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Discussione: L'Assietta

  1. #11
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    Originally posted by Wyatt Earp
    Ho "scoperto" che in realtà il nomignolo Bogia nen ha un'origine più vecchia della battaglia dell'Assietta...è nato nel secolo XVI...quando il re Emanuele Filiberto decise di formare un esercito di soldati di leva e i caporali che istruivano le reclute usavano spesso l'ordine "Bogia nen"..."Bogié nen"...
    Le esercitazioni avvenivano nelle strade,nelle piazze,per cui quell'ordine è entrato nell'uso della gente comune.

    Questo è quanto ho sentito raccontare...
    Saluti Padani
    Non ho mai sentito nè nulla a riguardo, la fonte è attendibile ?
    "... e ciascuno morendo scagli l'asta per l'ultima volta,
    ché degno d'onore e magnifico è per un uomo combattere
    per la sua terra e i figli e la sposa legittima
    contro i nemici "
    Tirteo


    http://www.webgif.com/flags_ani/italia.gif

  2. #12
    PADANIA LIBERA!
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    Originally posted by AIACE TELAMONIO
    Non ho mai sentito nè nulla a riguardo, la fonte è attendibile ?
    La fonte è l'associazione nòste reis...ma se ci pensi non ci sarebbe da stupirsi di questa storia.
    Saluti Padani

  3. #13
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    La battaglia dell'Assietta
    19 luglio 1747

    Una leggenda, ancora adesso raccontata in Val di Susa, narra di come in certe notti, sulla montagna oltre il Gran Bosco verso la cima del Gran Serin, si sentano ancora rullare i tamburi e il pesante passo dei battaglioni francesi che vagano alla ricerca del loro comandante. Nella Valle di Pragelato dicono che furono lasciati sul campo molti luigi e che con quell'oro ritrovato, gli abitanti delle vallate abbiamo fuso le splendide croci che arricchiscono ancora oggi i costumi femminili.

    Poche altre battaglie sul suolo piemontese sono entrate nell'immaginario popolare tanto assumere una dimensione mitica, come quella combattuta all'Assietta il 19 luglio del 1747.

    Sottovalutando i sabaudi e confidando nella grandeur francese, il Signor di Belle-isle portò i suoi a un disastro memorabile, trasformando quello che tutto sommato poteva essere un fatto d'armi secondario nel grande scacchiere della guerra di successione austriaca, in un evento decisivo sugli esiti della guerra stessa.

    I Piemontesi, grazie alle tempestive informazioni dell'efficiente servizio di controspionaggio, avevano provveduto a fortificare un lungo tratto della dorsale. In meno di 20 giorni con l'ausilio di 3000 operai provenienti dalle basse valli fu realizzata una linea difensiva che si sviluppava per circa 2 km dalla Testa dell'Assietta alla Punta del Gran Serin e che consisteva in alcune ridotte e in un complesso sistema di trincee e di muri a secco rinforzati con fascine. Completavano il campo alcune postazioni esterne presidiate da truppe ausiliarie. Questo sistema difensivo in alta quota costituisce per molti versi un unicum nel panorama militare europeo, ancor più importante in quanto, pur realizzato con materiali di fortuna (terra, pietre a secco, fascine), resse all'urto meglio di quanto non seppero fare opere più complesse e agguerrite.

    I segni di quelle tragiche giornate sono ancora ben visibili nei luoghi della battaglia ed il modo migliore per esplorare i resti del campo trincerato è quello di percorrere a piedi la dorsale: infatti, in alcuni punti i muri sono ancora evidenti, in altri sono solo leggere sfumature nel colore dell'erba ad evidenziarli. Sulla Testa dell'Assietta, dove nel 1882 è stata innalzata dal CAI una stele monumento a ricordo di quei tragici fatti, tutti gli anni la terza domenica di luglio si tiene la festa del Piemonte.

    http://www.regione.piemonte.it/parch...giu02/assi.htm

 

 
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