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Risultati da 11 a 20 di 42

Discussione: Laicità

  1. #11
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Repubblica Democratica "Condizionale"

    Repubblica laica e democratica per la stessa iniziativa della Chiesa, però con limiti di sorveglianza e tutela.

    Il "regime" della Grazia non lascia altre strade in quanto la Teocrazia porterebbe alla repressione ed alla diseguaglianza, con conflitti sociali, guerre civili, malessere e diffusa contrarietà.
    Come si può dire che una tale teocrazia rifletta la grazia di Gesù Cristo.
    La Repubblica Democratica diventa soluzione inevitabile, ma non si deve dimenticare che la Chiesa praticando e promuovendo il suo assenso non intende dover soffrire le pretese "teocratiche" o plutocratiche altrui, i cui tentativi rappresentano anche i limiti della democrazia. I limiti di guardia sono in pratica indicati dai chiari sintomi della pretesa di fruire della democrazia senza concederla laddove si è maggioranza - e.g. il proprio paese d'origine o di maggioranza della propria religione od ideologia, con tipici risultati: e.g. la pretesa di eliminazione di simboli o festività altrui o della tradizione originaria senza concedere altrettanto.
    La Chiesa al suo interno è chiamata a riflettere i principi teocratici benché con attitudini democratiche, avendo a che fare con credenti e cittadini dei "due regni" formalmente distinti ma non necessariamente separati.
    Infatti la Chiesa ha il diritto/dovere d'influenzare democraticamente la Repubblica coi valori biblico-teocratici anche nella struttura e nelle scelte del Governo: cosa che assume valore e vocazione profetica. Ciò implica la partecipazione allo Stato con i propri principi e modelli di governo transitati democraticamente nelle varie forme e strutture del Governo Civile.
    L'influenza riguarda anche il diritto/dovere di partecipare alla vita dello Stato e della Nazione provvedendo uomini dallo standard di governo ecclesiale da essere utilizzati "separatamente" per il governo civile.
    La formale divisione dei ruoli non è dunque e comunque "separazione" tra Stato e Chiesa in senso assoluto.
    Lo stesso diritto "d'influenza democratica" può essere riconosciuto ad ogni altra confessione religiosa, denominazione o ideologia che sia compatibile con i principi della Repubblica Laica e Democratica.

    Saluti

  2. #12
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    Predefinito Re: Repubblica Democratica "Condizionale"

    In origine postato da david777
    Repubblica laica e democratica per la stessa iniziativa della Chiesa, però con limiti di sorveglianza e tutela.

    Il "regime" della Grazia non lascia altre strade in quanto la Teocrazia porterebbe alla repressione ed alla diseguaglianza, con conflitti sociali, guerre civili, malessere e diffusa contrarietà.
    Come si può dire che una tale teocrazia rifletta la grazia di Gesù Cristo.
    La Repubblica Democratica diventa soluzione inevitabile, ma non si deve dimenticare che la Chiesa praticando e promuovendo il suo assenso non intende dover soffrire le pretese "teocratiche" o plutocratiche altrui, i cui tentativi rappresentano anche i limiti della democrazia. I limiti di guardia sono in pratica indicati dai chiari sintomi della pretesa di fruire della democrazia senza concederla laddove si è maggioranza - e.g. il proprio paese d'origine o di maggioranza della propria religione od ideologia, con tipici risultati: e.g. la pretesa di eliminazione di simboli o festività altrui o della tradizione originaria senza concedere altrettanto.
    La Chiesa al suo interno è chiamata a riflettere i principi teocratici benché con attitudini democratiche, avendo a che fare con credenti e cittadini dei "due regni" formalmente distinti ma non necessariamente separati.
    Infatti la Chiesa ha il diritto/dovere d'influenzare democraticamente la Repubblica coi valori biblico-teocratici anche nella struttura e nelle scelte del Governo: cosa che assume valore e vocazione profetica. Ciò implica la partecipazione allo Stato con i propri principi e modelli di governo transitati democraticamente nelle varie forme e strutture del Governo Civile.
    L'influenza riguarda anche il diritto/dovere di partecipare alla vita dello Stato e della Nazione provvedendo uomini dallo standard di governo ecclesiale da essere utilizzati "separatamente" per il governo civile.
    La formale divisione dei ruoli non è dunque e comunque "separazione" tra Stato e Chiesa in senso assoluto.
    Lo stesso diritto "d'influenza democratica" può essere riconosciuto ad ogni altra confessione religiosa, denominazione o ideologia che sia compatibile con i principi della Repubblica Laica e Democratica.

    Saluti
    ======
    COMPATIBILITà NON SIGNIFICA PRIVILEGIARE.....
    A SCUOLA , IN TELEVISIONE, SUI GIORNALI, PER ESEMPIO SI PARLA SEMPRE E SOLO DI RELIGIONE CRISTIANA, QUALCHE VOLTA DI ALTRE FEDI,,,,,, NESSUNO PARLA MAI DI ATEISMO....E NESSUN ATEO VIENE MAI INVITATO AS ESPORRE LE PROPRIE RAGIONI....
    EPPURE LA SCIENZA HA DIMOSTRATO CHE TUTTE LE ASSERZIONI DEGLI INVENTORI DI RELIGIONI SONO FALSE E NON PROVABILI..... CIONONOSTANTE SI CONTINUA A PRIVILEGIARE LA FANTASIA DI UOMINI VISSUTI MIGLIAIA DI ANNI FA.... IGNORANTI COME TUTTI GLI UOMINI DEL LORO TEMPO..... PIUTTOSTO CHE IL SANO LAICO REALISMO DEGLI ATEI O DEGLI AGNOSTICI...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #13
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Fonte Oligo/Naturale Professor Angela

    In origine postato da cciappas
    ======
    COMPATIBILITà NON SIGNIFICA PRIVILEGIARE.....
    A SCUOLA , IN TELEVISIONE, SUI GIORNALI, PER ESEMPIO SI PARLA SEMPRE E SOLO DI RELIGIONE CRISTIANA, QUALCHE VOLTA DI ALTRE FEDI,,,,,, NESSUNO PARLA MAI DI ATEISMO....E NESSUN ATEO VIENE MAI INVITATO AS ESPORRE LE PROPRIE RAGIONI....
    EPPURE LA SCIENZA HA DIMOSTRATO CHE TUTTE LE ASSERZIONI DEGLI INVENTORI DI RELIGIONI SONO FALSE E NON PROVABILI..... CIONONOSTANTE SI CONTINUA A PRIVILEGIARE LA FANTASIA DI UOMINI VISSUTI MIGLIAIA DI ANNI FA.... IGNORANTI COME TUTTI GLI UOMINI DEL LORO TEMPO..... PIUTTOSTO CHE IL SANO LAICO REALISMO DEGLI ATEI O DEGLI AGNOSTICI...

    "Lo stesso diritto "d'influenza democratica" può essere riconosciuto ad ogni altra confessione religiosa, denominazione o ideologia che sia compatibile con i principi della Repubblica Laica e Democratica."

    ***
    Eppure mi è sembrato di riconoscere pari diritti, doveri ed opportunità ad ogni fede ed ideologia sulla base del banco della verifica della propria democraticità. Non solo gli Atei, bensì anche i Luciferiani dovrebbero poter esprimere la loro filosofia liberamente e democraticamente, aspettandosi però la risposta delle Sacre Scritture e di quanti non sono della stessa scuola.
    Ma se vogliamo metterla in termini scientifici, tali da "serenamente" liquidare la dignità persino filosofica del Cristianesimo ("asserzioni false e non provabili"), allora "popperianamente" dimmi dove l'ateismo ha prodotto democrazia e libertà e dove il Darwinismo Sociale (conseguenza pseudoscientifica dell'assunto antropologico evoluzionista non creazionale) non ha prodotto governi iperliberisti ed arroganti in conflitto d'interesse, autocandidati ad un governo del mondo ch'esso non ha fondato, organizzato e difeso, e che al contrario ha dichiarato illegittimamente proprio dominio attraverso procedimenti criminali, giuridicamente patetici, filosoficamente ridicoli ed eticamente illegittimi e contrari ad ogni accademia, non dico della scienza, bensì del buon senso.
    Il Cristianesimo si sottopone nella Grazia per la Democrazia di tutto e di tutti secondo la Civiltà del Diritto, e la risposta del "Conflitto d'Interesse" invece è: "No grazie niente Grazia, ci basta la democrazia per organizzare democraticamente la nostra dittatura corporativistica globale, "scientificamente ed eticamente indipendente" ma senza dare conto a nessuno della nostra plutocratica "sperimentale" superiorità approvata dalla selezione naturale".
    Quando si parla di "Ateismo" ed "Evoluzionismo" si pensa subito al Comunismo, in realtà gli stessi assunti positivistici e naturalistici caratterizzano anche la plutocrazia atea di destra: se dunque credo che la dittatura arriva da più direzioni, accomunate da credenze materialistiche dello stesso tipo ed origine, mi aspetto la tua pazienza e comprensione.
    Comprenderai pure la mia esternazione se penso che il Naturalismo fuori dei suoi luoghi più utili e produttivi sia "Aria Fritta Filosofica" per un'Italia abbeverata alla fonte oligo/naturale del Professor Angela (fondatore del subconscio materialista italico contemporaneo finalmente al governo sotto mentite spoglie cristiane), dove neppure il costo dell'insalata può essere più tutelato democraticamente.
    Scusa per l'incontinenza ma devo dirlo chiaramente ai Naturalisti che sconfinano in un campo che non è di loro competenza e che credono di essere scienza per eccellenza: insalata pseudopopperiana - le presunte false asserzioni del Cristianesimo e dei suoi "ignoranti" verrano veramente liquidati quando gli intelligentoni naturalisti avranno provato la loro prevenuta cosmogonia naturale. Non capisco come si possa accusare gli altri d'ignoranza quando invece eminenti e numerose autorità accademiche riconoscono la legittimità della coesistenza dei modelli sia naturalistici che metafisici od ontologici. Tali questioni ed istanze in Italia sono state ben esposte e rappresentate, tra gli altri, dal Professor Zichichi, mentre gli ambienti accademici del Naturalismo trovano sempre più duro recalcitrare contro gli stimoli delle buone ragioni non solo scientifiche della controparte - quali l'evidenza quotidiana della distruttività e dell'inciviltà del nuovo mondo a secco di valori tradizionali che ormai ci assedia con le sue tendenze criminali in ogni cosa a cui mette mano, dal flipper del bar sotto casa all'integrità della legge uguale per tutti.
    Il Cristianesimo ha costruito il suo mondo, vediamo quello che il Naturalismo Ateo al Governo mascherato di Cristianesimo è capace di preservare oltre che fondare, ed a quale prezzo e con quanti milioni o miliardi di vittime e morti, imminenti massacri nucleari ed ammazzamenti.
    Tutto ciò suggerisce che le presunte tradizionali soluzioni politiche dei conflitti ideologici sono al capolinea e che quel che rimane per sperare è proprio la possibilità di quella fede che gli stessi artefici della distruzione vorrebbero liquidare per completare l'opera.
    Un attimo però: si diceva che la potenziale disponibilità cristiana (almeno il Cristianesimo a cui faccio riferimento) alla Repubblica Democratica era e rimane condizionale.

    Saluti

  4. #14
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    Predefinito

    vedo con piaCERE che metà dei votanti ha optato per le ipotesi che contemplano il sottostare della chiesa allo Stato.
    un signo in questo povero paese

  5. #15
    Ospite

    Predefinito

    Chiese e religioni sono libere. Basta coi concordati et similia, ognuno fa quel che vuole, si costruisce le chiese o le moschee dove vuole. L'ora di religione nella scuola pubblica è ammessa, e pagata con un surplus di tasse scolastiche di chi la vuole frequentare. L'8 per mille è abolito, poichè è ingiusto creare meccanismi così burocratizzati di finanziamento delle chiese che sporcano la sincerità e la spontaneità dei fedeli.

  6. #16
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    Predefinito

    la Religione è una parte fondamentale del patrimonio spirituale di una Nazione.
    ci sono molti e più seri motivi per nazionalizare una chiesa ch euna società elettrica o una compagnia ferroviaria

  7. #17
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    Predefinito Nazionalizzare VS. Ecclesializzare

    In origine postato da Ulan
    la Religione è una parte fondamentale del patrimonio spirituale di una Nazione.
    ci sono molti e più seri motivi per nazionalizare una chiesa che una società elettrica o una compagnia ferroviaria
    La Religione parte fondamentale del patrimonio spirituale di una nazione è anche quella cosa che in Occidente ha reso possibile la laicità dello Stato a patto che i principi del Diritto e della Legge non vengano compromessi.
    Se i nuovi governi laici sentendosi adulti credono di convertirsi definitivamente ed indiscriminatamente ad una nuova etica iperliberistica senza più tutele, sicurezza e libertà per la Chiesa, la religione stessa che ha partorito il laicismo può benissimo rifare la strada a ritroso.
    Lo Stato può supervisionare gli aspetti civici e civili della Chiesa, ma senza governarla e nazionalizzarla.
    La Chiesa è universale nell'essenza e non deve rendere conto allo Stato per quanto riguarda la sfera etico-spirituale.
    Lo Stato invece deve assicurarsi che la Chiesa non venga minacciata da entità che abusano dei privilegi del laicismo democratico senza concedere le stesse prerogative alla Chiesa.
    Quando lo Stato prova a nazionalizzare la Chiesa, la Chiesa può ritornare ad ecclesializzare lo Stato.
    Uno stato laico in difetto e malafede però, prevedendo un tale rischio, si sarà circondato di altri equilibri e forze religiose, pretendendo di acquisire su tutte le parti il controllo etico e spirituale oltre che politico.

    Saluti

  8. #18
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    Predefinito Re: Nazionalizzare VS. Ecclesializzare

    In origine postato da david777
    Quando lo Stato prova a nazionalizzare la Chiesa, la Chiesa può ritornare ad ecclesializzare lo Stato.
    storicament enon è mai accaduto, una chiesa nazionale, per definizione, non ha agganci all'estero, non diviene quel mostro internazionalista, quella piovra intercontinentale che noi ben conosciamo

  9. #19
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    Predefinito Re: Re: Nazionalizzare VS. Ecclesializzare

    In origine postato da Ulan
    storicament enon è mai accaduto, una chiesa nazionale, per definizione, non ha agganci all'estero, non diviene quel mostro internazionalista, quella piovra intercontinentale che noi ben conosciamo
    Il problema della nazionalizzazione della Chiesa/delle chiese è tipico dell'epoca moderna ormai superata. Siamo entrati nella fase internazionale e globale del potere secolare: questo spiega quale fosse la vera origine dei tentativi di nazionalizzazione - il tentativo del potere politico ed ideologico in carica di sottomettere le chiese alle proprie idee, interessi e volontà.
    La Chiesa nell'atto di ubbidienza al potere civile non può compromettere la sua identità spirituale ed etica, per cui la sottomissione in realtà consiste in un patto di reciproca moderazione nell'accordarsi circa i programmi e gli obiettivi del governo. Se saltano gli essenziali requisiti salta l'accordo e la coesistenza. In tale procedimento la Chiesa/le chiese dimonstrano il proprio carattere internazionale, che non significa dipendere da un governo all'estero, bensì riferirsi ai principi universali del Regno di Dio.
    In fase di globalizzazione dei governi "economici" è contraddittorio aspettarsi la nazionalizzazione della Chiesa, mentre invece il vero obiettivo di questa operazione è l'ennesimo tentativo di secolarizzazione: in pratica si vuole che la Chiesa/le chiese facciano da coperchio alla nuova plutocrazia economica mettendosi al suo servizio per sfornare legittimazioni etiche.
    E' possibile che la Chiesa abbia deciso l'inevitabilità di una certa cooperazione in tal senso per ragioni di sicurezza internazionale e far fronte alle nuove minacce, ma ciò non significa ch'essa sia inconsapevole che il nuovo governo globale trae gran benificio e profitto dal seminar discordia e contrasti per la produzione delle minacce stesse che servono a loro volta da pretesto per obbligare la Chiesa (ed Israele) a dare il suo consenso.
    Un circolo vizioso che non toglie comunque alla Vera Chiesa il suo carattere universale ed internazionale anche in quest'ultima partita strategica col potere secolare in corsa per il dominio globale.

    Saluti

  10. #20
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    Predefinito io dico...

    libera chiesa in libero stato

 

 
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