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    Predefinito Vari esempi di frodi alimentari e colture OGM

    Troppe volte su questo forum si accusano gli allevatori di essere tutti truffatori,criminali...questo settore viene considerato l'unico in cui esistano frodi,irregolarità o altro...il vostro messaggio è "non mangiate carne,perchè tutti gli allevatori sono disonesti,avvelenatori...gente che imbottisce gli animali di tutte le schifezze possibili del mondo"...
    Faccio la premessa,non voglio costringere nessuno a mangiare carne,voglio,anzi ,vorrei solo che non si facesse più questo tipo di discorso,che è falso,totalmente falso...i furbi ci sono dappertutto e ci saranno sempre,ma non si può gettare M su un'intera categoria per colpa di pochi ladri.
    Ho fatto una veloce ricerca stasera su vari esempi di frodi alimentari che sono state scovate dai nas e inchieste varie.Con questo non voglio dire che gli allevatori disonesti vanno scusati perchè non sono da soli,ma che,mi ripeto,i ladri ci sono in tutti gli altri campi e se si dovesse applicare il vostro pensiero "non mangiate carne perchè può contenere sostanze nocive" a tutti i cibi riportarti negli esempi sotto,si morirebbe di fame e di sete.
    Continuate pure la vostra propaganda anti-carne-uova-latte-lana,eccecc...ma almeno non raccontate cavolate .
    Saluti Padani
    P.S.Adesso arrivano gli "esempi"

  2. #2
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    Lenticchie e olio, truffa via Internet
    Perugia - Non solo "mucca-pazza". Il rischio che i prodotti che arrivano sulla nostra tavola non siano di buona qualità o, perlomeno, non abbiano tutte le garanzie riportate sull'etichetta, c'è. Ne sanno qualcosa gli ispettori dell'ufficio anti-frodi, emanazione regionale del ministero delle Politiche agricole, impegnati, assieme ai carabinieri del Nas e Aziende sanitarie locali sul fronte dei controlli anti-mucca pazza, ma non solo.
    Le indagini degli ispettori si sono allargate anche su Internet, dove sono stati scoperti dei siti in cui alcune aziende facevano affari grazie al buon nome che ha l'olio umbro in Italia. Nel sito, infatti, venivano commercializzati degli olii con denominazione d'origine protetta, e con tanto di assicurazioni sulla provenienza: le olive, assicuravano i commercianti telematici, erano maturate sulle dolci colline dell'Umbria. Tutto falso, invece, hanno scoperto gli ispettori, che ora stanno dando la caccia ai bugiardi venditori via etere. Analoga truffa è stata scoperta per quanto riguarda le lenticchie di Castelluccio di Norcia, altro gustoso prodotto della terra umbra. Questa volta a mettere sul chi vive gli ispettori dell'ufficio anti-frodi sono state una serie di etichette su sacchetti di lenticchie. Gli ispettori hanno scoperto che i legumi pubblicizzati erano solo lontani parenti delle lenticchie di Castelluccio di Norcia, dato che l'azienda agricola che le produceva era della provincia di Milano. Così il commerciante è stato denunciato per frode alimentare.
    Intanto anche questo ufficio è impegnato sul fronte dei controlli anti "mucca pazza". «Li stiamo facendo dall?inizio dell'estate - spiega Guerrino Giorgetti, direttore -. Abbiamo controllato più e più volte le ditte che producono mangimi e gli allevamenti, prelevando campioni non solo dai silos, ma anche dalle stesse mangiatoie in cui le bestie si stavano alimentando. Non sono state trovate farine animali nell'ambito dei ruminanti. Per la nostra esperienza possiamo dire che in Umbria abbiamo a che fare con persone che lavorano in maniera accurata».


    Attenzione ai pesticidi

    L'allarme di Legambiente

    L'agricoltura italiana è fortemente dipendente dai pesticidi. A dare l'allarme è Legambiente che ha presentato in questi giorni i risultati dell'indagine "Pesticidi nel piatto 2002". "La metà della frutta, stando ai campioni (quasi 11mila) analizzati nel 2002 dalle Agenzie ambientali e dalle Asl, è contaminata da almeno un tipo di pesticida - si legge nel comunicato - in un prodotto su quattro si trovano addirittura tracce di più di un principio attivo. Migliore ma non buona la situazione della verdura: il 20% dei campioni passati al vaglio è risultato contaminato da almeno un pesticida, e nel 5% ne sono stati trovati più d'uno".
    Pesticidi e non solo. Dai campioni sembrerebbe che in alcuni casi vengano superati pericolosamente i limiti imposti dalla legge: sono il 2% del totale, con un aumento rispetto allo scorso anno dello 0,7%.

    Limiti che peraltro secondo Legambiente sono ormai superati. "Colpa d'una legislazione vecchia di oltre 30 anni che non prevede ancora un limite alla somma di più residui nello stesso alimento e che ignora il principio di precauzione - avverte Francesco Ferrante, direttore generale di Legambiente -: continuano a essere tollerate infatti sostanze che, come il procimidone, il vinclozolin o il captano, l’Epa (l'americana Environmental protection agency) ha da tempo classificato come possibili o probabili cancerogeni".

    La situazione appare decisamente preoccupante se si osservano alcune realtà italiane. In Calabria su una sola ciliegia, regolare secondo la legge, sono stati trovati 3 pesticidi (paration, clorpirifos e metidation); 19 peperoni sui 76 prelevati dai mercati dell'Emilia-Romagna (esattamente il 25%), e provenienti dalla Spagna, risultano fuorilegge perché contaminati da un fungicida vietato nel nostro Paese; sempre in Emilia-Romagna, delle 218 mele controllate, solo 50 (il 22,9%) sono risultate "senza residui rilevabili", a fronte di ben 168 (il 77,1%) contaminate, di cui 10 fuori legge.
    In Trentino Alto Adige il 50% dell’uva analizzata (7 su 14 campioni) risulta irregolare perché contenente, in 6 casi, sostanze vietate in Italia, e nel settimo una concentrazione eccessiva di captano. L'Arpa di Trieste ha trovato tracce di DDT in ciliegie, mele e carote; in Liguria il DDT è stato trovato in salvia, origano e sesamo, in cui come nel pepe è stato addirittura trovato del lindano (vietato da anni, al pari del DDT).

    Risultati sconfortanti che potrebbero anche essere peggiori. Secondo Legambiente in alcune zone i controlli sono minimi anche da parte di Asl e Arpa. E' il caso dell'Arpa di Isernia, ad esempio, che nel 2002 ha passato al microscopio solo 44 campioni, ricercando in ognuno non più di 10 principi attivi. L'Arpa Toscana invece scandaglia 1249 campioni fra frutta verdura e derivati, alla ricerca di ben 188 principi attivi. "La stessa metodologia dei controlli - avverte Legambiente - non è pienamente affidabile: i limiti di legge sono tarati sulla base della pericolosità per l’organismo di un adulto di circa 60 kg di peso".

    Fonte: Legambiente
    05/06/03

  3. #3
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    OGM, contaminato 1 alimento su 5


    di: Marco Trabucco


    Si annidano nel cuore dei cibi, anche dei più innocenti, come quelli di dichiarata produzione biologica o gli alimenti per bambini. Sono gli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, prodotti come la soia e il mais, ma anche i pomodori, ai quali con l`ingegneria genetica si è modificato il Dna per renderli più produttivi, meno attaccabili dalle malattie o dai parassiti.

    Negli Usa, in Canada, in Cina, in Israele sono permessi, ma l`Unione europea li vieta e ne consente la presenza, in tracce, al di sotto dell`1 per cento. Un`indagine condotta a Torino dal laboratorio specializzato della Camera di Commercio, in collaborazione con la Federconsumatori, ha rivelato la presenza di ogm nel 20,6 per cento dei 300 campioni analizzati, tutti prodotti che si trovano regolarmente in negozi e supermercati e che fanno parte del classico «paniere della spesa». In molti casi la percentuale di Ogm era inferiore ai limiti di legge, ma spesso quei cibi erano dichiarati in etichetta Ogm free e cioè «puri».

    È risultato, ad esempio, contaminato il 15,5 per cento dei prodotti biologici: 7 dei 47 campioni sono risultati positivi ai test, alcuni, come delle bistecche di soia, con percentuali superiori al 30 per cento. Il rischio, per chi teme conseguenze sulla salute degli Ogm, arriva anche dalle pappe per neonati: in due campioni su quindici ne è stata rilevata la presenza. E se per un campione di biscotti, la percentuale era poco rilevante (0,04 per cento), più preoccupante è invece il 4 per cento trovato in una confezione di latte di soia. D`altronde, proprio su questi prodotti è in corso un`indagine dei Nas e del procuratore Raffaele Guariniello in cui sono finite sotto inchiesta quattro multinazionali del settore, la Nestlè, la Milupa, la DieterbaPlasmon e la Abbott.

    Alcuni loro prodotti per neonati contenevano Ogm, come ha accertato il laboratorio dell`Istituto Zooprofilattico di Torino, sia pure al di sotto della soglia dell`un per cento. «Le norme europee oggi consentono questa soglia - spiega Guariniello - ma obbligano le aziende a fare in modo che la cosiddetta "contaminazione accidentale" si riduca al minimo possibile. Noi stiamo lavorando per accertare che questo sia avvenuto». E a gennaio arriverà il primo processo, per cui sono già stati rinviati a giudizio al titolare di un grande magazzino all`ingrosso di prodotti biologici, Ugolina Marro, di Grugliasco, un grosso distributore di Padova, Kristian Skulte, e il Kevin Mclaughlin, legale rappresentante della Soia International, una multinazionale che commercializza al soia in tutto il mondo.

    Il prodotto incriminato in questo caso sono tavolette di soia, vendute come biologiche e che invece contenevano Ogm. L`imputazione è di frode in commercio. Le indagini hanno accertato che molti prodotti certificati come Ogm free hanno in realtà «acquistato» la certificazione da laboratori privati stranieri, svizzeri soprattutto, i cui responsabili, interrogati dagli inquirenti, hanno dichiarato di esaminare solo i campioni che le aziende stesse forniscono.

    «È un problema che il sondaggio conferma - commenta Diego Calabrese, presidente di Federconsumatori Piemonte -Purtroppo, mancano garanzie e controlli e gli stessi alimenti biologici si avvalgono soltanto di un`autocertificazione. Sotto quest`aspetto, non sono più sicuri di altri. È necessario, quindi, che le associazioni di produttori e di commercianti si tutelino e facciano effettuare test reali, a campione, a laboratori terzi per dare al consumatore le dovute garanzie». «E anche per evitare - ha aggiunto Bruno Camillo Gino, responsabile del laboratorio della Camera di Commercio - che l`unica forma di controllo sia quella, legittima, effettuata dalla magistratura.

    Il nostro laboratorio non ha lo scopo di denunciare chi viola la legge, ma di aiutare chi produce e chi vende prodotti a controllarne la qualità. Oggi soia e mais modificati sono molto diffusi ed è importante avere uno strumento che consenta di identificarli, e quindi di eliminarli, senza cadere subito nella denuncia penale». Il laboratorio è a disposizione anche dei consumatori privati che vogliono far controllare un prodotto: il costo di un`analisi è intorno alle 150 mila lire (circa 80 euro).

    (giugno 2003)

    Funghi «radioattivi» dall’Est Europa fermati alla frontiera di Trieste
    A 15 ANNI DA CERNOBYL



    ROMA - Bloccati alla frontiera di Trieste e rispediti nei Paesi d’origine. È la sorte toccata ad una particolare specie di extracomunitar i che tentano spesso di entrare in Italia: si tratta di porcini, prataioli, chiodini, ovuli e vari altri tipi di funghi, che sono risultati avere livelli di radioattività superiori ai limiti fissati dalla legge. A fare i controlli (una cinquantina all’anno) sulle partite «sospette», è l’Istituto di chimica inorganica e delle superfici del Cnr di Padova, in collaborazione con l’Università di Trieste. Obiettivo del monitoraggio, realizzato con una strumentazione portatile, è quello di evitare l’ ingresso nella penisola di prodotti alimentari contaminati da Chernobyl. A 16 anni di distanza dall’incidente alla centrale nucleare ucraina, infatti, spiega Sandro Degetto, dell’Istituto del Cnr, «il rischio è ancora alto. Il radiocesio, infatti, ha una vita lunga e dimezza la sua attività soltanto dopo 30 anni. Quindi, è ancora frequente trovare quantità di questa pericolosa sostanza nei funghi». Negli ultimi 2 o 3 anni, ha aggiunto, «nelle partite di funghi provenienti dai Paesi dell’Est europeo (Romania, Bulgaria, ex Jugoslavia, ecc.) abbiamo riscontrato almeno una decina di volte superamenti dei limiti fissati in 600 bequerel/Kg. Attenzione massima, quindi, per i funghi che arrivano dall’est europeo, ma non basta scegliere soltanto quelli «made in Italy» per scongiurare pericoli di contaminazione. «Nei giorni seguenti all’incidente di Cernobyl in tutta l’Italia del Nord-Est ci sono state piogge intense e ciò ha determinato la deposizione al suolo di quantità di radionuclidi provenienti dall’impianto nucleare». Le analisi fatte hanno dimostrato una piccola presenza di Cesio anche nei funghi di quella zona.

    Questo è dello scorso anno...

    TANTI OGM NASCOSTI TRA GLI SCAFFALI
    Sabato 27 luglio il quotidiano “la Repubblica” pubblica uno studio realizzato dal laboratorio chimico della Camera di commercio di Torino, incaricato da parte dello stesso giornale di svolgere l'esame su 31 prodotti (acquistati in grandi catene di distribuzione a Torino e in provincia): dieci sono risultati contenenti Ogm. Fra questi, quattro hanno mostrato percentuali notevolmente fuori dalla norma che prevede che una percentuale di Ogm superiore all'1 per cento vada segnalata con chiarezza sulla confezione. In tre prodotti si sono riscontrate delle anomalie: nei Frosties Kellogg è stato trovato un tipo di mais il cui uso non è consentito in Europa; nel Burger Valsoia e nelle Svizzere "Zio Elio" l'etichettatura specificava che i prodotti erano biologici, e che la soia utilizzata proveniva da produttori che garantivano l'assenza di Ogm. In altri tre prodotti la quantità di Ogm presente era a norma di legge. Naturalmente le aziende coinvolte, dalla Novartis alla Kellogg, dalla Esi alla Frau, reagiscono. In taluni casi, come alla Esi, sostengono che si limitano a inscatolare e vendere la lecitina che il fornitore gli garantisce, con tanto di analisi, assente di Ogm. La Novartis definisce "irreale" l'analisi compiuta e garantisce sulla totale assenza di Ogm. La Kellogg ammette la possibilità di una contaminazione del prodotto, e promette controlli.

    PECORARO SCANIO, CONFERMATO ALLARME DEI VERDI
    "Dopo il 'Guardian', anche 'Repubblica' conferma l'allarme dei Verdi sull' invasione Ogm. Ci vogliono imporre il transgenico senza diritto d'informazione e quindi di scelta". Questo il commento del presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, il quale in una nota sottolinea che "la settimana scorsa il 'Guardian' rivelava i risultati di un'indagine sulla trasmissione di Ogm nell'apparato digerente dell'uomo. L'inchiesta di oggi di 'Repubblica' convalida un altro allarme: la diffusione di Ogm nei prodotti senza alcun rispetto dell'obbligo di etichettatura". Il presidente dei Verdi ha presentato tre interrogazioni urgenti: al ministro della Salute "per chiedere il sequestro dei prodotti fuorilegge; al dicastero delle Attività produttive, per avviare ispezioni nelle industrie agroalimentari affinché rispettino l'obbligo di etichettatura; al ministro Alemanno, affinché garantisca filiere 'Ogm-free' a partire da mais e soia. Pecoraro Scanio - conclude il comunicato - ha attivato anche il Centro giuridico verde, affinché chieda alla magistratura il sequestro dei prodotti fuorilegge". (ANSA).

    GIGLIO (NAS), MANTERREMO ALTA LA GUARDIA
    "Ho già dato disposizione che venga avviato un protocollo operativo per i nostri nuclei territoriali. Andremo nei supermercati, sequestreremo i prodotti sospetti, faremo le nostre analisi e tireremo le nostre conclusioni", così, il 29 luglio, su "Repubblica", il comandante dei Nas, Gennaro Giglio, ha dato seguito alla denuncia dei risultati dei test fatti eseguire dal quotidiano e resi noti sabato su alcuni prodotti alimentari in commercio contenti Ogm senza che questi siano riportati sull'etichetta. "La nostra attività - ha confermato Giglio, nel corso dell'intervista pubblicata ieri da Repubblica - interesserà l'intera filiera: dal seme che arriva in Italia al prodotto finito che troviamo sulla tavola". (ASCA)

    NAS VISITANO 100 SUPERMERCATI PER CONTROLLO 4 PRODOTTI
    Sono più di 100 i supermercati visitati il 29 luglio dai carabinieri dei Nas per verificare la presenza o meno, in 4 prodotti, di organismi geneticamente modificati al di sopra della soglia considerata accettabile. L'operazione, ha spiegato il comandante dei Nas Gennaro Niglio, continuerà nei prossimi giorni "per tutelare gli utenti e le stesse aziende". "Sono in corso controlli sul territorio nazionale - ha spiegato Niglio - per individuare i lotti indicati dagli organi di stampa e verificare con analisi specifiche l’eventuale presenza di ogm sopra la soglia consentita". Per il momento i prodotti posti sotto la lente dei Nas sono la lecitina di soia granulare-Lecinova; la lecitina di soia Leciforte; la wafer nocciola della Fornidea pasticceria e la lecitina di soia pura. Le analisi verranno svolte dalle Asl e dall'Istituto superiore di sanità. (ANSA).

  4. #4
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    IL PANE - Per imbiancare il pane si usano varie sostanze per correggere le alterazioni si usano il solfato di rame e di zinco. Il "pane filante" con mollica viscida è dovuto alla lievitazione di bacilli sporogeni che hanno origine da lieviti contaminati. Pani speciali sono fabbricati con grassi animali utilizzati in saponeria per le candele. PANE ABUSIVO - Il "pane ai copertoni" della provincia di Napoli era fatto da panificatori abusivi che per risparmiare sul combustibile usavano le gomme della auto o altro materiale.

    LA PASTA - Sono usate ceneri al posto della semola, coloranti come carotene. Per aumentare il peso si usano fosfato di calcio o polvere di ossa calcinate. Una polverina ottenuta dal plasma sanguigno degli animali, nasconde al chimico la natura dello sfarinato usato.

    IL POMODORO - Pelati con scarti di lavorazione addizionati con sostanze non consentite. Polpe di zucca, di carota, di barbabietola con zuccheri e coloranti.
    L'ACQUA - In vendita acque con false etichette, imbottigliate da aziende inesistenti.
    L'OLIO - Finto olio d'oliva venduto per autentico viene colorato con clorofilla o betacarotene. Olii di oliva a cui si aggiungono olii di estratti di semi o di palma per realizzare un prodotto simile all'olio d'oliv


    LA FRUTTA - Nella frutta troppi antiparasittari, false etichette. Agrumi di Sicilia che arrivano da paesi extracomunitari.
    IL VINO - Al posto dell'uva vinacce trattate con sostanze zuccherine, additivi e coloranti. Per aggiustare il gusto latte o carbone.

    TARTUFI DALL'AFRICA - I tartufi arrivati dall'Africa, dall'Albania e dalla Cina al chilo messi accanto ai "neri di Norcia" per assorbirne l'odore.
    ARANCE FASULLE - Agrumi del Sudafrica e del Sudamerica attraverso triangolazioni commerciali trasformati in agrumi della Ue arrivarono poi sul mercato come agrumi della Sicilia.

    ATTENZIONE ALLA PASTA
    Nella pasta invece oltre al più scadente semolato al posto della semola e delle farine di grano tenero è stata rilevata la presenza di ceneri, fosfato di calcio o polvere di ossa calcinate , farina di mais o carotene, ormotene, curcuma,e varie lecitine nonché bicarbonato di sodio per evitare, dicono i rapporti dei carabinieri, alterazioni acide ed ammuffimento derivanti da imperfetta essiccazione. Ai pericoli della pasta si aggiungono poi quelli del condimento: i pelati sono infatti spesso addizionati con sostanze antisettiche non consentite, come l'acido benzoico o l'acido salicilico, e nella conserva e nel concentrato sono ospitati anche altri vegetali come polpa di carota, di zucca o di barbabietola rossa uniti a gelatina, farina di fecola, Agar-Agar, il tutto amalgamato con opportune dosi di zucchero o di dolcificanti e coloranti.
    L'olio extra vergine è spesso prodotto a partire da oli di oliva sofisticati con olio di semi colorato con clorofilla o betacarotene, oppure da olio di oliva aggiunto ad olio di semi, quando non ad olio di nocciola proveniente dalla Turchia o ad oli di palma provenienti dall'Indonesia o dalla nuova Guinea.
    SCARSI CONTROLLI
    Il Ministero della Sanità insomma non pare vigilare adeguatamente; lo dimostrerebbero anche curiose anomalie come quella delle fragole che a Torino risultano essere fuori legge nel 13,9 % dei controlli per l'eccesso di antiparassitari, mentre la media nazionale ufficiale elaborata dal Ministero è solo dell'1,4%. Forse a Torino le fragole vengono "trattate" più che altrove? "No - rivela Casillo - è solo che Torino è una delle poche città d'Italia nelle quali i laboratori per i controlli ortofrutticoli hanno la possibilità di indagare la presenza o meno di 150 principi attivi, mentre gli altri laboratori possono rilevarne al massimo 20".
    Alla luce di questi dati - conclude Casillo - le 67 condanne per l'immissione sul mercato di frutta e verdure inquinate sono paragonabili a una pesca di avannotti fatta usando una rete per tonni. Il nostro sistema di monitoraggio è insomma poco capillare e affidabile .

  5. #5
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    RISO - Temporaneamente bloccata la ricerca sul più pregiato dei risi al mondo, il Carnaroli, molto sensibile a un fungo. Le piantine Ogm sono state modificate in modo da poter evitare l’uso di antifungicidi molto tossici, che vanno spruzzati due volte all’anno: «Le piante sono pronte per essere sperimentate in campo aperto - spiega Francesco Sala, dipartimento di biologia alla facoltà di Scienza dell’Università di Milano -. Ma in seguito all’intervento del ministero dell’Agricoltura tutto è fermo. Il progetto è finanziato dall’Unione Europea».

    VITE - Per restare in Europa,è ripresa in Francia la sperimentazione della vite transgenica, resistente ai parassiti più insidiosi. Il progetto sta andando avanti anche in Sud Africa. Nel mondo sono state sperimentate almeno un centinaio di piante biotech, ma è difficile contare quelle già arrivate alla produzione. Tra gli obiettivi c’è il Golden rice, il riso arricchito di vitamina A che potrebbe sottrarre un milione di contadini all’anno dalla morte per avvelenamento. Le sementi Ogm verranno incrociate con le varietà presenti in India, Cina e Filippine. Per quanto riguarda le piante che curano, è stato da poco siglato un accordo tripartito tra Università di Milano, istituto Pasteur di Parigi e un’università della Florida, per la realizzazione di vaccini antimelanoma e anti Aids da sviluppare nella pianta del tabacco. Tre nuove varietà di colza e mais di origine americana bussano alle porte di un’Europa che tenta di arginare l’avanzata del transgenico. I tre Ogm resistono a un erbicida, il glifosato. Gli agricoltori potranno spruzzarlo sulle coltivazioni distruggendo le erbe infestanti, ma non le piante.

    Margherita De Bac

    28 gennaio 2003

  6. #6
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    Gli ogm sono ormai una realtà. Come visto le loro applicazione spaziano in tutti i campi. Ciò che più allarma il consumatore è la manipolazione dei cibi e la loro commercializzazione. Non è pernulla consolante il dato che il 60% dei prodotti venduti nei supermercati di tutto il mondo può contenere elementi di origine transgenica, introdotti negli alimenti all'insaputa del consumatore. Il diffuso malcontento ha esercitato forti pressioni; l'Europa si è pertanto opposta, e anche grandi distributori come Carrefour, Sainsburi, Nestlé e Unilever hanno rinunciato pubblicamente agli OGM.




    Il pomodoro è stata la prima pianta transgenica messa sul mercato (USA,'94); dimensioni maggiori e conservazione più lunga sono le sue carratteristiche principali. Caso particolare e quello dei pomodori in scatola dell'azienda Sainsbury sulle confezioni appariva fieramente la dicitura: "made with genetically modified tomatoes"(fatto con pomodori modificati geneticamente). In seguito l'etichetta fu cambiata.
    Negli Stati Uniti è in commercio una zucchina resistente a un particolare virus (è stata realizzata introducendo nel suo DNA geni del virus stesso)
    Il riso è uno dei cibi più studiati dai genetisti. Il riso transgenico è privo di allergeni e fabbrica vitamine, antivirali e vaccini. Questo cereale è la principale e a volte l'unica fonte di sussistenza per le popolazioni orientali; tale tipo di dieta è priva di vitamina A, la cui carenza provaca gravi disturbi, addirirura la cecità. La realizzazione di un riso produttore di tale vitamina sarà la soluzione di tutti i problemi legati alla sua mancanza.
    Il più noto alimento transgenico è il mais bt, molto più produttivo rispetto al fratello "naturale", grazie alla capacità di uccidere le larve di lepidotteri e di resistere agli erbicidi.
    Prodotti naturali esotici come la vaniglia del Madagascar e delle Comore, il cacao dell'Africa occidentale, lo zucchero di canna di Cuba e delle Filippine e l'olio di palma della Malaysia vengono "biopiratati" da industrie del nord del mondo, cioè vengono sostituiti da sostanze fabbricate per transgenesi a partire dai geni originari.
    La soia transgenica è arrichita di acidi grassi insaturi per risolvere molte patologie cardiovascolari (trombosi,arteriosclerosi…), patologie che affligono una larga fetta della popolazione adulta dei paesi sviluppati. Abbastanza diffussa e contestata è la soia rr,che resiste agli erbici. Le polemiche nascono dal fatto che a causa di questa proprietà aggiuntiva si ha l'aumento dell'uso di erbicidi e il rischio che residui di tali "veleni" rimangano sulla pianta e arrivino fino nel piatto del consumatore.

  7. #7
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    Cibi scaduti sullo scaffale
    Multe per 40 mila euro
    Castellammare.
    Blitz della polizia nei supermarket della città


    Castellammare. Erano esposti negli scaffali come alimenti «accattivanti», prelibati e che fanno venire la voglia di acquistarli non solo perché la pubblicità li propone con frequenza. Invece, decine di salumi, latticini, bottiglie di bevande e altri generi alimentari che venivano regolarmente venduti ai consumatori in alcuni supermercati della città erano o scaduti oppure avariati.
    La scoperta è stata effettuata dagli agenti della sezione di Polizia amministrativa del Commissariato durante un mirato controllo effettuato tra giovedì e venerdì scorsi. Al termine dell'ispezione i poliziotti si sono ritrovati ad elevare multe per complessivi 40 mila euro e a sequestrare alimentari di tutti i tipi per un peso totale di circa settecento chilogrammi. Durante le visite ai supermercati i poliziotti si sono fatti accompagnare dai tecnici della prevenzione della sezione alcamese dell'Azienda sanitaria 9 di Trapani che hanno provveduto a prelevare campioni di merce avariata che sono stati inviati al Laboratorio di igiene e profilassi del capoluogo e all'Istituto di Igiene di Palermo per essere sottoposti ad ulteriori analisi di qualità finalizzate ad accertarne o meno la commestibilità. Inoltre, l'esame, dovrà verificare se il consumo di questi alimenti avrebbe potuto causare danni alla salute di quanti li avrebbero acquistati. Se dagli accertamenti sanitari dovesse emergere questa eventualità oltre alle multe per i titolari dei supermercati scatterebbero delle denunce.
    I controlli effettuati giovedì e venerdì scorsi dagli agenti della sezione di Polizia amministrativa si inquadrano nell'ambito di un più ampio servizio di monitoraggio e verifica cui saranno sottoposti tutti gli esercizi commerciali e pubblici presenti sul territorio comunale. A predisporli e coordinarli con l'obiettivo di «dare immediata risposta alle istanze di sicurezza avanzate da parte della collettività locale» è stato il dirigente del Commissariato, Valerio Aquila.
    Margherita Leggio

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    notizia del 03/06/2003

    10:42 Catania, cibi scaduti con etichette false: 13 denunce

    I Carabinieri hanno sequestrato 20 tonnellate di derrate "truccate"

    CATANIA, 3 giu - Mettevano in commercio cibi scaduti o in cattivo stato di conservazione falsificando le etichette delle confezioni. Il titolare di una società di grande distribuzione alimentare e i titolari di dodici negozi sono stati denunciati alla Procura della Repubblica: in due depositi le Forze dell’ordine hanno inoltre sequestrato 20 tonnellate di derrate scadute. I commercianti sono indagati perché, secondo i Carabinieri, erano consapevoli di acquistare merce deperita e lo facevano pagando in nero. Decine di altri esercenti erano invece vittime del grossista, dal quale ricevevano i generi alimentari scaduti credendo che fossero invece regolari.

  9. #9
    faccia di merda
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    Unhappy

    caro amico mio, lo sappiamo perfettamente che tutti gli alimenti sono avvelenati, chi piu, chi meno; ti faccio un esempio banale: ho un caro amico che ha un meleto..prodotti buoni, dolcissimi, le comperavo sempre da lui fino a che ho saputo che anche lui buttava sui suoi prodotti anti parassitari ed anticrittogamici a gogo' ma il tragico del mio intervento e' questo: cosa possiamo mangiare che non sia avvelenato??

  10. #10
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    Originally posted by hessler
    caro amico mio, lo sappiamo perfettamente che tutti gli alimenti sono avvelenati, chi piu, chi meno; ti faccio un esempio banale: ho un caro amico che ha un meleto..prodotti buoni, dolcissimi, le comperavo sempre da lui fino a che ho saputo che anche lui buttava sui suoi prodotti anti parassitari ed anticrittogamici a gogo' ma il tragico del mio intervento e' questo: cosa possiamo mangiare che non sia avvelenato??

    Non hai capito il senso del mio intervento.Io ho postato quegli artiocli in risposta a quelli che accusavano ingiustamente tutti gli allevatori di essere corrotti,avvelenatori,eccecc.
    E ripeto,non ho postato per poter dire "ecco,anche negli altri settori ci sono i ladri,dunque gli allevatori possono fregare la gente"...ma per dire che i disonesti ci sono in ogni campo.
    Gli organismi che certificano gli alimenti ci sono e se sono onesti quelli che certificano frutta e verdura lo sono anche quelli che certificano la carne,latte e uova.Per la carne in Piemonte ci sono i consorzi COALVI,la "Margherita"...per i vini ci sono le varie cantine biologiche,DOC e DOCG. Il resto non sò,è fuori dal mio campo.
    Saluti Padani

 

 

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