lìtera iletròniga arribada in sa lista de spainamentu de s'unibersidadi de Colònia:
Renato Soru nàrat :
<...Partire da quello che abbiamo e considerare il mondo attuale, la
globalizzazione.
Che cosa possiamo portare per essere interessanti per poter partecipare, per
non essere succubi di questo mondo?
Possiamo portare la nostra diversità che è la nostra ricchezza. Se tu sei
uguale agli altri non conti niente. Se sei uguale agli altri sei una merce, e
come merce vieni pesato. Se costi un centesimo di più non conti nulla e rimani
in magazzino. Tutto quello che c'è di specifico, tutto quello che c'è di
diverso, tutto quello che c'è di unico, quella è la nostra ricchezza. Se tu
sei uguale agli altri non conti niente. Se noi produciamo il grano e non è
diverso dagli altri, il grano argentino costerà di meno e verrà venduto al
posto del nostro... L'unico modo per competere è focalizzarsi sulla
diversità...Diversità vuol dire identità, cultura, storia, prodotti dei lavori
tradizionali, ambiente, turismo...>
e a pustis sighit....:
<... L'identità non è solamente un interesse culturale, un interesse di
memoria, un riconoscimento.
La novità di questo tempo è che l'identità è una grande ricchezza economica
come la diversità di cui parlavamo prima. In un mercato globale che ha bisogno
di inventarsi diversità con mille espedienti, affacciarsi con un'identità così
forte è un valore economico importante. Vuol dire che c'è un'agricoltura di
identità e di prodotti che ci identificano, di prodotti diversi che possono
essere portati nel mercato globale, e possono identificare la Sardegna nel
momento in cui il mercato globale arriva in Sardegna attraverso il turismo. E
quel turismo può essere la vetrina. Altre azioni di governo importanti sono la
tutela del paesaggio, la tutela della cultura, della musica, di tutto quello
che renderà un viaggio in Sardegna diverso da un viaggio in Marocco o in
Tunisia. Perché se un viaggio in Sardegna sarà uguale a un viaggio a Sharm el
Sheikh non c'è motivo per venirci, ecco perché l'identità è importante.
ANCHE LA LINGUA E' UN TESORO CHE VA DIFESO. IN QUESTO MOMENTO NON SI FA
ABBASTANZA. E LA COSA VA FATTA PERCHE' UN'ALTRA GENERAZIONE E' FINITA. IO
PARLO BENISSIMO IL SARDO, I MIEI FIGLI NO PERCHE' PER QUANTO MI RIVOLGA A LORO
IN SARDO NON IMPARERANNO MAI. QUESTO COMPITO NON PUO' ESSERE LASCIATO SOLO A
ME, E' DELLE ISTITUZIONI. NON E' UNA COSA DI NOSTALGIA, MA DI ORGOGLIO. E
QUALCUNO DEVE VENIRE QUI SAPENDO CHE TROVERA' UN'ALTRA MUSICA, CHE SENTE UNA
PARLATA DIVERSA. POI SERVE SOPRATTUTTO PER FARCI SENTIRE UN POPOLO, E ABBIAMO
LA POSSIBILITA' DI ORGANIZZARCI COME UN POPOLO E DI AFFRONTARE I PROBLEMI DI
UN POPOLO, PENSANDO ALL'INTERESSE COMUNE NON A QUELLO INDIVIDUALE>




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