Sempre un giorno importante è per la Casa delle LibertàIn origine postato da Pieffebi
La Befana arriva il 6 gennaio. L'otto gennaio è il mio compleanno.
Con Senescenza![]()
Sempre un giorno importante è per la Casa delle LibertàIn origine postato da Pieffebi
La Befana arriva il 6 gennaio. L'otto gennaio è il mio compleanno.
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A quanto pare il Cavaliere ha cominciato a capire [sempre meglio un pò tardi che mai...] che razza di scherzo gli stanno preparando. Purtroppo per lui gli è sfuggito che all'occorrenza [soprattutto da noi...] qualche 'utile idiota' lo si trova sempre. Se nove anni fa questo incarico è toccato a Bossi, perchè mai ora non dovrebbe toccare a Fini?... mai dire mai!...
Il fatto che sia nientemeno che Repubblica a profetizzare e a mettere sull'avviso il Cavaliere [non ci vuole molto per la verità...] è altamente significativo. Il problema a questo punto è però un altro: Berlusconi ha imparato la lezione di nove anni fà?... A me sembra di no. Egli anche in questa occasione si illude di poter andare ad elezioni anticipate, senza contare che su questa strada, esattamente come è successo nove anni fà con Oscar Luigi, si trova a sbarrargli il passo un certo signore...
Ecco a voi l'articolo di Repubblica...
Nella testa di Berlusconi lo spettro di un governo tecnico
Il premier comincia a pensare alle elezioni anticipate. Ora il Cavaliere teme un ‘dicembre nero’
di Claudio Tito
Roma – ‘Guardate che qui c'è qualcosa che non va. Sembra che tutto, in un modo o nell'altro, si concentri a dicembre. Dobbiamo chiederci perché. E quali sono gli obiettivi’. Nelle ultime settimane Silvio Berlusconi ha iniziato a interrogarsi su quel che può accadere alla fine dell'anno. Quando cioè il semestre di presidenza Ue sarà terminato, la finanziaria sarà approvata e il 'redde rationem' nella maggioranza sarà concreto. Il Cavaliere, nei ragionamenti svolti con amici e collaboratori, si detto è ‘molto preoccupato’ per quel susseguirsi di appuntamenti fino a non escludere l'arma delle elezioni anticipate per evitare logoramenti. E soprattutto per allontanare i fantasmi del governo tecnico che aleggiano tra gli alleati. Perché, a suo giudizio, l'orizzonte entro il quale si muove una parte della Cdl contempla anche quella soluzione. Ha inquadrato allora l'affondo di Luciano Violante sul rapporto tra mafia e politica in questo tipo di contesto. ‘Sono parole che si commentano da sole. Altro non aggiungo’, è stato l'unico commento ufficiale del premier. Ma in privato la sua riflessione è andata ben oltre. Il dubbio che ha assalito Palazzo Chigi riguarda la possibilità che il capogruppo Ds si sia fatto sfuggire un'anticipazione. Quale?… quella relativa ad un'eventuale sentenza di condanna nel processo palermitano che riguarda Marcello Dell'Utri. Sentenza che potrebbe arrivare nei prossimi 2-3 mesi. Magari in contemporanea con la sentenza Sme su Cesare Previti. La fine dell'anno presenta, però, altre delicate scadenze. A cominciare dalla decisione della Corte Costituzionale sul cosiddetto lodo Schifani. Ossia la norma che sospende i processi per le più alte cariche istituzionali, compreso il presidente del consiglio.
Anche su questo punto Berlusconi, e i suoi legali, non stanno nascondendo le loro preoccupazioni. ‘La composizione della Corte - va ripetendo con pessimismo il premier - è quella che è’. E quindi garanzie non ci possono essere. ‘E' evidente - racconta Michele Saponara, deputato forzista ed uno degli avvocati di Berlusconi - che la preoccupazione c'è. Anche perché ormai è chiaro che non possiamo contare sull'aiuto di Ciampi’. E se la Consulta dovesse dichiarare incostituzionale il lodo, il processo Sme per Berlusconi riprenderebbe immediatamente. La sentenza potrebbe essere emessa sempre nel mese di dicembre. Nello stesso periodo, poi, potrebbe arrivare al vaglio del Quirinale la legge Gasparri. E naturalmente la verifica nella maggioranza. Sia Gianfranco Fini, sia Marco Follini hanno rinviato a gennaio quello che chiamano il ‘riequilibrio’ nella coalizione e che più prosaicamente significa rimpasto o crisi di governo. Una combinazione esplosiva. Tant'è che per la prima volta da quando è tornato a Palazzo Chigi, il Cavaliere ha iniziato a contemplare l'opzione elettorale. Soprattutto se il lodo Schifani verrà dichiarato incostituzionale. ‘Di fronte a quella sentenza - è il ragionamento che il presidente del consiglio ha svolto in alcuni incontri privati - bisognerà scegliere se resistere o se andare alle urne per non farsi logorare dall'uso politico della giustizia’. L'incubo è il ‘governo tecnico’. Il sospetto, come ha rilevato ieri il capogruppo leghista, Alessandro Cè, è che ‘dietro l'offensiva sul voto agli immigrati di Fini ci sia in realtà il tentativo di preparare un partito per il dopo Berlusconi. La fusione tra An e Udc è già iniziata. E' una manovra concertata per il passaggio di consegne immediato attraverso il governo tecnico. E dietro questo disegno c'è Ciampi’. Ma con le elezioni anticipate, Berlusconi giocherebbe d'anticipo. Anche nei confronti di Romano Prodi, il leader in pectore dell'Ulivo
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


eh si.........![]()


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27 ottobre, ore 12,23
Sme, processo sospeso
La Cassazione ha giudicato ammissibile l'istanza di rimessione del processo Sme, avanzata dalla difesa di Previti, per incompatibilità dei Pm. In base alla legge Cirami il processo viene dunque sospeso in attesa che la suprema Corte si pronunci sul trasferimento a Brescia
Mai dire mai!... Quando oramai i giochi sembravano fatti ecco che dal cilindro esce inaspettatamente un coniglio!... Che cosa significa questa novità?... Fino a ieri la Cassazione aveva respinto tutte le istanze presentate dai difensori di Cesare Previti, compresa la clamorosa disattesa applicazione ella legge Cirami dello scorso gennaio e adesso cambia rotta di 180 gradi?... Che cosa c'è sotto?... Non temete, se c'è qualcosa da sapere lo sapremo abbastanza presto!...
Saluti a tutti!...
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


Guarda che tra l'ammissibilita' di un ricorso e il fatto che sia accolto c'e' una bella differenza...In origine postato da Fecia di Cossato
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27 ottobre, ore 12,23
Sme, processo sospeso
La Cassazione ha giudicato ammissibile l'istanza di rimessione del processo Sme, avanzata dalla difesa di Previti, per incompatibilità dei Pm. In base alla legge Cirami il processo viene dunque sospeso in attesa che la suprema Corte si pronunci sul trasferimento a Brescia
Mai dire mai!... Quando oramai i giochi sembravano fatti ecco che dal cilindro esce inaspettatamente un coniglio!... Che cosa significa questa novità?... Fino a ieri la Cassazione aveva respinto tutte le istanze presentate dai difensori di Cesare Previti, compresa la clamorosa disattesa applicazione ella legge Cirami dello scorso gennaio e adesso cambia rotta di 180 gradi?... Che cosa c'è sotto?... Non temete, se c'è qualcosa da sapere lo sapremo abbastanza presto!...
Saluti a tutti!...
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato
Il 9 dicembre si avvicina....
Questa di Previti e' una chiamata di correo al Berlusca....
Il governo "tecnico" è improponibile, Berlusconi in ogni caso è colui che sarà il presidente del consiglio uscente alle prossime elezioni politiche in tutti casi anche nelle peggiori delle ipotesi per quanto riguarda i suoi guai giudiziari. Quindi se ci sarà crisi di governo sarà Berlusconi a formare il prossimo esecutivo poi se l'alleanza vorrà dissolversi e dividersi promuovendo un nuovo leader per il centrodestra no problem per il cavaliere.
Infatti rimane intoccabile, ma devi tener presente che si presenta un nuovo leader credibile e vincente per il centrodestra Berlusconi in coerenza con quanto affermato nel 94 all'indomani della scesa in campo potrà appoggiarlo anche esternamente, se non c'è nessuno rimane lui, non dimentichiamoci poi che c'è anche un altro incarico prestigioso da assegnare nel 2006.In origine postato da antonio
no problem per il cav? il cav con il suo potere mediatico e i suoi dane' e' l'unico cavallo vincente di cui disponiate...


Sme: si deciderà a metà novembre
[ANSA] – Roma, 28 ott - Si terrà a metà novembre l'udienza in cui la Cassazione deciderà se accogliere la richiesta di Previti di trasferire il processo Sme da Milano a Brescia. La data precisa deve essere ancora fissata dal presidente titolare della VI sezione, Pasquale Troiano. La procedura di fissazione si sta svolgendo con sollecitudine nel rispetto dei tempi previsti dal codice di procedura penale per la notifica alle parti. L'udienza si svolgerà a porte chiuse in camera di consiglio.
cari amici
la mia perplessità di ieri oggi non ha più ragione di esistere. Si tratta di una evidente manovra per ritardare la sentenza in modo che nella rete ci sia dentro anche il pesce grosso, vale a dire Silvio Berlusconi...
Scusate tanto, come non detto...
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


cari amici
come già si era intuito ieri il 'successo' di Cesare Previti è una panzana che solo gli ebeti hanno bevuto... ecco l'articolo di oggi su Libero...
Sme, dopo lo stop la Cassazione corre
Fissata già il 17 novembre l’ultima udienza di rimessione presentata da Previti
di Luigi Gambacorta
Milano – Cortesie tra magistrati. Quanto dire sapone sulla corda. La Corte di Cassazione, prima corte, ha fissato al 17 novembre l’udienza sull’ultima rimessione di Cesare Previti, estremo tentativo di spostare a Brescia il processo Sme-Ariosto. Tempi brevi dunque, che rimettono in gioco la possibilità di processare Silvio Berlusconi. Seconda cortesia. Il presidente Marvulli ha assegnato il responso alla IV sezione della Cassazione, che normalmente respinge ogni trasferimento. Terza cortesia. Ha dato a Luisa Ponti, presidente della Prima penale di Milano, il tempo sufficiente per aspettare che la Corte Costituzionale [9 dicembre] decida se il lodo Meccanico-Schifani, la legge che impedisce di processare il presidente del consiglio, è [in]costituzionale.
Sfruttando comunque il ‘successo’ di lunedì Cesare Previti ha ieri consegnato i motivi di appello contro gli undici anni ‘rimediati’ per l’Imi-Sir/Lodo Mondatori. Ne è venuta fuori una ‘controsentenza’ di 800 pagine, replica alla ‘prolissità e ripetitività ossessiva’ delle 530 pagine della sentenza di Paolo Carfi che ‘astuto e parziale ha condotto il dibattito in modo anomalo e deviato, piegato norme, manipolato testimoni, trasformato il processo in un laboratorio di mostri’.
Carfi, ‘pubblico ministero ausiliario’, ha costruito con la ‘presunzione di colpevolezza il paradosso del mentitore, nel quale l’imputato è considerato colpevole proprio perché si discolpa’. Avendo però meno che indizi ha approfittato dei tre mesi di tempo per le motivazioni per scovare nelle carte [stralci di sentenze e perizie trovate nello studio di Pacifico] prove di colpevolezza ‘mai valutate nel corso del dibattimento’. Previti chiede di ottenere in appello tutti i testimoni [almeno 35] che Carfi gli ha rifiutato. Di cancellare ‘la più grossa aberrazione giudiziaria della storia del nostro paese’, che ha ‘persino negato le attenuanti generiche a un incensurato, ha trasformato un professionista autore di strepitose vittorie giudiziarie in Italia, Europa e Stati Uniti in un avvocato di malaffare’. Di ‘giudicare’ lo stesso Carfi, che pretende di ‘essere dimenticato’ dopo aver trasformato il processo in ‘un rito sacrificale orchestrato in un’arena mediatico- giudiziaria’.
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Nobis ardua
Comandante CC Carlo Fecia di Cossato


Caro Fecia, fermo restando che per me il posto giusto per il buon Previti è quello delle patrie galere, ciò non toglie che la manfrina dei magistrati è na vergogna altro articolo illuminante preso dal corriere della sera di oggi:
CASO PREVITI UNA MOSSA TIRA L’ALTRA
ROMA - Negli sconfinati corridoi del «palazzaccio» di piazza Cavour, sede della Corte di Cassazione, si discute da tempo della nuova richiesta avanzata da Cesare Previti di spostare il processo Sme da Milano a Brescia. Da prima ancora che il deputato-imputato la presentasse, tanto la mossa appariva scontata. E si diceva, nei conciliaboli tra uomini di diritto, che non sarebbe riuscita a impedire il verdetto ormai alle porte: la prevedibile istanza s’immaginava manifestamente infondata, e dunque respinta al mittente senza alcuna conseguenza. Così non è stato. Le 18 pagine firmate da Previti sono state giudicate «ammissibili» dai magistrati della VI sezione penale della Cassazione, d’accordo col primo presidente Nicola Marvulli. Istanza da discutere, dunque, ma subito. Il processo Sme è sospeso, ma l’udienza in cui si deciderà il suo destino è stata fissata per il 17 novembre, tempi brevissimi per la Corte Suprema. E nei corridoi del «palazzaccio», anche questo viene letto come un segnale. La decisione di dar credito all’istanza dell’ex ministro serve ad allontanare il sospetto di una casta togata che vuole condannarlo a tutti i costi, senza ascoltarne le ragioni; i tempi rapidi, però, dovrebbero garantire la possibilità di arrivare alla sentenza, se il processo dovesse rimanere a Milano. Nel merito della nuova richiesta previtiana, le previsioni più quotate parlano di bocciatura .
Sancire che un pm denunciato (per di più, in questo caso, da sodali politici dell’imputato), e quindi inquisito, debba abbandonare il processo pena il suo trasferimento ad altri giudici significherebbe creare una situazione fin troppo fragile per il futuro e per tanti altri casi. Che poco o nulla avrebbe a che fare con il «legittimo sospetto» sull’imparzialità dei giudici dovuto ai «fattori esterni» così come sono indicati anche nella legge Cirami, dichiaratamente ideata e approvata in funzione del processo Sme. Non è bastata a spostarlo al primo tentativo, ora Previti ci riprova. Sapendo anche lui, probabilmente, che al «palazzaccio» gli danno poche chances. Ma tentar non nuoce, e soprattutto fa guadagnare tempo.
La storia dei processi milanesi chiamati «toghe sporche» insegna che nei tempi morti dei dibattimenti, nuove strade si aprono improvvisamente per le difese. L’ultima volta è successo quest’estate: la nuova legge sulla sospensione delle udienze per chiedere il patteggiamento ha imposto uno stop durante il quale è stata innescata l’inchiesta sui pm Boccassini e Colombo, che ora Previti brandisce per cambiare giudici. Ottenendo un nuovo stop. Nel frattempo, che succederà in Parlamento?
Per lunedì prossimo la Camera ha messo in calendario la discussione in aula del disegno di legge Cirielli sulla concessione o negazione delle «attenuanti» per ridurre o aumentare le pene. A quel testo, ipotizzano i «maligni», potrebbe agganciarsi un emendamento già presentato in commissione quest’estate (chiamato Pepe, dal nome del deputato di Forza Italia che l’ha presentato) e poi decaduto perché i firmatari del disegno di legge a cui era stato applicato hanno ritirato il testo. Con quella modifica i giudici sarebbero obbligati a concedere le attenuanti agli incensurati (come Previti, per esempio), con la conseguenza di abbassare il tetto della pena e abbreviare i tempi della prescrizione del reato: al processo Sme sarebbe già tutto finito. Ora si ripresenta l’occasione, nella maggioranza non si esclude nulla e l’opposizione annuncia battaglia.
In piena estate, frattanto, alla Camera è spuntato un altro disegno di legge, primo firmatario il deputato di An Aurelio Gironda Veraldi. Prevede che il tempo della prescrizione, qualora il processo si sospenda per «legittimo impedimento» di un imputato o del suo difensore, si possa a sua volta sospendere per un massimo di 30 giorni, dopodiché ricomincia a decorrere. E nei processi milanesi che si trascinano da anni, di «legittimi impedimenti» ce ne sono stati tantissimi: se passasse com’è scritta un aiuto alla prescrizione potrebbe arrivare anche dalla «Gironda». Ma le previsioni sul fronte parlamentare sono premature. «L’importante è allontanare la sentenza, poi si vedrà», diceva giorni fa un avvocato di Previti commentando l’ennesima richiesta di sospensione appena presentata. Per ora la sentenza è allontanata. Poi si vedrà.