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Originally posted by Claude74
I criteri devono essere quelli dell'equità sociale, i quali ci dicono che i primi ai quali si devono abbassare le tasse sono proprio coloro che hanno di meno.
Non c'e' peggior sordo di ...
Ascolta, i criteri NON li decidi tu o il politico, ma la popolazione.
Ripeto: a un immigrato clandestino, a un operaio, un giovane precario, un barbone, ti chiederebbero di abbassargli le tasse?
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Originally posted by Claude74
Non ho detto che la democrazia si riduce alle elezioni, ma soltanto che se non le si vincono, non si può fare alcunchè, mentre si lascia campo libero all'avversario. Questo è incontestabile.
Mi pare però che le attuali forze dell'opposizione abbiano, o obbiettivi diversi, o assegnino significati diversi agli stessi obbiettivi. Queste rende problematica la possibilità di una completa unità.
Non esagerare, la sinistra potrà sempre fare volontariato, fare "movimento", fare "cultura". E lasciare ad altri tutte quelle cose tristi, aride e borghesi tipo produzione, numeri, economia, leggi e codici.
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Originally posted by Claude74
Questo è in parte vero. Ma credo che la differenza la faccia a chi si diminuiscano le tasse, e secondo quali criteri. Io francamente credo che anche in un regime più liberista, sia possibile una redistribuzione equa. Allo stesso modo è importante sapere a chi si taglia la spesa sociale, per quali ragioni e secondo quali fini.
Inoltre bisogna comprendere se la contrapposizione tra diritti dei lavoratori e sviluppo sia dovuta solo a precisi rapporti di forza o a questioni più generali, di efficienza. So che tu propendi per la prima ipotesi. I valori in gioco sono molti. Una maggior flessibilità può portare ad una moltiplicazione delle opportunità, però, d'altro canto, anche ad un peggioramento della loro qualità.
Più il regime è liberista, più la redistribuzione è affidata al mercato, meno può essere equa.
Perchè bisogna abbassare le tasse e la spesa e non il contrario?
I tuoi distinguo sono teorici o fanno parte della pratica politica del centrosinistra?
Ricordo altri distinguo a proposito delle privatizzazioni, all'inizio degli anni '90, compagni aperti e deideologizzati, spiegavano che lo stato non deve fare i panettoni (ma la nestlè! sic). Oggi, a quanto vediamo, lo stato non deve fare neppure l'energia elettrica, le telecomunicazioni, l'industria. A livello locale, i comuni e regioni non devono fare il latte (deve farlo la Parmalat! sic), ma iniziano a non fare pure assistenza, sanità, scuola, ecc.
Prima di fare distinguo bisogna capire se ci si mette su un piano inclinato e quale.
Le "questioni più generali di efficienza" riguardano lo sfruttamento del lavoro o la ricerca, la formazione, l'innovazione? Dopo aver spremuto come limoni migliaia di lavoratori precari ed averli messi alla porta, la Fiat è più efficiente?
R.
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Originally posted by Claude74
Non ho detto che la democrazia si riduce alle elezioni, ma soltanto che se non le si vincono, non si può fare alcunchè, mentre si lascia campo libero all'avversario. Questo è incontestabile.
Quindi, se si è all'opposizione, secondo te, nulla si può fare contro la cancellazione dell'articolo 18?
R.
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Originally posted by Moderato
Non esagerare, la sinistra potrà sempre fare volontariato, fare "movimento", fare "cultura". E lasciare ad altri tutte quelle cose tristi, aride e borghesi tipo produzione, numeri, economia, leggi e codici.
Ma che diavolo dici? Se hai dei pregiudizi che scrivi a fare?...tieniteli e inogozzatici!
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Originally posted by Roderigo
Quindi, se si è all'opposizione, secondo te, nulla si può fare contro la cancellazione dell'articolo 18?
R.
No no, se pò fà sì....ma se si è ar Governo è mejo......o no?
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Originally posted by Claude74
No no, se pò fà sì....ma se si è ar Governo è mejo......o no?
Dipende. Quando Massimo D'Alema era presidente del consiglio, cosa proponeva a proposito dell'art. 18?
R.
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Originally posted by Roderigo
Dipende. Quando Massimo D'Alema era presidente del consiglio, cosa proponeva a proposito dell'art. 18?
R.
Proponeva.....e non: metteva in pratica. Nel csx c'è più dialettica (anche troppa) che nel cdx, e non credo che l'art. 18 sarebbe stato toccato in ogni caso.
Ci sono molti anche nell'Ulivo, tra i popolari, che non vedono certo di buon occhio l'aborto, ma pensi che questi, qualora fossero al governo, farebbero qualcosa per menomare la 194, come ha fatto , da subito, Bottijione?
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Citazione:
Originally posted by Claude74
Proponeva.....e non: metteva in pratica. Nel csx c'è più dialettica (anche troppa) che nel cdx, e non credo che l'art. 18 sarebbe stato toccato in ogni caso.
Ci sono molti anche nell'Ulivo, tra i popolari, che non vedono certo di buon occhio l'aborto, ma pensi che questi, qualora fossero al governo, farebbero qualcosa per menomare la 194, come ha fatto , da subito, Bottijione?
Non solo tra i popolari, ma anche tra qualche laico, come Amato. Un governo di centrosinistra potrebbe menomare la 194? Non lo so, in campagna elettorale, Rutelli aprì qualche spiraglio su questo punto, sempre in competizione con la destra che chiedeva altrettanto e di più.
Ma l'articolo 18 è un'altra cosa. D'Alema propose di sospenderlo per tre anni, nelle aziende al di sopra dei 15 dipendenti e, sempre in campagna elettorale, intervistato dal Sole 24 Ore, Fassino affermò che l'articolo 18 non è un tabù. Tuttora, la proposta di legge dei Ds, se non ricordo male, propone l'inserimento dell'arbitrato (in deroga a leggi e contratti). Certo, tali misure assunte dal centrosinistra non avrebbero una valenza simbolica, non si proporrebbero di infliggere una sconfitta storica al sindacato, il quale anzi sarebbe indotto a concertare. I passaggi della "riforma" sarebbero più lenti, più graduali, come lo furono quelli sulle pensioni. Nell'autunno del 1994, qualcuno avrebbe immaginato che di lì a pochi mesi sarebbe stata proprio una maggioranza di centrosinistra a far fare al sistema pensionistico un balzo indietro di trent'anni?
R.
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Difficile sapere cosa sarebbe successo se il csx fosse andato al governo. Si possono solo esprimere opinioni. Io credo che proprio quella valenza simbolica che ha assunto il 18 l'avrebbe preservato da qualsiasi ipotesi di modifica.