tratto da "L'Unità" on line.
Carabinieri contro la Fiom in Emilia. An e Giovanardi li chiedono a Pisanu
di red
Polizia, carabinieri, blindati, camionette. Non si sa chi altro dovrebbe intervenire a difesa delle aziende emiliane dallo «spadroneggiamento» del più forte sindacato dei metalmeccanici, la Fiom. A chiedere questo è il ministro Giovanardi, che ieri ha mandato una lettera di questo tenore al collega del Viminale. E oggi a Giovanardi si accodano i dirigenti di An.
Non è uno scherzo alla Guzzanti per ricordare in chiave ironica - stile "Fascisti su Marte" - la storia: cioè gli esordi delle squadracce dei ras fascisti proprio in Emilia, quando agrari e padroncini chiedevano aiuto ai carabinieri del governo Giolitti contro le leghe operaie. Oggi An si accoda alla lettera con cui ieri il ministro Giovanardi chiede un intervento al responsabile del Viminale Pisanu perchè «difenda» le aziende dalla Fiom emiliana, in particolare di Modena.
Enzo Raisi e il capogruppo alla Camera, Gian Franco Anedda, insieme ad oltre 40 deputati di An, hanno presentato una interpellanza urgente al governo dello stesso tenore della lettera scritta ieri dal ministro dell'Udc. «Si assiste infatti in questi mesi - si legge nell'interpellanza di An - a continue manifestazioni sindacali organizzate da Fiom Cgil che hanno lo scopo di obbligare gli imprenditori locali a sottoscrivere un contratto alternativo a quello sottoscritto nel settore metalmeccanico a livello nazionale».
«In alcune di queste manifestazioni sindacali - sostengono i neofascisti - sono stati usati strumenti violenti sia sul piano
psicologico che fisico come l'utilizzo di picchetti davanti alle aziende impedendo la regolare attività e provocando ingenti
danni per l'intera economia locale. Durante questi picchetti le forze dell'ordine sono intervenute identificando le persone che in quelle occasioni stavano commettendo dei reati».
«Chiedo al Governo - afferma Raisi - cosa intenda fare per garantire alle aziende bolognesi la possibilità di lavorare in
totale sicurezza ed inoltre se le persone identificate durante gli episodi sono state segnalate all'autorità giudiziaria per
verificare le eventuali ipotesi di reato».
A Bologna il tema dei pre-accordi con cui la Fiom tenta, azienda per azienda, di correggere il contratto nazionale
dei metalmeccanici da mesi sta provocando lacerazioni e dibattiti tra i sindacati delle tute blu. Ma di fronte agli attacchi di Giovanardi e di An, Cgil Cisl e Uil ritrovano l'unità nella risposta di condanna. «Noi vogliamo votare - spiega il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini intendendo il referendum sul contratto - il ministro Giovanardi vuole mandare l'esercito».
Il ministro per i Rapporti col Parlamento, Carlo Giovanardi, ieri ha inviato una lettera al ministro dell'Interno Pisanu per chiedere che gli imprenditori emiliani che si sentono «minacciati e ricattati» dalla Fiom siano tutelati dallo Stato. Giovanardi, sostiene che «come emerge anche da dichiarazioni alla stampa di Gianni Mazzoni, della segreteria della Fiom Cgil di Modena», la Fiom costringerebbe le aziende «a capitolare ad una ad una, sottoscrivendo con la stessa Fiom Cgil una sorta di patto parallelo, chiamato pre contratto, che rinnegherebbe, di fatto, il contratto nazionale dei metalmeccanici sottoscritto con gli altri sindacati confederali».
Il ministro prosegue: «Si tratta di una strategia basata sul gioco del domino, in cui cede un'azienda; poi le altre, fino a
coinvolgere anche il gruppo Fiat presente a Modena con la New Holland e la Ferrari, sono costrette a capitolare a loro volta, a seguito di aspre vertenze e di altre tattiche, comprendenti pure blocchi stradali». Per Giovanardi «tali dichiarazioni configurano un attacco diretto agli altri sindacati che si tenta in ogni modo di delegittimare». In questo quadro - conclude il ministro - si chiede al ministro dell'Interno «che gli imprenditori emiliani, i quali si sentono minacciati e ricattati, possano contare sulla tutela di uno Stato che garantisca la sicurezza e lo scrupoloso rispetto dei principi di legalità nelle lotte
sindacali».
L'Ulivo chiede che Pisanu e il governo non solo non eseguano ma rinneghino le dichiarazioni di Giovanardi. «Berlusconi smentisca la grave iniziativa del ministro Giovanardi e operi affinchè le lotte sindacali possano svolgersi senza strumentalizzazioni oinasprimenti artificiosi della tensione sociale», chiedono con un'interrogazione al presidente del Consiglio tutti i senatori dell'opposizione dell'Emilia Romagna (Lanfranco Turci, Luciano Guerzoni, Walter Vitali, Albertina Soliani, Mauro Fabris, Livio Togni, Massimo Bonavita, Daria Bonfietti, Franco Chiusoli, Fausto Giovanelli, Andrea Manzella, Giancarlo Pasquini, Antonio Vicini, Sergio Zavoli, Cesare Salvi, Loris Maconi).
Per il senatore dei Comunisti Italiani Gianfranco Pagliarulo, «se la richiesta di Giovanardi al governo di cui fa parte di proteggere le industrie emiliane dalla Fiom non fosse una cosa politicamente demenziale, ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate». Più duro il segretario del Pdci Oliviero Diliberto: «Giovanardi è un ignorante che non conosce la storia del movimento operaio. È urgente unamanifestazione di massa di tutte le opposizioni. Questo governo va cacciato. Bisognerebbe consigliare al ministro Giovanardi di leggersi la storia del movimento operaio».
Secondo Cesare Salvi dei Ds la richiesta di Giovanardi «non ha precedenti nella storia repubblicana». ln effetti neanche il governo liberale di Giolitti potè impegnare direttamente i carabinieri a difesa dei padroncini emiliani. L'unico modo per "difenderli" fu permettere che dalle caserme i fascisti, come polizia privata, prelevassero le armi necessarie per reprimere le lotte sindacali. Lo stesso Giolitti quando i ras delle squadracce iniziarono a prendere il sopravvento cercò - nell'episodio storico di Sarzana - di evitare la complicità dei carabinieri. Era troppo tardi, però, per ripristinare anche soltanto un minimo di Stato di diritto.




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