Cani "trafficanti" imbottiti di cocaina Due salvati all'aeroporto di Amsterdam
Un esemplare di labrador, cane bello e coraggioso purtroppo sfruttato in questa occasione da una banda di narcotrafficanti colombiani
AMSTERDAM - La malavita ha purtroppo trovato un nuovo modo di sfruttare gli animali. Due cani utilizzati per portare droga sono stati scoperti dalla polizia all'aeroporto Schipol di Amsterdam. Erano scesi da un volo proveniente dalla Colombia e la loro destinazione finale sarebbe stata Londra. Erano imbottiti di cocaina. Operati d'urgenza da un veterinario, sono fuori pericolo di vita, ma se la sono vista brutta: gli ovuli di stupefacente che trasportavano attaccati allo stomaco si erano già rotti durante il viaggio.
Ognuno dei due cani, di razza labrador, aveva un sacchetto contenente due chili di cocaina attaccato allo stomaco con un intervento chirurgico. La polizia è riuscita a scoprire la droga quando i due animali sono stati portati per un controllo dal veterinario dello scalo, dopo che avevano dato segni di malessere. Il medico ha quindi accertato che i sacchetti di droga erano esplosi durante il volo. «In un primo momento i due labrador sono stati curati con una medicina ma non si sono ripresi, quindi il veterinario è intervenuto chirurgicamente, scoprendo la droga», ha raccontato un portavoce della polizia aeroportuale, alla cui sensibilità si deve il salvataggio dei due animali.
I "corrispondenti" dei narcotrafficanti avrebbero comunque prelevato i cani, anche se morti, all'aeroporto di Londra, e avrebbero recuperato la cocaina. L'indagine avviata dalla polizia olandese a seguito della scoperta dei "cani-narcotrafficanti" ha portato invece all'arresto di sette persone.
La Colombia è il principale produttore ed esportatore di cocaina al mondo, con un fatturato di crica sei miliardi di dollari. Negli ultimi anni è cresciuta nel paese anche la coltivazione del papavero da oppio e la produzione di eroina che, come la cocaina, viene destinata principalmente al mercato statunitense ma anche a quello europeo. Tuttavia, il monopolio dell'oppio rimane saldamente in mano ai trafficanti afghani. Sul piano economico Bogotà beneficia dell'aiuto degli Stati Uniti. In particolare attraverso il piano Colombia, concepito per sradicare le piantagioni di coca, gli Usa hanno fornito al Paese circa 1,3 miliardi di dollari.
La Padania
07/10/2003




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