Le lettere con le cartucce seguono un volantino firmato dai “Nuclei proletari per il comunismo”
Scorie, una busta con proiettile per il generale Carlo Jean
Una pallottola è stata inviata anche al deputato Gianfranco Anedda
Annunciati da un volantino contro le scorie nucleari firmato dai “Nuclei Proletari per il Comunismo”, almeno due proiettili calibro 7,62 sono stati spediti per posta al deputato cagliaritano Gianfranco Anedda e al parlamentare pugliese Donato Piglionica. Una terza pallottola sarebbe arrivata a Roma, a casa del generale Carlo Jean, il commissario nominato da Silvio Berlusconi per l’individuazione di un sito per il deposito nazionale dei materiali radioattivi. «Il generale non ha nulla da dichiarare a questo proposito», è il commento ufficiale che giunge dalla Capitale per bocca del portavoce della Sogin, la società statale presieduta da Jean. Parole che non confermano né smentiscono, ma fanno pensare che qualche cosa si avvenuto.
Il comunicato dei sedicenti terroristi, spedito da Sassari alla redazione cagliaritana dell’Unione Sarda, parla anche di una cartuccia indirizzata all’assessore regionale all’Ambiente: ieri sera, però, è stato lo stesso Emilio Pani ad affermare di non aver ricevuto alcuna busta sospetta.
La notizia delle pallottole è trapelata a causa di uno strano e sospetto errore dei sedicenti terroristi. Nel volantino si legge che «questo avviso è stato recapitato condito da proiettile 7,62 a ...» e seguono i nomi e gli indirizzi di Pani, Anedda, Piglionica e Jean. Il punto però è che la residenza indicata per il deputato sardo è sbagliata e corrisponde invece - basta consultare l’elenco del telefono - a un altro Anedda, con un nome di battesimo che non può essere confuso con Gianfranco. È stato così quest’altro signore a rispedire alle Poste Italiane il proiettile e la busta: i due oggetti si trovano ora in qualche ufficio postale di Sassari. Ciò spiega anche perché il deputato cagliaritano, ieri sera, ha detto di non aver ricevuto né pallottole né lettere di minacce. Anche il proiettile per il generale potrebbe aver sbagliato mira, visto che sull’elenco di Roma vi sono due Carlo Jean.
La busta con la cartuccia indirizzata a Piglionica era stata invece intercettata la scorsa settimana all’aeroporto di Alghero. Durante un controllo ai raggi X della corrispondenza, gli addetti dello scalo avevano notato la sagoma metallica e avevano immediatamente avvertito la polizia. Piglionica è il parlamentare che, durante un’audizione dei vertici della Sogin, aveva chiesto come mai - in un primo studio dell’Enea - la Sardegna fosse stata esclusa dalle possibili sedi del deposito di scorie nucleari: Giancarlo Bolognini, amministratore delegato della società statale, aveva risposto che nel lavoro della Sogin rientrava in gioco anche l’Isola. Da qui gli insulti rivolti a Piglionica contenuti nel volantino e l’invio del proiettile. E se la carica di assessore alla Difesa dell’ambiente può in qualche modo spiegare l’inserimento di Emilio Pani nella lista dei Nuclei proletari per il comunismo, resta oscura la scelta di Anedda, che nella vicenda delle scorie non risulta aver avuto un ruolo particolare. Colpisce inoltre l’inspiegabile errore nell’indirizzo, vista la totale differenza tra i nomi di battesimo del deputato e di chi ha ricevuto la busta. Si tratta di particolari che gli inquirenti, in azione dopo il ritrovamento di Alghero, dovranno chiarire.
La “moda” di spedire proiettili a esponenti della politica e del sindacato è iniziata tra la fine del 2002 e l’inizio del 2003 ed ha avuto un’impennata in febbraio, in occasione di una visita in Sardegna da parte del ministro degli Interni Beppe Pisanu.
Marco Mostallino
http://www.unionesarda.it/unione/200...ITA01/A01.html


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