Uno dei palestinesi della Natività arrestato in Belgio per rapina
Chi si ricorda dei tredici terroristi palestinesi assediati nel 2002 dall’esercito israeliano per un mese nella Chiesa della Natività e spalmati in tutta Europa grazie alla mediazione buonista dei governanti della stessa? Pochi. In Italia ad esempio ne abbiamo tre, che spesso vengono visti a zonzo per la capitale a fare shopping natalizio, sempre e regolarmente accompagnati dai loro angeli custodi del Sismi, ma sinora nessuno aveva dato grattacapi. Ora però sembra che in Belgio ne abbiano arrestato, e subito rilasciato, uno di quei tredici, Khalil Mouhammad Abdallah al Nawawreh, con l’accusa di avere partecipato a una serie di rapine a uffici postali nei dintorni di Brakel, a pochi chilometri da Bruxelles, tra il dicembre del 2002 e il febbraio del 2003.
L’inchiesta condotta dai magistrati di Audenard ha portato nei giorni scorsi a circa 44 perquisizioni. Tra cui una a casa del Nawawreh, terrorista dei Tanzim di Arafat, accusato in Israele di avere ucciso alcuni cittadini dello stato ebraico in imboscate sulle autostrade insieme ad altri complici. Sembra che la cosa abbia messo in grande imbarazzo i vertici dello stato belga, da sempre molto propensi ad accollarsi tutti gli oneri della causa palestinese, e che in passato avevano anche dato il via libero politico al grottesco processo contro l’attuale premier Ariel Sharon per il massacro di Sabra e Chatila. Processo poi dichiarato incostituzionale.
Le autorità belghe adesso rifiutano di commentare la notizia ma sembra che il palestinese in questione abbia già confessato di avere partecipato ad alcune delle rapine per cui si sta indagando e il cui bottino complessivo sarebbe di quasi trecento mila euro. Insieme a Nawawreh pare siano stati arrestati, e non rilasciati come lui, altri sette cittadini di origine siriana, giordana e palestinese. Insomma una vera e propria banda che agiva, a quanto dicono le scarne informazioni reperibili, utilizzando l’esplosivo ad alto potenziale per scardinare i furgoni blindati.
Il terrorista palestinese Khalil Mouhammad Abdallah al Nawawreh era stato accolto in Belgio all’inizio dell’estate del 2002 e già ad agosto le autorità locali dell’antiterrorismo avevano confessato candidamente alla stampa di “non sapere nemmeno dove si trovasse e di non coltivare alcuna preoccupazione per il suo comportamento”. Ne era nato un mini caso messo subito a tacere sulla stampa locale, da sempre molto ostile allo stato israeliano. A dare la notizia del nuovo problema legato alla gestione della libertà personale dell’unico palestinese affidato al Belgio è stata per altro l’agenzia di stampa “Proche-orient.info”, con un lancio delle 11,40 di ieri, i giornali locali nei giorni scorsi si sono ben guardati dal dare rilievo alla cosa.
Sia come sia adesso in Belgio è sulla bocca di tutti che il palestinese affidato al governo dopo l’estenuante accordo tra la comunità europea, l’Onu e il governo di Israele, non solo girava liberamente e senza alcun obbligo di polizia per Bruxelles e dintorni, ma si dilettava anche nel compiere rapine agli uffici delle poste. Per gli altri stati che hanno avuto come l’Italia la disgrazia di doversi accollare qualcuno di questi terroristi è un primo segnale d’allarme.
Tratto dall' Opinione
Cordiali Saluti




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