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Discussione: Natalità

  1. #1
    Claude
    Ospite

    Predefinito Natalità

    Un bonus inutile
    Chiara Saraceno


    Non vi è nulla di male a sostenere la natalità in un paese, come il nostro, dove da tempo è scesa ben al di sotto del tasso di sostituzione e dove vi è una grande distanza tra il numero di figli che le persone dichiarano di volere e quelli che effettivamente hanno. Sostegni che aumentano i gradi di libertà sono anzi benvenuti.
    Non è quindi per il suo obiettivo esplicitamente pro-natalista che trovo fortemente criticabile la proposta di assegno una tantum di mille euro per ogni figlio successivo al primo, peraltro limitatamente ai nati nel 2003 e nel 2004. Piuttosto la trovo inefficace, e perciò inutilmente dispendiosa, con gravi problemi di iniquità nella individuazione sia dei beneficiari sia delle fonti di finanziamento.

    Pochi soldi una tantum

    È inefficace perché mille euro (o anche duemila, secondo un emendamento proposto da An) una tantum servono a fronteggiare parte dei costi iniziali che l’arrivo di un secondo figlio comporta. Costi peraltro inferiori a quelli sostenuti per il primo, perché il lettino, la carrozzina, parte dei vestiti, ci sono già e possono essere riciclati. Ma non servono a nulla rispetto ai costi di allevamento e crescita nel tempo.
    Incoraggiare la nascita di un secondo o terzo figlio senza porsi il problema di come sostenere le famiglie rispetto ai costi di lunga durata, crescenti con l’età dei figli, è non solo insipiente, ma un po’ irresponsabile. Tanto più che ormai è ampiamente noto che nel nostro paese la povertà si concentra nelle famiglie che hanno due o più figli, tra i minori che hanno uno o più fratelli/sorelle.
    Certo, anche in Francia esiste una misura di questo genere (estesa ai primogeniti). Ma è solo un elemento di un pacchetto che prevede assegni sostanziosi e continuativi a partire dal secondo figlio. Esattamente ciò che manca nel nostro paese.
    In una situazione di risorse scarse non c’è bisogno di una ennesima una tantum costosa per il bilancio pubblico, ma insignificante per quello delle famiglie.

    Sarebbe piuttosto necessaria una revisione complessiva di ciò che esiste (assegno al nucleo familiare per i soli lavoratori dipendenti a basso reddito, assegno per le famiglie numerose a basso reddito, assegno di maternità per le donne che non fruiscono di una indennità legata alla posizione lavorativa, detrazioni fiscali) per eliminare distorsioni più o meno perverse e possibilmente per omogeneizzare logiche, obiettivi, scale di equivalenza, criteri di valutazione del reddito e così via.

    Beneficiari e fonti di finanziamento

    Ma ci sono anche non trascurabili problemi di equità.
    Le critiche che sono state avanzate si appuntano per lo più sul fatto che l’assegno sarebbe erogato senza vincoli di reddito, quindi di nuovo con scarsa efficacia redistributiva. La questione delle virtù e limiti dell’universalismo piuttosto che della selettività è aperta e controversa.

    Due altri aspetti mostrano inequivocabilmente l’iniquità della misura. Il primo riguarda l’esclusione dei bambini nati da genitori privi di cittadinanza italiana o comunitaria, anche se legalmente residenti (e paganti le tasse). Mentre si discute dell’estensione del diritto di voto amministrativo agli immigrati, si negano loro quei diritti sociali che, oltre alla coscienza civile, la legislazione europea impone siano estesi a tutti coloro che sono legalmente residenti. Il fatto che informalmente si sia data la giustificazione che gli immigrati (non comunitari) non hanno bisogno di incentivi perché fanno già molti (troppi?) figli, è da questo punto di vista illuminante.

    Ma c’è ancora un’altra iniquità, nascosta nelle pieghe del decreto che istituisce l’assegno.
    Al comma 7 dell’articolo 21 del decreto "Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici" si dice infatti che"Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa di 287 milioni di euro per l’anno 2003 e di 253 milioni di euro per l’anno 2004. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2003-2005, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello Stato di previsione del ministero dell’Economia e delle finanze per lanno 2003, allo scopo parzialmente utilizzando laccantonamento relativo al ministero del Lavoro e delle politiche sociali."

    Si tratta del fondo destinato agli ammortizzatori sociali. Ovvero, mentre della riforma degli ammortizzatori sociali non si parla più, e con la legge sulla riforma del mercato del lavoro si aumenta la flessibilità, quindi le occasioni più o meno temporanee di disoccupazione, si utilizzano i fondi destinati a proteggerla per finanziare l’una tantum per chi mette al mondo un secondo figlio.


    Da www.lavoce.info

  2. #2
    Claude
    Ospite

    Predefinito

    Sarebbe bene, mio modesto avviso, che la Sx cominciasse a ragionare in modo autonomo sui temi della natalità e della crescita zero, abbandonando quella "rincorsa al centro" che l'ha portata in definitiva alla sterilità di idee e proposte.

    Ha senso, come pare oggi essere luogo comune, sostenere, anche solo a livello di principio, che il numero dei figli per coppia debba essere indefinitamente alto?

    E' possbile trovare un modo laico e pacato per ragionare sul tasso di crescita (assai scarso, per la verità)della nostra popolazione?

    Il fatto è che se tutte le famiglie italiane avessero più di tre figli saremmo un paese del terzo mondo, poveri noi e affamata la nostra prole.

    Tanto più che oggi ci troviamo ad avere a che fare con uno dei governi più conservatori dal punto di vista delle libertà individuali e della coppia. I mille euro per il secondo figlio ne sono la dimostrazione più lampante. Soprattutto se ad essi si affiancano i tagli agli Enti Locali (cioè ai Nidi e servizi per l'infanzia in generale).

    Forse in quest'ambito la SX di cose da dire e da fare ne ha ancora, e molte, senz'altro di più di una destra che si sta rivelando ogni giorno sempre più oscurantista e legata agli ambienti più retrivi del Vaticano.

 

 

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