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  1. #1
    Veneta sempre itagliana mai
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    '' E' in gran parte merito di Luca Cordero di Montezemolo se la Juventus non si rivolse ai tribunali ordinari '' (Joseph S. Blatter - Presidente F.I.F.A. - Dicembre 2007)
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    Predefinito Le legnate di Stoiber.....

    Pare che la democratizzazione e l'entrata nel PPE di Mustafà Fini trovi ostacoli.....il Bavarese Stoiber gli tira uno di quei stramussoni che difficilmente dimenticherà....no per il momento all'entrata nel ppe europeo, anche gli inglesi sono della stessa idea, e assolutamente no al voto agli extracomunitari, che non vorrei si facesse confusione non c'entra niente con il voto agli immigrati.....quindi cominciano le badilate in faccia al buon Fini...appena trovo l'articolo dal corriere lo posto

  2. #2
    Veneta sempre itagliana mai
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    Europopolari divisi su An. Il leader tedesco della Csu: extracomunitari alle urne? Sono contrario


    Stoiber: è presto per Fini nel Ppe

    Voto agli immigrati, il Polo torna a litigare. Il vicepremier: Bossi come i fascisti di Forza nuova


    An può entrare nel Ppe? «No, è ancora troppo presto», risponde il presidente dei cristiano sociali tedeschi Edmund Stoiber. Anche se riconosce a Fini molti meriti, Stoiber non condivide la proposta di legge per il voto agli immigrati. Tutti d’accordo gli europopolari su Fini? No. Gli inglesi, per esempio, non voterebbero contro Alleanza nazionale. Come dice il conservatore James Elles, uno dei sei vicepresidenti del gruppo a Strasburgo: «Non c’è dubbio che dovremo confrontarci con la richiesta di An». Sul voto agli immigrati torna lo scontro nel centrodestra: Gianfranco Fini attacca la Lega paragonandola ai «neofascisti di Forza nuova, sugli stranieri hanno la stessa posizione». Umberto Bossi lancia una consultazione nella Lega sulle questioni dell'immigrazione e delle alleanze politiche. Alle pagine 12 e 13

    Corriere della Sera 17/10/2003

  3. #3
    Veneta sempre itagliana mai
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    «Fini ha già fatto molta strada ma non può entrare nel Ppe»

    Stoiber: in Germania direi no al diritto di voto agli extracomunitari


    DAL NOSTRO INVIATO
    BRUXELLES - Sull’immigrazione Edmund Stoiber alza due cartellini rossi. Primo: no al trasferimento di competenze all’Europa, si tratta di politiche da decidere a livello nazionale. Secondo: no al voto agli immigrati, «se venisse proposto in Germania io mi opporrei». Dà un giudizio largamente positivo sulla Costituzione europea, con una sola grande riserva sulla composizione della Commissione, chiede correzioni sulle competenze e pretende con forza un riferimento a Dio. Ritiene, inoltre, che sia ancora prematuro parlare di un ingresso di Alleanza nazionale nel partito popolare europeo, oggi non è un tema. Non lo dice, ma si percepisce nei toni e nei silenzi un giudizio diverso quando si parla di Fini o di An, lo stesso che si raccoglie in numerosi ambienti del partito popolare europeo.
    Il rivale (sconfitto) del Cancelliere Schroeder alle elezioni del 2002 è passato da Bruxelles proprio per il vertice del Ppe, che nella serata di mercoledì ha esaminato i temi del Consiglio europeo. Come è andata? «E' stata una discussione interessante e molto aperta, Berlusconi ha toccato i vari punti del Consiglio, poi gli è stata data mano libera. "Silvio fai tu..."».
    Stoiber, 62 anni, presidente della Baviera e fresco reduce dal trionfo elettorale nel land, consuma una rapida colazione e sfoglia i giornali tedeschi. Si prepara al dibattito parlamentare sulle riforme economiche proposte da Schroeder, spiegherà la posizione dei cristiano-sociali (Csu), partito bavarese fratello della Cdu di Angela Merkel.
    Presidente, cominciamo dall’immigrazione, visto che oggi è un argomento clou sia in Italia sia qui a Bruxelles.
    «Sono convinto che la politica dell’immigrazione, e non solo le scelte legate al mercato del lavoro, debba essere di competenza degli stati membri. I Paesi sono toccati in modo diverso da questo problema. In Portogallo e Spagna c’è poca immigrazione, mentre in Germania arrivano ogni anno circa 500 mila extracomunitari, la popolazione di una media città come Dortmund o Norimberga. Quindi ciascun paese deve decidere per suo conto le regole per l’immigrazione».
    Fini ha presentato una proposta per dare il voto agli immigrati. Cosa ne pensa?
    «E’ un problema italiano, una questione che deve essere risolta in Italia. Rientra nell’elenco delle materie di competenza nazionale»
    Sarebbe d’accordo a proporlo in Germania?
    «Da noi gli immigrati di vecchia data possono votare alle comunali».
    Anche gli extracomunitari?
    «Personalmente, dovessi esprimere l'opinione da tedesco, direi di no. Mi pronuncerei contro. Chi vuole avere diritto di voto deve diventare tedesco. L’identità culturale, il legame alla patria e la disponibilità ad assumere responsabilità per il futuro del Paese sono troppo differenti».
    C’è chi ha visto nella mossa di Fini un tentativo di spostarsi in un’area politica della destra più moderata .
    «Sì, si sta impegnando a cambiare la posizione di Alleanza nazionale e far dimenticare il passato neofascista. E' giusto che Fini prosegua su questo cammino, ha già fatto molta strada».
    Come è visto in Europa?
    «Ha avuto molti riconoscimenti per il lavoro fatto alla Convenzione» .
    Tra gli obiettivi di Fini qualcuno individua l’ingresso nel Partito popolare europeo.
    «Oggi non mi pare possibile».
    Presidente Stoiber, il suo giudizio sulla Costituzione è un po’ diverso da quello favorevole di Schroeder. Il Cancelliere non cambierebbe nulla della proposta Giscard, quali sono secondo lei le modifiche da apportare?
    «Vorrei prima di tutto sgombrare il campo da un equivoco. Quella che la Conferenza intergovernativa sta esaminando non è una Costituzione, ma un contratto di Costituzione. L’Europa non è uno Stato, ma un’unione sempre più stretta di Stati. E’ un’organizzazione sui generis. Sicuramente l’Europa ha molte caratteristiche di uno Stato, ma non è uno Stato. L’integrazione europea è andata così avanti come sognavano i Paesi fondatori e gli statisti di allora, De Gasperi, Adenauer, Schuman, De Gaulle».
    Su cosa dissente?
    «Il punto più importante sul quale non sono d’accordo è la composizione della Commissione. Ritengo indispensabile che ogni Stato abbia un proprio commissario. Penso in particolare ai dieci nuovi membri, devono avere un loro rappresentante, un volto conosciuto dai propri cittadini. La patria è l’Italia, la Germania, la Repubblica ceca e così via, la patria non è l’Europa».
    Giustifica quindi le preoccupazioni dei paesi cosiddetti «piccoli»?
    «Sì, hanno ragione. Del resto è un problema anche per i grandi. Le sembra possibile che stati come l’Italia e la Germania, grazie al principio della rotazione previsto da Giscard, siano in determinati periodi senza un commissario? Sotto il profilo delle riforme istituzionali questa è la critica più significativa che faccio».
    Poi c’è il richiamo al Cristianesimo
    «Sì, sono convinto che il riferimento alle radici giudaico-cristiane proposto da alcuni (e che peraltro neppure c’è nella bozza di Giscard) non sia sufficiente. Bisogna andare più in là e ricordare che il Cristianesimo fa parte dell’identità europea, con un esplicito riferimento a Dio nella Costituzione. Non è in discussione la divisione tra Stato e Chiesa, ma con il riferimento a Dio dovremmo sottolineare i valori di base comuni».
    Berlusconi riuscirà a chiudere la partita entro fine anno?
    «Spero che Berlusconi ce la faccia. D'altronde ha la capacità di mediare, di unire le diversità, come ha dimostrato nel suo governo. Però...»
    Però?
    «L’intransigenza di Spagna e Polonia sulle procedure di voto in Consiglio, assolutamente ingiustificata (non si capisce bene perché debbano avere lo stesso peso di Paesi molto più popolosi come Germania e Italia), rischia di allungare i tempi»
    Pessimista?
    «Le probabilità che la Costituzione sia approvata entro dicembre sono al 55%».
    Presidente Stoiber, l’asse franco-tedesco raggiungerà oggi l’apice del successo. Chirac ha accolto la richiesta del Cancelliere di rappresentarlo nel Consiglio. Come giudica l’alleanza?
    «L’amicizia franco-tedesca ha assunto e assume grande importanza nel processo di unificazione europea, ma Berlino e Parigi devono stare attente a non ferire e tagliar fuori gli altri partner. Ci vuole più sensibilità. Chirac deve evitare uscite come quella contro la Polonia sull’Iraq, Fischer non può minacciare con ritorsioni finanziarie i Paesi che non la pensano come lui».
    Lei si sarebbe fatto rappresentare da Chirac?
    «No. La Francia non può rappresentare gli interessi tedeschi»



    Impara angiolino che questa è la CDU Bavarese e non l'UDC itagliana

  4. #4
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    Un bravo a Stoiber che ha risposto per le rime anche a chi vorrebbe affidare la gestione delle quote degli immigrati alla UE.

  5. #5
    email non funzionante
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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    GianAhmed Mustafà Finih (dopo la badilata sui denti)

  6. #6
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    Un appunto:

    Sarebbe d’accordo a proporlo in Germania?
    «Da noi gli immigrati di vecchia data possono votare alle comunali».
    Anche gli extracomunitari?
    «Personalmente, dovessi esprimere l'opinione da tedesco, direi di no. Mi pronuncerei contro. Chi vuole avere diritto di voto deve diventare tedesco. L’identità culturale, il legame alla patria e la disponibilità ad assumere responsabilità per il futuro del Paese sono troppo differenti».


    In queste due domande Stoiber, ed il giornalista, fanno molta confusione.

    Nella prima domanda quando Stoiber risponde "gli immigrati" evidentemente considera tali solo gli extra UE perchè un immigrato UE, in Germania come nel resto d'Europa, acquisisce il voto amministratico (comune, kreis e land in Germania) automaticamente. Io ho votato per il sindaco qui in Germania dopo 6 mesi di residenza (o forse anche meno).

    Nella seconda domanda invece Stoiber evidentemente passa a considerare il voto politico, non più amministrativo. Anche se la domanda "anche gli extracomunitari?" non vuol dire molto perchè come abbiamo visto, anche in Italia si tratta di voto amministrativo e non politico, e la reale differenziazione in questo caso é tra cittadini UE e extra UE, mentre nel caso politico, volendo si può immaginare una soluzione diversa dalla cittadinanza, ma non è questo il caso, e quindi in quelle elezioni la differenza rimane tedeschi-non tedeschi.

    Tra l'altro Stoiber ben si guarda dal dire che le leggi sul voto amministrativo agli extra UE sono di competenza dei land e che proprio in Baviera, un extra UE con 6 anni di residenza, anche se privo di cittadinanza vota a tutte le amministrative. Essendo lui contrario a questa legge che il suo partito ha introdotto, ed avendo un'ampissima maggioranza, non dovrebbe aver difficoltá a modificarla... Perchè non solo non lo fa, ma non l'ha mai proposto?

  7. #7
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    Ma tu chi sei l'onnipotenza in terra che pretendi di sapere tutto?..a proposito dimmi dettagliatamente quali stati europei concedono il voto agli extracomunitari, dopo quanti anni e se devono essere cittadini di quei stati.......

  8. #8
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    Cosa dici Aeroplanino, sarebbe mica male dare il voto anche a questi personaggi .....



    Cremona. "In quella scuola moschea è stato trovato materiale di propaganda estremistica come del resto nelle case di cittadini di nazionalità tunisina, marocchina, algerina".
    Dopo una giornata di incertezza e di passione, il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, è arrivato nell'aula di Montecitorio a rispondere all'interpellanza urgente dell'onorevole Andrea Gibelli sulla scuola coranica di Cremona. E nelle dichiarazioni del governo si ammette che quella situazione non solo non è legale, ma ci sono elementi di preoccupazione riguardanti precedenti perquisizioni che hanno portato alla luce documenti considerati di propaganda estremistica"...........

  9. #9
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    Predefinito Nota per gli ignoranti

    In origine postato da pensiero
    ...a proposito dimmi dettagliatamente quali stati europei concedono il voto agli extracomunitari, dopo quanti anni e se devono essere cittadini di quei stati.......
    Taglio e incollo:

    Per limitarci all'Europa occidentale:

    In Svezia i cittadini stranieri hanno diritto di voto dal 1975.

    In Danimarca dal 1981. In Olanda, Norvegia e Irlanda anche (dal 1963: tutti gli stranieri residenti da almeno tre mesi).

    In Portogallo, in base a diversi principii, hanno diritto di voto peruviani, brasiliani, argentini, uruguayani, norvegesi e israeliani.

    In Islanda i cittadini dei paesi dell’area nordica.

    In Gran Bretagna hanno diritto di voto anche nelle elezioni politiche i cittadini di tutti i paesi ex-Commonwealth, oltre ad irlandesi e pakistani.

    L'Italia ha ratificato nel 1994 la Convenzione del Consiglio d'Europa in cui si legge:

    "Ogni Stato Parte s'impegna (...) ad accordare il diritto di voto e di eleggibilità nelle elezioni locali a tutti i residenti stranieri, purché soddisfino le stesse condizioni che si applicano ai cittadini e, inoltre, abbiano risieduto legalmente e abitualmente nello Stato in questione durante i cinque anni precedenti le elezioni".

    In Italia ci sono già alcune decine di migliaia di "residenti non cittadini" che hanno diritto di voto attivo e passivo: i cittadini degli altri Stati membri dell'UE.


    Contenta brontolona? Non ti preoccupare, fra AN e Lega, l'Italia non sarà mai la prima a riconoscere (giacchè ogni essere umano li possiede dalla nascita) i diritti civili a chicchessia....
    Cum Feris Ferus

    Chi striscia non inciampa. Cit.

  10. #10
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    Non lo so dove in Europa o altrove gli extracomunitari residenti votino e quali siano le regole che devono rispettare per votare.

    Qualche giorno fa ho postato una lista di stati che ho preso da La Stampa online... se non ricordo male... c'erano la Spagna il Portogallo e poi altri paesi nordici...
    L'unica cosa che volevo chiarire era un punto dell'intervista a Stoiber che non era chiaro, ed è facile, da un punto fare un discorso generale... Stoiber dice che é contrario al voto degli immigrati residenti? Beh, strano che nel "suo" land, la Baviera, questi abbiano prorpio quel diritto, no?
    A me sembra un po' una forzatura giornalistica, e con Stoiber (che non é sveglissimo) non è difficile per un giornalista scaltro fargli dire cose non proprio chiare ed interpretabili come uno meglio crede...

    Io credo che Stoiber volesse (o credesse) di parlare di voto politico mentre pensasse di aver risolto la questione del voto amministrativo dicendo "da noi votano dopo un certo periodo di residenza"... Scommettiamo che è così?

    Venendo all'ultimo punto, guarda Pensiero che siamo daccordissimo... secondo me l'esistenza stessa di scuole religiose non ha un grande significato e provoca parecchia danni all'evoluzione della societá italiana... Se poi all'attività di proselitismo si unisce quella criminale allora non credo ci siano altre strade che non la chiusura immediata dell'istituzione.

    Ma credo anche che uno stato laico con grandi valori che lo costituscano, come ad esempio la Francia e come vorrei fosse l'Italia, non debba aver paura di far valere il primato delle regole della convivenza e del rispetto dei cittadini (in primis) su ogni prevaricazione, anche se di natura religiosa.
    In Italia c'é il problema che una forte laicitá che impedisca il proselitismo mussulmano dovrebbe toccare in qualche modo anche il proselitismo cattolico (e ti assicuro che molti circoli lombardi di CL non sono molto diversi dalle moschee di cui parli tu, se levi l'attività terroristica)...

    Ma lo Stato non può mettersi a fare distinzioni in base alla religione... scherziamo?

 

 
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