Era stato denunciato dalla moglie, costretta a prostituirsi
Resta in carcere il rumeno che sfruttava le straniere
Nel suo paese aveva «comprato» una ragazza di 16 anni
Per fuggire alla cattura da parte de poliziotti si era nascosto nell’armadio. E poi lo scenario trovato dagli agenti della Mobile in quella casa in cui, oltre al proprietario, vivevano tre prostitute, una delle quali minorenne, ha aggravato la posizione di Mihai Cornel, rumeno di Galati di 22 anni. E per lui, non regolare, l’accusa è di introduzione illegale di ragazze straniere oltre che di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Assistito dall’avvocato Dorizzi, Mihai Cornel, è comparso davanti al giudice Stefano Sernia per l’udienza di convalida. Al termine il gip ha convalidato l’arresto e mantenuto per il giovane la misura della custodia cautelare in carcere. Una vicenda destinata ad avere un seguito, quella scoperta grazie alla denuncia di una donna, per anni vessata - insieme alla figlia - da un marito-padre violento. Anni di maltrattamenti culminati con la fuga della donna dalla casa coniugale perché la situazione era diventata insostenibile.
Il marito - che attualmente si trova in carcere per scontare sei mesi di reclusione per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale ma al quale sono stati contestati altri reati - da mesi aveva subaffittato a Cornel e a due giovani prostitute rumene le stanze dell’appartamento in cui la famiglia viveva. Una situazione ai limiti della tollerabilità che si era ulteriormente aggravata in settembre, quando l’uomo era andato in Romania a comprare una giovanetta di 16 anni da destinare alla prostituzione e dalla quale avrebbe preteso ogni giorno il denaro percepito. L’irruzione della polizia ha messo fine però al mercimonio delle giovani (che ora sono in una comunità protetta).




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