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Discussione: «Da Mao a Mosè»

  1. #1
    Affus
    Ospite

    Predefinito «Da Mao a Mosè»

    http://www.corriere.it/edicola/index...LTURA&doc=SPAL



    PARABOLE


    Addio a Benny Lévy L'ideologo del '68 che scelse la Torah


    «Da Mao a Mosè»: così qualche intellettuale francese riassumeva con
    una punta di sufficienza la parabola di Benny Lévy, il filosofo
    morto d'infarto l'altro ieri a Gerusalemme all'età di 58 anni.
    Protagonista del maggio 1968 e ideologo del gruppo maoista Gauche
    proletarienne , Benny Lévy si autodefiniva «terrorista
    intellettuale» per l'arte con cui usava le parole e faceva cambiare
    idea all'interlocutore: di ciò devono essersi ricordata l'
    intellighentsia sartriana quando lo accusò di «circonvenzione di
    vegliardo» ai danni di Jean-Paul Sartre del quale era divenuto
    segretario nel 1974. Sulle ceneri dell'utopia (e dopo essere stato
    tra i fondatori di Libération ), Benny Lévy aveva ritrovato le
    radici ebraiche, il pensiero di Lévinas e il messianismo giudaico di
    Gershom Scholem e Martin Buber. In un suo colloquio con Sartre
    uscito sul Nouvel Observateur , questi manifestò pensieri lontani
    dal consueto esistenzialismo ateo: di qui l'anatema dei sartriani
    capeggiati da Simone de Beauvoir. In realtà Benny Lévy era sempre
    innamorato della parola, ma in senso rabbinico, come raffinato
    interprete della Torah: e si trasferì a Gerusalemme dove fondò
    l'Istituto Lévinas con Bernard-Henri Lévy e Alain Finkiel kraut .
    Negli stessi anni la Francia conobbe anche il caso di Roger Garaudy,
    filosofo marxista (stavolta ortodosso ed esponente del Pcf),
    convertitosi all'Islam: e sono innumerevoli i casi di ex
    contestatori che, scesi dalle barricate, si sono vestiti d'ocra o
    arancione per seguire mistici d'Oriente. Ma la conversione di Benny
    Lévy non va confusa tra le mode, perché fu un'«avventura metafisica
    unica e rigorosa» come l'ha definita Bernard-Henry Lévy, che merita
    rispetto intellettuale. Anche da parte della gauche .

    Cesare Medail

  2. #2
    Affus
    Ospite

    Predefinito Re: «Da Mao a Mosè»

    In origine postato da Affus
    http://www.corriere.it/edicola/index...LTURA&doc=SPAL



    PARABOLE


    Addio a Benny Lévy L'ideologo del '68 che scelse la Torah


    «Da Mao a Mosè»: così qualche intellettuale francese riassumeva con
    una punta di sufficienza la parabola di Benny Lévy, il filosofo
    morto d'infarto l'altro ieri a Gerusalemme all'età di 58 anni.
    Protagonista del maggio 1968 e ideologo del gruppo maoista Gauche
    proletarienne , Benny Lévy si autodefiniva «terrorista
    intellettuale» per l'arte con cui usava le parole e faceva cambiare
    idea all'interlocutore: di ciò devono essersi ricordata l'
    intellighentsia sartriana quando lo accusò di «circonvenzione di
    vegliardo» ai danni di Jean-Paul Sartre del quale era divenuto
    segretario nel 1974. Sulle ceneri dell'utopia (e dopo essere stato
    tra i fondatori di Libération ), Benny Lévy aveva ritrovato le
    radici ebraiche, il pensiero di Lévinas e il messianismo giudaico di
    Gershom Scholem e Martin Buber. In un suo colloquio con Sartre
    uscito sul Nouvel Observateur , questi manifestò pensieri lontani
    dal consueto esistenzialismo ateo: di qui l'anatema dei sartriani
    capeggiati da Simone de Beauvoir. In realtà Benny Lévy era sempre
    innamorato della parola, ma in senso rabbinico, come raffinato
    interprete della Torah: e si trasferì a Gerusalemme dove fondò
    l'Istituto Lévinas con Bernard-Henri Lévy e Alain Finkiel kraut .
    Negli stessi anni la Francia conobbe anche il caso di Roger Garaudy,
    filosofo marxista (stavolta ortodosso ed esponente del Pcf),
    convertitosi all'Islam: e sono innumerevoli i casi di ex
    contestatori che, scesi dalle barricate, si sono vestiti d'ocra o
    arancione per seguire mistici d'Oriente. Ma la conversione di Benny
    Lévy non va confusa tra le mode, perché fu un'«avventura metafisica
    unica e rigorosa» come l'ha definita Bernard-Henry Lévy, che merita
    rispetto intellettuale. Anche da parte della gauche .

    Cesare Medail
    trovo interessante questo personaggio !

 

 

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