I due marescialli
Di giorno affiancavano i pm contro Dell’Utri, di notte aiutavano i boss
Era molto soddisfatto ieri Pietro Grasso,
procuratore di Palermo. Non tanto
perché aveva appena individuato e
arrestato i due marescialli che passavano
informazioni riservate a un boss della
sanità. Ma perché poteva finalmente
dimostrare che con la libera circolazione
delle notizie sui computer della Procura
bisogna stare molto attenti. Attentissimi.
“Chi si guardò, si salvò”, ha ripetuto
per tutta la mattinata ai magistrati
ribelli che da un anno a questa
parte gli rimproverano di distribuire col
contagocce, e non a tutti, i dettagli più
delicati delle inchieste.
I due marescialli inquisiti per mafia e
finiti ieri all’Ucciardone affiancavano,
come angeli del paradiso, Antonio Ingroia
e Domenico Gozzo, pubblici ministeri
nel processo contro Marcello Dell’Utri.
Ma a giudicare dai guai che gli sono
piombati addosso, forse non erano
proprio dei santi. Di giorno cercavano
prove e testimonianze per aiutare i pm a
incastrare il deputato di Forza Italia. Di
notte invece – secondo un’accusa che solo
il processo potrà provare – calavano il
secchio nel pozzo delle notizie riservate
e vendevano il pescato al mercato nero
di Cosa nostra.
Formalmente i due appartenevano
ai corpi speciali: uno alla Dia, l’altro ai
Ros. Di fatto lavoravano a tempo pieno
per Ingroia e Gozzo che a uno dei due
avevano trovato persino un ufficetto
nella stanza accanto. Niente di male,
per carità. Ma certe vicinanze creano
confusione. E spesso anche illusioni.
Perché chi campa appiccicato a un magistrato
facilmente s’illude di vivere
della sua luce riflessa. Abitare poi nella
cittadella blindata di Ingroia e Gozzo,
conoscere i loro segreti e sapere di
quale pane e di quale crusca sono fatte
certe inchieste – come quelle che puntano
sempre più in alto, per esempio a
Dell’Utri – è un privilegio che può anche
avere spinto i due marescialli a
credere di essere degli intoccabili. Chi
avrebbe mai avuto il coraggio di staccare
l’aureola dalla testa dei santi?
Grasso l’ha avuto e li ha fregati. Ingroia
e Gozzo non li hanno difesi. Viva la giustizia,
e la solidarietà.
IL FOGLIO
6/11/2003
Altra tegola sul perfetto "meccanismo Violanteo".
Sarebbe ora di un tagliando o una revisione; che ne dite?




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