Conoscere se stesso" vuol dire rispondere alle domande:
Di che sono fatto? Come ho fatto a esserci? Come si vede,
la risposta implica una conoscenza articolata della condizione umana, incentrata nella psicologia, che diventa così la scienza chiave. Dobbiamo perciò capovolgere l'antico detto "ab Jove principium" (da Dio l'inizio) anche se tale detto aveva un senso puramente rituale o al massimo esistenziale-ontologico e dobbiamo sostituirlo con l'opposto "ab homine initium", cioè ogni discorso deve cominciare dall'uomo. E questo vuol dire che prima di fare della teologia dobbiamo fare della scienza.<o></o
>
Ma la conoscenza dell'uomo è stata ed è il grande enigma.
La sfinge egiziana è l'espressione mitica più significativa della condizione umana di fronte alla difficoltà di penetrare la realtà misteriosa più ardua di un semplice indovinello che la sfinge di Tebe poneva ai passanti: "qual è l'animale che al mattino cammina con quattro zampe, a mezzogiorno con due e alla sera con tre?". Come si sa un indovinello simile fu risolto senza grande difficoltà da Edipo, per cui la sfinge si gettò in un precipizio cessando di tormentare i passanti. L'enigma che ci pone la realtà è ben altro. E quello simboleggiato dal mito stesso di Edipo ma che Freud ci ha fatto dimenticare per distrarre la nostra attenzione sui problemi psichici, del resto degni di interesse. Difatti Sofocle mette in bocca a Edipo queste parole:
"Mai sarà che io la mia origine non metta in chiaro"
L'umanità ha tentato per millenni di penetrarne il cuore, di coglierne il segreto senza riuscirvi. E scienziati, filosofi e teologi hanno preferito poi volentieri volgere lo sguardo altrove per esplorare chi i cieli, chi la terra e chi l'aldilà. E così la conoscenza dell'uomo è restata per secoli all'indovinello della sfinge o quasi. È la constatazione che fa Pascal nei suoi "Pensieri" in cui sommariamente riconosce che l'uomo è un enigma contraddittorio che cerca la verità senza mai raggiungerla.
"Io non so chi mi ha messo al mondo né cosa è il mondo né cosa sono io stesso. Vedo questi spazi impressionanti dell'Universo che mi rinchiudono e mi trovo attaccato a questa vasta distesa, senza che io sappia perché sono stato collocato in questo luogo, piuttosto che in altro. Né perché questo poco tempo che mi è dato da vivere mi è dato a questo punto piuttosto che in un altro di tutta l'eternità che mi ha preceduto e di tutta quella che mi seguirà. Io non vedo che infiniti da tutte le parti che mi rinchiudono come un atomo e come un'ombra che dura solo un istante senza ritorno. Tutto quello che conosco è che debbo presto morire: quello che ignoro di più è proprio questa morte che non saprei evitare.
CONOSCERE SE STESSO E’ REALIZZARSI…
1)
In sintesi: un fatto biologico
2)
Per il Principio dell’Evoluzionismo “DIO”…
3)
Non psicologia ma Riflessione secondo logica…
4)
Il TUTTO comincia da “DIO” Principio dell’Evoluzionismo… (Entità Misteriosa…)
5)
La Teologia è insita nella TEOS… e l’evolversi della “biologia”…TOPIA= TEOTOPIA
6)
Nessun enigma è nell’evolversi delle cellule nel Principio dell’Evoluzionismo (naturale) …
7)
La sfinge egiziana, Edipo, Freud e altri (pseud. Cultura) hanno creato caos nelle “deboli” menti dei studiosi…
8)
La verità dell’evolverci secondo logica è in Noi se Noi tendiamo (liberamente) a Lei…
9)
La TEOTOPIA è la Filosofia al di fuori della pseud. Cultura, e nella continua riflessione libera secondo Logica
si può tranquillamente affermare che è la Panacea di ogni Scienza…
10)
La morte cos’è ? …Un riposo nell’Eterno Presente trasparenza nel Principio dell’Evoluzionismo “DIO”…
Ciao Luna...
Il tuo amico Poeta
22/10/03




></o
Rispondi Citando