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Scritte contro Ciampi, tutti a caccia dell'autore
Nessuno le ha fotografate prima che gli operai di Veneto Strade le cancellassero
LONGARONE. Quel muro lungo la 251 Carnica è una sorta di tazebao per chi abita tra Erto, Longarone e Castellavazzo. Una lavagna dove sfogare frustrazioni padane o dichiarare amori impossibili. L'ultima bravata però ha suscitato il panico tra le forze dell'ordine al di qua e al di là del confine, perché nessuno tra polizia, carabinieri e Prefetture era stato informato per tempo dell'apparizione di scritte ingiuriose nei confronti del Capo dello Stato e della Nazione.
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LONGARONE. Quel muro lungo la 251 della Valcellina è una sorta di tazebao per chi abita tra Erto, Longarone e Castellavazzo. Una lavagna dove sfogare frustrazioni padane o dichiarare amori impossibili. L'ultima bravata però ha suscitato il panico tra le forze dell'ordine al di qua e al di là del confine, perché nessuno tra polizia, carabinieri e Prefetture era stato informato per tempo dell'apparizione di scritte ingiuriose nei confronti del Capo dello Stato e della Nazione.
Tutti l'hanno saputo solo ieri, leggendo il giornale e la prima, doverosa, ricerca doveva essere quella delle foto scattate a quelle scritte.
Subito ieri mattina si sono messe in moto le questure e le prefetture di Belluno e Pordenone, con i carabinieri di Longarone in prima fila: obiettivo prove. Dopo poche ore di ricerche però si è capito che le immagini non ci sono. La fretta di cancellare le scritte, indotta certamente dall'imminenza della visita del presidente Ciampi, ha fatto dimenticare un gesto fondamentale per le eventuali indagini, la produzione delle prove, senza le quali non c'è nemmeno un reato di cui accusare qualcuno. Il responsabile della direzione di Belluno di Veneto Strade Sandro D'Agostini si assume tutte le responsabilità: «Sabato sono stato avvisato da un automobilista di passaggio che c'erano delle scritte ingiuriose su quel muro. Subito ho chiamato il tecnico in reperibilità, che a sua volta ha mandato la squadra degli operai a cancellare. Il tutto si è svolto in maniera concitata, purtroppo ho dimenticato di dire che serviva una foto».
Tra gli automobilisti di passaggio c'era sicuramente anche il sindaco di Erto e Casso Luciano Pezzin, che ieri è stato sentito dai carabinieri di Longarone come persona informata sui fatti. «Ho detto quello cho ho visto», spiega Pezzin, «il problema è che quel muro è da sempre il luogo preferito dalla gente della zona per fare strane dichiarazioni d'amore e di politica». La prova sta nel fatto che vicino alle due scritte ne è stata cancellata un'altra, presente ormai da mesi. Pezzin ha anche ricevuto precise indicazioni dalla Prefettura di Pordenone: «Mi hanno raccomandato di vigilare attentamente in questi giorni». Insomma, occhio ai muri e imbianchini allertati almeno fino alla fine della prossima settimana. «Penso comunque a un caso isolato, in paese non c'è alcun sentore di un dissenso e tutti aspettano l'arrivo di Ciampi con ottimismo».
Da parte sua il sindaco di Longarone, Pierluigi De Cesero ha sostenuto che «certi fatti si commentano da soli. Cosa si può dire di fronte a situazioni di questo genere?», si è chiesto De Cesero.
La scritta della vergogna comunque è finita in procura: i carabinieri di Longarone si occupano del caso e hanno proceduto con la segnalazione al magistrato di turno, Raffaele Massaro. Ma prima che sia aperta un'inchiesta per offesa al presidente della Repubblica serve l'autorizzazione del ministero della Giustizia. Tanto prevede la procedibilità per un'eventuale ipotesi di offesa di onore e prestigio del Capo dello Stato: procedibilità di solito negata. Per ovvie circostanze.




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