Su Telemarket parlavano del Cascella come il più grande impressionista della storia della pittura italiana. Eppure mi sembra molto più naif, qualcosa tipo Faccincani, che certamente non considero un impressionista.
Secondo voi?


Su Telemarket parlavano del Cascella come il più grande impressionista della storia della pittura italiana. Eppure mi sembra molto più naif, qualcosa tipo Faccincani, che certamente non considero un impressionista.
Secondo voi?


Anch'io sono d'accordo con te nel non considerare Michele Cascella un pittore impressionista ma a quanto sembra il fascino di questo movimento e la sua presa sul grande pubblico talvolta induce i galleristi a collegare gli artisti allo stesso.
Prendo invece spunto da quanto emerge da una biografia di Cascella di cui riporto:
"Nel dopoguerra decide di fissare definitivamente la sua residenza a Milano, si dedica dapprima all'attività incisoria e alla ceramica, promuovendone la rinascita, e poi torna alla pittura ad olio e all'acquarello, esponendo nel 1924 per la prima volta alla Biennale di Venezia ed allestendo l'anno successivo una personale alla Galleria Pesaro di Milano, favorevolmente recensita da Carlo Carrà che diventa in questa fase un acceso sostenitore del primitivismo insito nella pittura cascelliana".
Un primitivismo che secondo me accomuna nel tratto Cascella ad un grande pittore francese a lui contemporaneo, Maurice Utrillo.
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MONG1261
Michele Cascella
"New York Public Library"
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Maurice Utrillo
Windmills of Montmartre (1949)
Collection Dr. and Mrs. Harry Bakwin, N. Y.
Per quanto concerne il parallelismo con il contemporaneo, Athos Faccincani, c'è da dire che alcuni quadri dell'ultimo periodo di Cascella, in effetti ricordano molto le opere di questo artista.
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Michele Cascella
( Ortona a mare 1892 - 1989 )
"Paesaggio Abruzzese", 1985
Olio su tela, 35x50 cm
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Athos Faccincani
"Papaveri e luce verso l'isola dei Sogni"
Serigrafia su carta - Cm. 70 x 100
Tiratura numerata: 150 Arabi, 50 Romani, 21 P.A.
ma anche di un altro artista contemporaneo:
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Franco Azzinari - Papaveri.
Il merito pertanto di Cascella è di aver ispirato tutto un filone di paesaggisti che hanno preso a riferimento il suo messaggio artistico.
"Libero da ogni vincolo Cascella ha sempre dipinto senza alcuna preoccupazione formale e stilistica, che non fosse dettata dalla propria sensibilita', ha fatto suo l'asserto Boldiniano che il pittore "deve dipingere come gli viene, senza ragionare, come vi vive, con gli impulsi istintivi del proprio vigore".
A differenza di tanta arte contemporanea che si presenta avviluppata in un discorso critico, che non e' esteriore, anzi e' parte integrante senza possibilita' di dividerla e guardarla come cosa in se', la pittura di Michele Cascella e' li' nel bene e nel male la puoi guardare come cosa in se' senza alcun condizionamento spirituale o strumentale rivolto a iniziati. Le sue opere durano o dureranno nel tempo per la bellezza della loro forma, non per le nozioni che ci trasmettono".
Per terminare escludo comunque che si possa considerare l'arte di Cascella o di Faccincani, come arte naìf, perchè la stessa è tutt'altra cosa.
Un saluto.
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- Michele Cascella -
" Oxford "
acquerello su carta - cm 37x54 - 1930
autentica di Anna Cascella - provenienza Galleria Pesaro, MI
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Maurice Utrillo Rue de Mont Cenis


Su questo non sono d'accordo, Faccincani è vera e propria pittura naif. Lo dimostrano il tratto, i colori delle sue opere: vera e propria "pittura ingenua", dove esprime senza compromessi una visione realistica e poetica fantasticando ed accentuando forme e realtà. Che poi il primo Cascella riconduca visibilmente ad un tratto non certo naif, ma molto più vicino al macchiaiolismo italiano è anche questo un dato di fatto. Ma non mi si dica che l'ultimo Cascella non abbia invece trasfigurato la realtà in una visione decisamente più onirica trascendendo verso il tratto dell'ingenuità perchè altrimenti sarebbe un grossolano errore.In Origine Postato da skorpion
Per terminare escludo comunque che si possa considerare l'arte di Cascella o di Faccincani, come arte naìf, perchè la stessa è tutt'altra cosa.
Un saluto.
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Osservate i paesaggi del pittore naif ligure Marino Di Fazio
http://xoomer.virgilio.it/madifazi/novita.htm
Case bombate, dall'aspetto fiabesco, colori intensi e atmosfera irreale.
Ed ora confrontatelo con la tecnica di Faccincani.
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Stessa stilizzazione fiabesca degli alberi, delle case e delle barche a vela. Colori intensi, anche quì irreali, ed un'atmosfera giocosa, molto fantasticamente ingenua.
E poi osserviamo il Cascella dell'ultimo periodo:
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Di Fazio - Faccincani - Cascella, il cerchio si chiude.![]()
Anche secondo me Faccincani è da intendersi come un pittore naif, e l'analisi che Armonia ha fatto comparandolo con le opere di Di Fazio è corretta. Cascella invece mi lascia perplesso, quello del primo periodo è senz'altro un impressionismo peraltro riconoscibilissimo, mentre quello dell'ultimo atto sembra abbia preso una strada decisamente differente. Non così tanto differente comunque da considerarla una tecnica Naif.![]()


Anche se riconosco che nel tratto le opere di Faccincani richiamano il "naif", ritengo che siano i temi e le atmosfere trasmesse a non farmele sentire tali.
Io per naif intendo un qualcosa comunque che a che vedere con le culture popolari e pertanto implica un riferimento alle stesse.
Pertanto prendendo a riferimento alcuni esempi dell'Arte naif internazionale vedo di esprimere quello che ho inteso.
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Mile Davidovic (ex Jugoslavia)
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Fritzner Obin (Haiti)
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Martine Clouet /Francia)
Per un'indagine più approfondita rimando a:
http://www.artistas.artenaif.com/links.htm
C'è nelle opere naif di questi artisti quasi sempre un riferimento alla cultura popolare, che è alla base della cultura naif.
In Faccincani, anche se condivido con Armonia e Nebbia la presenza di tecnica molto vicina al naif, non ne riscontro le tematiche e le atmosfere.
Ritengo invece molto vicino Faccincani nei temi di evasione legati alla visione di paesaggi di belle località di villeggiatura, alle opere di pittori quali
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Thomas McKnight, Amalfi Belvedere, Suite of four hand-
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Kerry Hallam, Hotel Sirena
che rientrano in una paesaggistica che oserei definire appunto "di evasione" e le cui riproduzioni riempiono i negozi di posters proprio per la loro grande attrattiva in termine di oggetto di arredamento da appendere ed inseribile nelle abitazioni, in quanto portatore di stimoli decorativi solari e positivi, legati a luoghi ameni.
Un saluto![]()