AUTOCRITICA E IDEE PER ANDARE AVANTI.. LA PIU' GRANDE ARMA DEGLI ULTRA' RESTA IL CERVELLO
di Angelo G.
Dalle mie parti si dice che del maiale non si butta via nulla. Ogni sua singola parte, carne, pelle, addirittura le unghie, viene utilizzata, introdotta in ogni ciclo produttivo possibile.
Il maiale è sfruttato in tutto e per tutto, insomma.
Spesso si dice che i tifosi sono maiali, ma con un’accezione leggermente diversa rispetto a quella sopra accennata.
Sbagliato, anzi superficiale. Superficiale perché il tifoso è anche “maiale” quando di lui non si vuole buttare via nulla, lo si vuol sfruttare fino allo stremo.
Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una ricerca senza precedenti della possibilità di spolpare, di spremere fin quasi al dissanguamento completo, il portafoglio del tifoso.
Dato per scontato che l’evoluzione del Sistema Calcio delle ultime gestioni ha generato il pensiero per il quale il tifoso di una squadra di calcio è innanzi tutto un cliente (il primo ideologo di questa cazzata è stato Sergio Cagnotti, pace all’anima sua …), ecco che il primo logico passo compiuto lungo questa strada è stato quello di trovare qualsiasi forma o iniziativa che gli facesse aprire il portafogli, portando denaro alle sempre più vuote casse delle società calcistiche.
Il biglietto d’ingresso, le televisioni a pagamento, i prodotti legati al merchandising, in alcuni casi addirittura le carte di credito legate alla propria squadra del cuore: la fervida mente dei laureati in marketing continua a lavorare seguendo la solita logora e stupida equazione TIFOSO = CLIENTE.
Sbagliano, certo che sbagliano.
Ma sbagliamo anche noi, ultras, che del mondo dei tifosi facciamo parte rappresentandone l’anima più romantica, spontanea e passionale.
Sbagliamo nel momento in cui non siamo in grado di dimostrare e di trasmettere all’opinione pubblica come le nostre caratteristiche non si limitino a quelle “negative”.
Gli ultras sono sempre stati “avanti”, rispetto al mondo del calcio. Sono sempre stati “avanti” perché l’andare allo stadio non è una professione, perché le intuizioni geniali nascono dalla passione e dall’istinto e non da freddi calcoli di un bilancio aziendale. Gli ultras sono sempre stati avanti perché la sensibilità verso alcuni temi e la capacità di emozionarsi e di emozionare una partita di calcio, fanno parte del DNA del frequentatore di curva.
Provate a pensare a quante volte il mondo delle curve è stato lungimirante, rispetto ai dirigenti calcistici, e a quante volte ha anticipato i tempi.
Il merchandising delle squadre di calcio nelle curve esiste da sempre, i primi siti internet sul calcio parlavano dei tifosi e non delle società di calcio, le riviste delle squadre di calcio (a parte un unico caso) sono arrivate decenni dopo la nascita delle fanzine in curva. Verrebbe da dire che persino l’idea di spettacolo, abbinato alla partita di pallone, in molti casi sia arrivata dopo il vero spettacolo offerto dalle coreografie delle curve.
Per non parlare dell’efficacia e dell’efficienza, poi: avete mai sentito parlare di gruppi ultras scioltisi per fallimento?
Il popolo delle curve, quindi, le cose le fa prima e le fa meglio, ma nessuno lo dice.
Questa è un’incredibile forza che gli ultras dovrebbero sfruttare meglio: quella dei loro cervelli e delle loro infinite idee, che ruotano intorno alla squadra del cuore. Negli ultimi trent’anni il mondo ultras ha attraversato diversi cambiamenti, alcuni causati altri subiti. Cominciamo a ragionare sul prossimo cambiamento, cominciamo a renderci conto sempre più del nostro ruolo all’interno del Sistema Calcio, che non può limitarsi a ciò che già conosciamo.
Chi fa quello che ha sempre fatto arriva dove è già arrivato.
Del mondo ultras in questi anni si sono viste e conosciute soltanto alcune componenti: fantasia, muscoli, spirito di sacrificio. L’elenco potrebbe essere lungo, ma non è il caso di autocelebrarsi. Non è il caso anche perché la risorsa più importante, gli ultras d’Italia non l’hanno ancora manifestata in modo evidente; questa risorsa si chiama CERVELLO e si compone di IDEE.
Forse sta arrivando il momento in cui anche quest’aspetto comincerà a prendere sempre più forma, a diventare sempre più sostanza. Non è un augurio, è una concreta speranza.
Anche perché alcuni maiali, prima di essere scannati, sono bravissimi nell’individuare dove si nasconde il tartufo, sottoterra.
Quanti dirigenti, professionisti, giornalisti sanno distinguere il tartufo da un fungo velenoso, in questo cazzo di Sistema Calcio?




Rispondi Citando