....dove sono?
Abbiamo un consiglio per Piero Fassino, ieri e oggi a Washington con una delegazione dei Socialisti europei.
Se non l’ha già previsto, chieda un appuntamento a John Podesta, l’ex capo di gabinetto di Clinton che insieme a un ristretto nucleo di advisor con esperienza seria di governo maturata alla Casa Bianca non è affatto convinto che basti la demagogia, ai candidati democratici, per scalzare Bush.
Per questo Podesta ha dato vita a un think tank innovativo, il Center for American Progress, che elabora contromosse alla politica repubblicana profondamente diverse dalla consueta demagogia “spendi-e-spandi” liberal-progressista.
Podesta e i guru dell’economia clintoniana, come Robert Rubin e Gene Sperling, ammettono che, mentre tutti i candidati democratici sparano contro i fondi previdenziali privati agevolati da Bush, in realtà l’alternativa non c’è, non si può tornare alla Social security pubblica, si tratta solo di regolarli meglio.
Sulle tasse, si guardano bene dal voler far decadere i tagli introdotti dai repubblicani, ma lavorano anzi a una “flatter tax”, un’aliquota più bassa che comprenda anche i redditi finanziari, ma in cambio faccia decadere i contributi e balzelli sin qui difesi dai democratici per finanziare la sanità.
Nessun no pregiudiziale, tasse più basse anche se con diversa progressività.
Una lezione, per l’Ulivo italiano.
Visto che è bastata mezza disponibilità di Fassino a parlare forse e a mezza bocca di pensioni dopo lo sciopero generale, perché ieri Giorgio Cremaschi della Cgil lo scomunicasse.
da il Foglio
...ma si sa, quelli sono famosi per il "volevamo ma non potevamo" di dalemiana memoria
saluti




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