Divisi quasi equamente tra favorevoli e contrari i militanti di An. C'è chi parla di snaturamento della Bossi-Fini. Ma i giovani dicono sì: "L'Italia dei bianchi e cattolici esiste soltanto per i nostalgici".
di Giancarlo Castelli

ROMA - Doveva dire qualcosa di destra. Invece, con la dichiarazione di ieri alla sede del Cnel sul voto agli immigrati, ha finito per dire qualcosa sulla quale persino la sinistra, finora, si era espressa con molta cautela. E subito è stata una valanga di mail, telefonate, dichiarazioni di testa e di pancia da parte dei militanti di An.

"Da ieri ho ricevuto almeno duecento telefonate che chiedevano se per caso Fini si sentiva bene o gli era successo qualcosa", ride il responsabile provinciale di Como, Vincenzo Sofia. Anche lui, quando ha sentito la dichiarazione del presidente del partito, ha pensato per un attimo che il presidente fosse "uscito pazzo". Oggi, a mente fredda e a stupore metabolizzato, "posso dire di essere d'accordo con lui - dice - gli immigrati, lavorano, pagano le tasse ed è giusto integrarli".

Una questione, quella del voto agli immigrati, che il partito prima o poi si doveva porre, dicono un po' tutti. "Beh, lo scopo della legge Bossi-Fini era questo, regolarizzarli e poi integrarli - dice Glauco Rosati, consigliere municipale e militante della sezione romana di Garbatella - credo che sia una cosa fattibile". Gli fa eco, lì vicino, Claudio Troisi di Azione giovani: "La gente, lì per lì, fa eeeh... adesso pure questa! Invece per me è giusto. Certo, ci vorrà un confronto, ne dovremo discutere ma ormai viviamo in una società multiculturale e multirazziale. L'Italia bianca e cattolica esiste soltanto per i nostalgici".

Insomma, la sortita-choc del vice-premier ha colto un "setiment" che già covava da tempo tra gli elettori di An? Non proprio. Dalla Sicilia, Acireale, danno una lettura diversa di tutta la vicenda: si tratterebbe di una mossa calcolata in vista di una investitura di prestigio che attende in futuro il presidente Fini. "Ha cercato di legittimarsi per l'incarico di ministro degli Esteri - spiega senza mezzi termini Filippo Barbagallo, responsabile della sede etnea - comunque, questa presa di posizione creerà più di qualche problema all'interno della base. Non per intolleranza o razzismo ma perché è una politica che non ci appartiene".

Non manca chi concede carta bianca a Fini e alla sua politica di apertura. "Mi chiamo Giovanni Trochei e sono un pensionato di 67 anni - dice questo militante di Siena - e voglio dire che sono completamente d'accordo con il presidente". Trochei è, a suo modo, un immigrato: nato a Cassino, si è trasferito nella città del Palio dopo la guerra. "Pensiamo a tutti gli emigranti italiani che sono entrati nel parlamento degli Usa. Anzi - aggiunge riferendosi all'attualità - pensiamo a Schwarzenegger che oggi è diventato governatore della California. Un austriaco! Non c'è nessuno snaturamento della destra se facciamo votare cittadini che pagano le tasse, sono in regola e mandano i figli nelle nostre scuole".

Del resto, dice, l'errore più grosso fatto da Mussolini, oltre alla dichiarazione di guerra, fu proprio quello delle leggi razziali, delle discriminazioni. "Sennò - azzarda - oggi governerebbe ancora".

Di ben altro tono le opinioni giunte al partito via posta elettronica. Forse per effetto dell'anonimato e della libera espressione senza filtri, sul sito www.diqualcosadidestra.it, inaugurato il 3 ottobre scorso dal consigliere comunale di An in Campidoglio, Fabio Sabbatani Schiuma, alla domanda sul voto agli immigrati, sono piovute, in poche ore, una cinquantina di e-mail, insulti all'indirizzo di Fini, compresi. "La sortita di Fini è servita per isolare Bossi ma l'ha fatto nel modo peggiore", scrive Gianni da Foggia. E Gioia 78: "A Fini di destra gli è rimasta soltanto la mano". "Ci mancherebbe solo che il governo Berlusconi debba cadere perché il più grande partito di destra vuole dare il voto agli immigrati", si lamenta Ex-camerata. "L'Italia agli stranieri - dice Mario - tanto i voti andranno a sinistra e An perderà pure quelli dei militanti".

Quelli a favore sono una minoranza. "Fini? Un presidente siderale. Sul voto agli immigrati ha dimostrato di essere un leader saggio, leale e lungimirante", dice Walter. "Capace e coraggioso", per Filippo. E poi, dicono, non è vero che ha detto una cosa di sinistra. "Siamo noi che abbiamo dato dignità agli immigrati con la legge Bossi-Fini, anzi, Fini-Bossi - dice un militante - la sinistra, facendoli entrare clandestini, li faceva vivere da bestie".

(8 OTTOBRE 2003; ORE 182)