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    Predefinito Un Medioevo diverso, un Medioevo di pace

    Jacques Le Goff: «Non furono secoli bui, anzi. Fiorirono i viaggi, i commerci, l'arte, la filosofia»

    La grande mostra in corso a Parma è l'occasione per approfondire la riflessione sul Medioevo, uno dei periodi più interessanti e controversi della nostra storia. Dopo l'intervento di Franco Cardini, pubblicato nell'edizione del 24 settembre, pubblichiamo oggi un'intervista a Jacques Le Goff, il curatore della mostra.


    Nei libri di scuola il «Medioevo» è un concetto spesso piuttosto vago: indica un periodo che va dalla caduta dell'Impero romano alla scoperta dell'America. Cos'è il Medioevo per Jacques Le Goff?

    «Il concetto di Medioevo è nato nel '300 dal distacco degli Umanisti dall'arte del loro tempo, non a caso qualificata di "gotica", cioè barbarica. Petrarca parla addirittura di "tenebre", dalle quali si poteva uscire solo tornando ai canoni dell'arte e del latino della classicità. Per noi oggi il Medioevo non è né può essere un'unica epoca storica, delimitata da date precise: innanzitutto perché la storia degli uomini non è più solo vista come sequenza di re, papi, imperatori, guerre; oggi ci interessano certo i grandi protagonisti ma anche e forse più ci interessano gli uomini e le donne di tutti i giorni, come vivevano, cosa pensavano, quali eredità ci hanno lasciato: tutti aspetti che hanno una storia scandita in grandi periodi, non certo in giorno mese e anno preciso, come si può fare per una battaglia o un trattato di pace».

    Quali sono le caratteristiche di fondo del Medioevo?

    «I secoli passati, dalla crisi e fine dell'Impero romano in Occidente (IV-V secolo) alla Rivoluzione industriale (XVIII-XIX secolo), sono stati attraversati da alcuni aspetti di lunghissima durata, come la presenza determinante del cristianesimo, la continuità del latino come lingua dei dotti, l'importanza centrale dell'agricoltura per le strutture economiche. Si potrebbe parlare di un "lungo Medioevo", definitivamente superato solo dai rivolgimenti che hanno dato origine alle società del nostro tempo, cosiddette "sviluppate"».

    Il Medioevo è stato il crogiolo dell'Europa. Una terra cristiana, secondo lei?

    «Nel Medioevo affonda le sue radici la costruzione dell'Europa, che impiegherà secoli a nascere - e non è ancora adulta oggi, per così dire - come entità autonoma, dotata di istituzioni politiche, economiche, culturali sue proprie. L'Europa che oggi esiste e quella che vogliamo per il futuro non sarebbe pensabile senza la commistione tra il mondo dell'Antichità classica e quello dei popoli cosiddetti "barbarici" che vivevano ai suoi margini, e finirono per entrarvi poi a pieno titolo. Le periferie sono state altrettanto creative del centro, o dei centri. La nostra cultura deve moltissimo anche alla presenza di popoli diversi, percepiti a volte come pericolosi estranei, come gli ebrei e i musulmani. E per esempio, senza il tramite degli Arabi tra Oriente e Occidente la nostra scienza non sarebbe oggi quello che è».

    Un periodo vitale, di grande progresso, tutt'altro che buio. Un mondo molto concreto ma anche straordinariamente capace di sognare.

    «L'idea dei "secoli bui" è nata dal disprezzo umanistico, ma non è mai stata una realtà storica dimostrabile. E poi, in che senso bui? Certo non dal punto di vista artistico: ai nostri occhi l'arte gotica esprime valori estetici ed etici altissimi; non dal punto di vista economico, o almeno non sempre, se pensiamo alla straordinaria espansione della vita cittadina dall'XI-XII secolo, alle curiosità e al coraggio dei viaggiatori, al dinamismo creativo dei mercanti, alle costruzioni filosofiche paragonabili a quelle della grandi cattedrali. Se poi si vuole suggerire che i secoli "bui" fossero un'epoca di violenza e di superstizione, sarà bene ricordare le immani crudeltà del nostro tempo, davvero senza paragone nel passato, e il fatto che la "caccia alle streghe" non fu un fenomeno medioevale in senso stretto ma piuttosto del cosiddetto Rinascimento».

    Veniamo alla mostra. Ricondurre un millennio di storia a pochi oggetti emblematici non deve essere stata un'impresa facile.

    «Gli oggetti e le immagini sono stati sempre un grande strumento di comunicazione, molto prima che si inventassero la fotografia, il cinema e la televisione. In particolare, il "lungo Medioevo" si è sempre servito delle immagini per trasmettere messaggi e per proporre modelli di ogni genere, religiosi, politici, culturali. Non è dunque insolito, per lo storico del Medioevo, non solo studiare le immagini di quel mondo complesso e lontano, ma anche servirsene per trasmettere i risultati della sua ricerca. Questa non è una mostra di storia dell'arte, né una mostra di storia medioevale in generale. È piuttosto la testimonianza di una visione personale, sentita oggi con maggior forza e ispirata a due elementi determinanti: mettere in evidenza, da un lato, un Medioevo di pace piuttosto che il comune Medioevo dei cavalieri in eterna tenzone o il fenomeno in sé negativo delle crociate; dall'altro lato mostrare un'Europa meticcia, figlia della commistione tra popoli e culture, un'Europa tanto delle periferie quanto del centro».

    Se dovesse indicare al visitatore gli oggetti più emblematici, quali sceglierebbe?

    «La scelta degli oggetti non è dipesa in primo luogo dal loro valore intrinseco, ma dalla loro capacità di esprimere singoli aspetti, dai più elevati ai più umili. Sicché trovano posto qui sia il ferro di una roncola da vignaiolo sia gli ori e gli smalti del pastorale di un vescovo. Ciascuno di questi oggetti ha una sua funzione, senza gerarchia di importanza. Potremmo pensare ai più preziosi, come i gioielli del Tesoro longobardo, o ai più imponenti, come la grande pietra scolpita di Broa (Gotland), ma forse è meglio fermarci al profondo valore simbolico della colomba di Fidenza».
    R. C.

  2. #2
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    Predefinito IL MEDIOIEVO E GLI ILLUMINISTI

    Il MEDIOEVO e' stato molto danneggiato dal pensiero illuminista
    " roba da Medioevo ! si dice ancora oggi.

    E' giusto che venga rivalutato.Fu anche un periodo che ebbe
    come caratteristica una grande spiritualita' cristiana ed ebbe personaggi quali Carlo Magno, Federico II°, etc.et,

    Anche a scuola non e' mai stato insegnato in nmodo adeguato.

    Roba da Medioevo ! Appunto.

    Un saluto

 

 

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