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Discussione: Andreotti Assolto

  1. #31
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    Predefinito Re: Re: Andreotti - II Dopoguerra

    In Origine Postato da MrBojangles
    Chi è (o era) De Mattei?


    Scusa! Enrico Mattei non De Mattei (forse pensavo alla funzione di De Mita negli stessi anni).
    La domanda è semplice: le tragedie ed i misteri d'Italia si spiegano sulle scrivanie e gli archivi d'Italia, oppure esiste un burattinaio centralizzato d'Occidente?
    http://www.namebase.org/cgi-bin/nb06?_MATTEI_ENRICO_
    Anche il KGB e lo stesso Mr Putin sanno più di qualcosa di Mattei.
    http://www.misteriditalia.com/casomattei/
    http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,19976,00.html
    http://www.namebase.org/main1/Enrico-Mattei.html
    http://italia.indymedia.org/news/2003/10/393359.php
    Che Andreotti si pronunci sull'antitrust (parlo di 10-15 anni orsono) ed i rischi dell'iperliberismo, quando allo stesso tempo i protagonisti della EU a passo avanzato sono coinvolti in Tangentopoli, per venire subito dopo liquidato, non sembra affatto una coincidenza: che non siano aggiustamenti di famiglia?
    http://www.namebase.org/cgi-bin/nb06?_ANDREOTTI_GIULIO_
    (per accedere con la "lente" ai documenti "Pecorelli" nella periferia dx del grafico è necessario registrarsi)

  2. #32
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    Predefinito Re: Re: Re: Andreotti - II Dopoguerra

    In Origine Postato da david777
    Scusa! Enrico Mattei non De Mattei (forse pensavo alla funzione di De Mita negli stessi anni).
    Continuo a non capire.
    Che funzione aveva De Mita ai tempi di Mattei?


  3. #33
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    Predefinito Delle Regole e Condizioni Per Governare l'Italia

    In Origine Postato da MrBojangles
    Continuo a non capire.
    Che funzione aveva De Mita ai tempi di Mattei?


    Who controls the past controls the future: who controls the present controls the past. - George Orwell

    Ho scritto: "... pensavo alla funzione di De Mita negli stessi anni" - e non ai "tempi di Mattei".

    Tutti quegli stessi anni riguardano (mia opinione) il periodo che va dalla costituzione di Gladio (51-56) alla crisi della DC.
    Gladio aveva chiaramente funzioni di controllo "interno" e non soltanto di difesa. Il fatto però di disporre di una costituzione in ambito NATO (1959) ne rendeva l'uso "civile ed interno" facile e passabile.
    Quale era in pratica l'uso interno? Tra gli altri ed immaginabili, naturalmente la scelta e la promozione degli uomini (governatori e prefetti coloniali) alla guida del paese non era mai casuale e circostanza decisa semplicemente per elezioni legislative.
    Dopo il caso Mattei era necessario assicurarsi che altre vicende simili venissero prevenute facendo ricorso all'uso e servizio di gente affidabile, "abile" e "capace".
    Tali requisiti ed inevitabili regole e dinamiche di "equilibrio coloniale" rendevano anche "legale" e legittimo il servizio dei "governatori e lor ministri". Andreotti nella versione "inevitabile" di politico puro non era altro che la conseguenza ineluttabile "Delle Regole e Condizioni Per Governare l'Italia", accettando nel paniere di alleanze anche tutti gli "elleati" interni dell'Impero in carica. Per cui Andreotti si ritrova ad avere a che fare con "gente" che in base alla "carta interna" non deveva far parte del paniere e che invece sulle carte segrete ci faceva già parte dal tempo (e prima) dello sbarco in Sicilia.
    In questo senso - se si vuole macchiavellico - Andreotti e le sue operazioni di governo sono del tutto legittime ed inevitabili, e se qualcosa o molte cose non dovevano essere fatte per le "carte interne", la responsabilità storica e giuridica ricade sull'Impero, le cui regole "ineluttabili" giustificano a loro volta il "principe italico/governatore coloniale" e le sue operazioni o necessarie passività: probabilmente questa è la ragione e la logica per capire perché Andreotti preferisce "andare ai battesimi". Moro e Dalla Chiesa si sarebbero ritrovati incastrati in un meccanismo "automaitico" che non era soltanto da attribuire alle BR od alla Mafia - come dire: "se metti la mano nel fuoco ti bruci!"
    Ritorniamo ad ogni modo agli "stessi anni".
    De Mita - anch'egli raffinato statista ed esecutore delle dinamiche atlantiche - si ritrova guardacaso (ma niente poteva sussedere per caso dopo Mattei ed i comunisti oggetto delle cure del Cardinal Ottaviani in virtù della santa allenza cattolica che all'epoca funzionava senza screzi) Vicesegretario della DC durante la segreteria Forlani, ministro dell'industria nel quarto (luglio 1973) e nel quinto (marzo 1974) governo Rumor, del Commercio Estero nei due governi Moro (dal 1974 al 1976), fino a diventare presidente del Consiglio nell'88-89.

    Margaret Tatcher considerava De Mita un politico di grande competenza e raffinatezza, e non si può che darle ragione visto che il sistema di equilibri lo aveva scelto per il suo senso di realismo, fattiva cooperazione e flessibilità: egli come Andreotti e tutti gli altri governatori ha guidato l'Italia come si poteva fare e "col mal politico minore" (danni economico-sociali, di "ordine pubblico" e numero di vittime più ridotto possibile anche se a volte illustre).



    Quel che non potevano fare era fermare la "macchina" quando le vittime/capri espiatori dovevano fare il loro corso: di solito si trattava di grandi idealisti (fors'anche giornalisti) tanto testardi da non rappacificarsi sul fatto che non si governa solo con la Costituzione, l'Etica Cristiana e la Legge, bensì col realismo di "ciò che si puote" al passo coi tempi del "Principe".
    La raffinatezza politica degli statisti italiani del dopoguerra doveva consistere anche nel persuadere e far credere sia all'Impero che alla nazione che ognuno dei due governava sovranamente, e quando in ciò si falliva i fatti e gli eventi "pedagogici" dovevano rimettere le certezze a posto per entrambe le parti - in ciò si deve dar credito all'Impero per la sensibilità e la gentilezza, senza paragoni con quanto accadeva oltre la cortina di ferro.
    Posizione difficile, delicata e pericolosa: infatti quando Andreotti pensò che era arrivata l'epoca per avviare un corso europeo più indipendente e conforme all'etica cattolica, in modo da prevenire la metamorfosi di Gladio in P2 e relativi derivati plutocratici, egli ne pagò il prezzo ma restando vivo per miracolo.
    Andreotti sembra aver capito la lezione e forse ora non dà più per certo che la plutocrazia possa e debba essere fermata: le sue ammonizioni e premonizioni circa l'antitrust, il conflitto d'interesse ed i rischi di potere globale non si sentono più da un pezzo e credo che a questo punto possa aver deciso o di prolungare i tempi del governatorato coloniale, oppure ha pensato bene comunque di far parte della cerchia di chi comanda anziché di chi la prende sulle orecchie.

    Tra i compiti di Gladio vi era anche quello di applicare il piano "Demagnetize" (Smagnetizzare), elaborato dalla CIA, che consisteva nella messa in atto di una serie di "operazioni politiche, paramilitari e psicologiche, atte a ridurre la presenza del partito comunista in Italia e in Francia". Gladio, quindi, era anche una struttura armata di controllo interno, in funzione anticomunista e a confermarlo arriveranno, con il passare degli anni, altri documenti. Ma quanti uomini hanno fatto parte di Gladio? Con quali criteri sono stati arruolati? Perché tra i suoi adepti e presunti tali compaiono tanti nomi di persone poi implicate nella strategia della tensione? A 50 anni dalla sua costituzione non si può dire di saperne abbastanza. Troppe questioni rimangono nell'ombra (e forse a questo punto è meglio così) insieme con tanti fatti e misteri e processi virtualmente aperti.



    Una cosa è chiara, ed Andreotti lo fece capire "tra le righe" quando decise di fare le presentazioni ufficiali di Gladio all'Italia: la democrazia ha i suoi limiti e non si governa - oggi meno di allora - soltanto con le "chiacchiere" dell'Umanesimo e della Costituzione. Gli stessi anni sembrano ancora i nostri, ed i governatori coloniali sono diventati generali/imprenditori plutocratici che fanno capo e rapporto alla stessa corte, la cui speranza e strategia non è più l'indipendenza locale, bensì l'ascesa al potere di un medesimo impero servendosi delle stesse regole e del medesimo mercato: la più incruenta delle soluzioni possibili (a quanto pare), con una bandiera federale ed iperliberale comune e con ben oltre 51 stati e tanti morti e poveri in più.


    Only I can turn this country around -

    Ogni altra alternativa, anche se moderata e democratica, è ritenuta in odor di comunismo. Gli "stessi anni" si stringono ancor più, l'Impero cambia in quel qualcos'altro che Andreotti voleva fermare... Ne vedremo (Dio volendo) delle belle e presto in ambedue i poli.


    Only I can turn this country around -


    http://members.tripod.com/cenerelli/globalizzazione.htm



  4. #34
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    Predefinito Re: Delle Regole e Condizioni Per Governare l'Italia

    In Origine Postato da david777

    Who controls the past controls the future : who controls the present controls the past. - George Orwell

    Ho scritto: "... pensavo alla funzione di De Mita negli stessi anni" - e non ai "tempi di Mattei".

    Sai; io so' un po' de coccio.
    Gli anni dei quali parli sono quelli riferibili alla contemporanea esistenza di Andreotti (che, nel bene o nel male, è ancora in vita) e di Mattei (che non l'è più).
    Ne consegue che gli anni ai quali ti riferisci TERMINANO con la prematura scomparse di Mattei.
    DENTRO quegli anni, ti RIchiedo, che ruolo aveva De Mita?

    La storia di Gladio la conosco.
    (bella la citazione di Orwel)

  5. #35
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    Predefinito Re: Re: Delle Regole e Condizioni Per Governare l'Italia

    In Origine Postato da MrBojangles
    Sai; io so' un po' de coccio.
    Gli anni dei quali parli sono quelli riferibili alla contemporanea esistenza di Andreotti (che, nel bene o nel male, è ancora in vita) e di Mattei (che non l'è più).
    Ne consegue che gli anni ai quali ti riferisci TERMINANO con la prematura scomparse di Mattei.
    DENTRO quegli anni, ti RIchiedo, che ruolo aveva De Mita?

    La storia di Gladio la conosco.
    (bella la citazione di Orwel)
    Quegli "stessi anni" li vedo come un tutt'uno. Mattei trapassa ma il "meccanismo" rimane. Non soffermarti sul dettaglio: so bene che non devo dirti io di Gladio, ma si sà che De Mita ha appena cominciato la sua carriera politica alla fine di quella di Mattei.
    Cerco soltanto di trovare un codice alternativo per capire le vicende discusse in questo thread.
    L'affermazione iniziale come segue: "Perché Andreotti (come De Mattei) non rappresentava più l'equilibrio del II dopoguerra?
    Questo è il vero campo d'indagine di cui dovrebbe occuparsi la Magistratura - ammesso ch'essa sia in tempo per farlo."
    L'arco del tempo contemplato nell'affermazione copre Mattei-Declino Andreotti e non soltanto Andreotti contemporaneo a Mattei ancora vivente. Il tempo dell'affermazione è il momento indicato del riferimento a De Mita e non il tempo di Mattei.
    Avrei dovuto essere grammaticalmente più chiaro. Starò più attento alla sintassi.

  6. #36
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    Predefinito Re: Re: Re: Delle Regole e Condizioni Per Governare l'Italia

    In Origine Postato da david777
    Quegli "stessi anni" li vedo come un tutt'uno. Mattei trapassa ma il "meccanismo" rimane. Non soffermarti sul dettaglio: so bene che non devo dirti io di Gladio, ma si sà che De Mita ha appena cominciato la sua carriera politica alla fine di quella di Mattei.
    Cerco soltanto di trovare un codice alternativo per capire le vicende discusse in questo thread.
    L'affermazione iniziale come segue: "Perché Andreotti (come De Mattei) non rappresentava più l'equilibrio del II dopoguerra?
    Questo è il vero campo d'indagine di cui dovrebbe occuparsi la Magistratura - ammesso ch'essa sia in tempo per farlo."
    L'arco del tempo contemplato nell'affermazione copre Mattei-Declino Andreotti e non soltanto Andreotti contemporaneo a Mattei ancora vivente. Il tempo dell'affermazione è il momento indicato del riferimento a De Mita e non il tempo di Mattei.
    Avrei dovuto essere grammaticalmente più chiaro. Starò più attento alla sintassi.
    OK; ma non credo proprio che una Magistratura che, pur assolvendolo, ha accertato la sua connivenza con la mafia "sine '80" e che ha cassato una condanna a 24 anni "senza rinvio" abbia la FORZA (oggi) per rimettere le mani su faccende di decenni fa.

  7. #37
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    Predefinito

    Credo che David 777 si riferisca a qualcosa che tutt'ora dura, pur avendo cambiato forma e nomi.

    E' cosi', David 777 ?

  8. #38
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    Predefinito Tempo Scaduto Ma...

    In Origine Postato da MrBojangles
    OK; ma non credo proprio che una Magistratura che, pur assolvendolo, ha accertato la sua connivenza con la mafia "sine '80" e che ha cassato una condanna a 24 anni "senza rinvio" abbia la FORZA (oggi) per rimettere le mani su faccende di decenni fa.
    Sono anch'io dell'opinione che la M. non abbia più il tempo per farlo, ammesso che ne sia rimasta la forza sufficiente.
    Credo che l'accusa di pregiudizio politico alla M sia ingiusta ed infondata. Quel che disturba i potentati rappresentati dal Premier è invece il carattere umanistico di una magistratura che quasi dovunque all'estero è già stata addomesticata da un pezzo, nel caso ve ne fosse stato bisogno, e che si è ridotta a far da Azzecchagarbugli e notaio del potere economico e dei suoi interessi - si vede da quanto i cittadini sono rimasti soli alle prese con le lobbies ed i gruppi privati e con il carogiustizia di sfuggenti avvocati/nuovi pilastri della giurisprudenza (penso che pochi se ne salvino).
    Nonostante le figure ed i pasticci del Cavaliere, credo ch'egli sia l'uomo giusto per provare a spezzare la schiena dell'umanesimo europeo e delle strutture ideologiche e giuridiche italiane (partiti, sindacati, Costituzione, entità e chiese catalizzate dall'etica sociale cattolica).
    Non mi sembra ci siano dubbi ch'egli ci stia riuscendo (naturalmente con l'aiuto delle strutture imperiali e finanziarie "mondiali"): una specie di Gladio culturale ed economica, mirata alla realizzazione di un governo mondiale delle corporazioni industriali e multinazionali.
    Insomma sarebbe "l'uomo giusto al posto giusto", tanto versatile ed abile allodolatore da incastrare pezzi della cultura, della religione e della politica italiana nei suoi ingranaggi con grandi parolone e spauracchi quali il rischio di comunismo. Se i suoi alleati si fossero infatti resi conto dell'errore e della svista non rischierebbero la distruzione della propria identità (cristiana, risorgimentale e nazionale).
    Cosa fare? Penso che risposta della M debba procedere di pari passo con le costituzioni, le leggi e le istituzioni internazionali, provando a mettere insieme quelli che si chiamano NGOs (le forze, i gruppi, le associazioni non governative o da esso pilotate ancora liberi dalle maglie del potere economico).
    L'altra cosa che mi sembra necessaria è un'analisi a fondo e la sua pubblicazione di come si è arrivati a questo punto, per poi denunciare ufficilamente la cosa presso l'ONU ed i suoi affiliati, facendone una questione giuridica che chiami in causa la Dichiarazione Universale Dei Diritti Dell'Uomo.
    Si profilano due modelli di democrazia, ed i cittadini USA dovrebbero esserne informati per scegliere di conseguenza, nella consapevolezza delle proprie responsabilità per il destino del mondo e di ciò che può accadere di conseguenza.
    Infatti entità non tipicamente occidentali non sono di certo disposte e propense a far passare una democrazia economica ma non etica e giuridica senza reazioni...
    Alcuni settori della stampa italiana, francese ma specialmente britannica ha segnato punti eccezionali nell'analisi e nell'informazioni.
    Quel che non si può valutare è piuttosto: cosa accadrebbe una volta allarmata al massimo grado l'opinione pubblica mondiale (ed americana) ed i governi ancora fondamentalmente indipendenti?
    Forse si arriverebbe prima allo scontro sociale tanto temuto dai nuovi plutocrati: non si sà se per per amor dei cittadini, dell'esito del portafogli mondiale, o semplicemente per la propria pelle.
    Per quanto riguarda Andreotti, penso che la sua responsabilità riguardi la notarile rassegnazione del governatorato di fronte agli eventi ed alla strategia della tensione. Il processo mi sembra più politico, ma non significa che gli altri processi vadano chiusi con assoluzioni generali. E' solo che la "Legge Uguale Per Tutti" deve essere in grado alla fine di acchiappare il colpevole e metterlo in gattabuia. Mi sembra più probabile che succeda viceversa, perché il potere che "domina il passato" stà per cambiare la fonte del Diritto e la Magistratura.
    Dunque tempo probabilmente scaduto ma grandi opportunità per martiri ed eroi del nuovo mondo, animati dalla vera fonte del Diritto il cui regno è ancora da venire.
    Questione di gusti forse, ma io credo che lo "Spirito della Storia" vada in direzione della Verità e della Giustizia (quella vera): quando le due si baceranno ci sarà la Pace (quella vera).

  9. #39
    Christianity Under Fire
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    Predefinito Yes

    In Origine Postato da afam
    Credo che David 777 si riferisca a qualcosa che tutt'ora dura, pur avendo cambiato forma e nomi.

    E' cosi', David 777 ?
    Sì! La DC non aveva ben capito - o non voleva accettarne l'ineluttabilità - che Gladio volesse o dovesse trasformarsi in qualcos'altro: cosa che un'altro cavallo di battaglia non mancò di recepire ed afferrare (n.625 della famosa lista), quando ancora sia Mr Bush Jr che i veri "conservatori americani acqua e sapone", alla lunga destinati anch'essi come il Vaticano allo scontro col Nuovo Capitale, non si rendevano conto della natura del nuovo liberismo.
    Ecco l'origine della premiazione del nuovo governatorato italico molto più in linea con WB, IMF, WTO e PNAC, e che di Tangentopoli e la sua repubblica era in realtà interamente figlio geniale e più congeniale.
    Licio sin d'allora sapeva infatti dove l'Italia sarebbe andata a finire: esito non del tutto formalmente scontato ma col tempo inesorabile - i conti matematici del Cavaliere che infatti puntò tutto!
    Andreotti capì, ma facendo male i calcoli volle giocare la carta europea e dell'etica sociale cattolica per prevenire le concentrazioni finanziarie ed il nuovo superpotere globale ben oltre gli obiettivi di Gladio, e si mise nei pasticci.
    Giulio provò ad essere idealista sul sicuro, dando per certo che il Vaticano alla fine è la forza vincente in Occidente, e che le concentrazioni finanziarie, tra CS, potenze continentali - ed il Vaticano stesso passando, "giostrando e rimestando" di mezzo e con gli imperi - non ce l'avrebbero fatta. Col degenerare degli eventi internazionali e dopo una temporanea vittoria, per la global corporate governance la fine dovrà venire ma diversamente da come Andreotti si aspettava.


 

 
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