti di concessione di 37 dollari per ettaro.
Schmeiser non era solo. Monsanto aveva accusato intere schiere di agricoltori di aver violato il brevetto posto a tutela dei suoi semi geneticamente modificati. Tuttavia, invece di accettare la transazione con la Monsanto come gli altri agricoltori, Schmeiser decise di andare avanti col procedimento giurisdizionale.
Per anni aveva piantato semi conservati e selezionati dai propri raccolti e mai aveva acquistato semi della Monsanto. Ciononostante, si era accorto che più di 320 ettari delle sue terre erano stati contaminati dalla canola Roundup Ready della Monsanto.
Schmeiser insisteva sul fatto che i semi Roundup Ready che crescevano sulla propria terra fossero stati portati dal vento o dai camion che trasportavano semi biotech sulle strade adiacenti alle terre di sua proprietà.
Il 10 agosto del 1999, i tentativi verbali di conciliazione fallirono.
Il giorno seguente, Schmeiser citò in giudizio la Monsanto, accusandola di diffamazione, violazione dei confini e contaminazione dei propri campi con la canola Roundup Ready e chiese, conseguentemente, un risarcimento pari a 10 milioni di dollari. Ma il caso Schmeiser/Monsanto non sarebbe stato trattato se non ad avvenuta definizione della causa principale. (Schmeiser) non sapeva quanto difficile e lunga fosse la battaglia che aveva appena intrapreso. Una battaglia per i semi, per il diritto di ogni agricoltore a mettere da parte e piantare nuovamente i semi provenienti dal proprio raccolto, per condividerli e scambiarli liberamente senza restrizioni come tutti gli agricoltori fanno da 15 000 anni, dacchè l'agricoltura ha avuto origine.
Il processo fu celebrato nel Giugno 2000, presso la Corte Federale a Saskatoon.
Nel corso del dibattimento, la Monsanto produsse prove sottoscritte da due dozzine di testimoni e di campionatori secondo cui 8 campi di Schmeiser erano Roundup Ready al 90%.
Tuttavia, la Monsanto non aveva effettuato tests indipendenti; tutti i test prodotti in giudizio erano stati effettuati in ambito aziendale o da esperti da essa incaricati.
A suo discarico Schmeiser presentò prove basate sulla realtà di fatto dell'azienda agricola, che mostravano come la percentuale di canola Roundup Ready nei campi variasse da cifre prossime allo zero fino al 68%, dato puntualmente confermato in modo indipendente dai ricercatori dell'Università di Manitoba, Winnipeg.
Anche la difesa di Schmeiser provava come egli non avesse acquistato consapevolmente prodotti Monsanto, nè avesse segregato i semi per un uso futuro, nè spruzzato i suoi campi di canola con il Roundup.
La Corte Federale, però, si pronunciò contro Schmeiser. Il giudice Andrew McKay confermò la validità del gene brevettato da Monsanto.
Un punto chiave della sentenza affermava che l'agricoltore può in via generale possedere i semi e le piante che crescono sulla propria terra se soffiati o trasportati dal polline; ma ciò non vale per i semi geneticamente modificati. Non importava come i semi di canola Roundup Ready fossero finiti nei suoi campi.
Fu giudicato colpevole di aver violato il brevetto Monsanto e dunque condannato a pagare 105,000 (compresi i campi che non contenevano affatto canola Roundup Ready ), più 750 000 per gli avvocati di parte, 15 000 per divertimenti notturni degli avvocati.
Imperterrito, Percy Schmeiser portò la causa davanti alla Corte Suprema e, nel maggio del 2003, quando lo raggiunsi al settimo meeting sulla Biodevastazione tenutosi presso la città che ospita la sede della Monsanto, St. Louis, nel Missouri, aveva appena saputo che la Corte Suprema gli riconosceva il diritto di essere ascoltato (in quel grado di giudizio n.d.t.). La folla festeggiava a gran voce la buona notizia.
Percy Schmeiser era stato infaticabile nel viaggiare per tutto il globo terrestre a raccontare la sua storia. Ovunque, gli agricoltori stanno lottando per (tutelare n.d.t.) le loro vite e per i loro mezzi di sussistenza. La vittoria di Monsanto sarebbe stata l'ultima goccia, non solo per gli agricoltori, ma per tutti noi. Schmeiser è diventato un simbolo della nostra lotta collettiva contro la schiavitù dalle multinazionali. Proprio come gli scienziati indipendenti sono oppressi e resi vittime, gli agricoltori sono soggetti trattamenti simili o persino peggiori.
La tattica di Monsanto è ben nota. La società multinazionale fa firmare agli agricoltori un contratto che azzera tutti i loro diritti per una tecnologia incredibile: l'agricoltore non può usare le proprie sementi e deve acquistare semi e prodotti chimici solo dalla Monsanto. La Monsanto può inviare ispettori sui campi per un periodo di tre anni anche se si coltivano i campi con le sue sementi solo per un anno.
La Monsanto, inoltre, pubblicizza apertamente l'invito alla delazione tra vicini se esiste il sospetto che vengano cresciuti raccolti GM senza concessione.
I rappresentanti della Società multinazionale possono violare i confini della proprietà anche quando gli interessati non sono presenti o volare sui campi e irrorarli con Roundup per verificare se le piante muoiono.
Subito dopo aver ottenuto la sentenza contro Percy Schmeiser, la Monsanto dichiara guerra aperta a tutti gli agricoltori di Saskatchewan. Schmeiser recevette centinaia di telefonate da parte di altri agricoltori contattati da rappresentanti della Monsanto, (preoccupati n.d.t.) per aver ricevuto lettere di intimazione nelle quali si diceva che coltivazioni GM non autorizzate crescevano sui loro campi e che quindi dovevano pagare un sacco di migliaia di dollari per evitare di essere citati in giudizio.
Molti degli agricoltori che si rivolgevano a Schmeiser si trovavano nella sua stessa situazione: non avevano mai acquistato semi dalla Monsanto, nè firmato alcun contratto.
Ma, alla fine, forse le cose si stanno mettendo dalla sua (e dalla nostra parte).
Nel giugno del 2002, un rapporto del Comitato Consultivo Canadese per le Biotecnologie ha affermato che la Legge fondamentale sui Brevetti deve essere modificata per consentire agli agricoltori di conservare e piantare i semi protetti da brevetto, come le coltivazioni geneticamente modificate.
(Il rapporto n.d.t.) prosegue precisando che gli agricoltori che scoprissero piante GM pervenute sui loro campi per diffusione accidentale di semi brevettati o materiale genetico brevettato o l'inseminazione di un animale da parte di un animale brevettato, dovrebbero esser considerati come spettatori innocenti non sottoponibili a richieste risarcitorie. Il rapporto dice che, mentre gli sviluppi biotecnologici sono brevettabili, il titolare (del brevetto n.d.t.) non ha il diritto di commerciare nè di usare l'invenzione. Ciò in quanto alcune applicazioni della tecnologia possono costituire un rischio per la salute umana o animale o per l'ambiente, sfidando la capacità delle attuali conoscenze di proteggere la salute o l'ambiente, e/o sollevano altre serie questioni etico/sociali che devono essere governate.
Il rapporto suggerisce che l'agricoltore possa essere autorizzato a impiegare i semi da raccolto GM o la prole di animali GM per uso personale, ma non per propositi commerciali.
Ma vi è di più. Nel Dicembre 2002, la Corte Suprema del Canada ha decretato che l'oncotopo creato con ingegneria genetica a Harvard, non è brevettabile (cfr. "Il Canada rigetta i brevetti sulle forme di vita più evolute", Rapporto ISIS, Marzo 2003 ). Questo apre la porta alla revoca dei brevetti rilasciati su semi GM, come la canola Roundup Ready di Monsanto.
Questo potrebbe essere l'ultimo colpetto di gomito necessario a sbattere fuori dal nostro pianeta le coltivazion GM.
Aiuta Percy a lottare contro la Monsanto e ottieni la revoca dei brevetti sulla vita per un mondo libero da OGM. Fai una donazione su questo sito: www.percyschmeiser.com




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