VOTO AGLI IMMIGRATI E DEMENZIALITA' DI AREA. ED ORA TUTTI SONO DIVENTATI CRISTIANI.
A fronte degli avvenimenti che vanno cadenzando le cronache italiane si rende necessario fare chiarezza. La sedicente Area antagonista scopre improvvisamente che un certo Gianfranco Fini è divenuto antirazzista e, sgomenta, reagisce visceralmente alla sua proposta di dare, in un'indefinibile prospettiva, il voto agli immigrati. Gli stessi militanti del Fronte ci chiedono il perchè del nostro silenzio e della nostra inazione portando ad esempio le manifestazioni iscenate da Forza Nuova contro Alleanza Nazionale. Hanno ragione per quanto riguarda il silenzio. Un Movimento politico che si propone come totalmente alternativo deve fare ascoltare la sua voce. E però vorremmo ricordare ai nostri militanti come noi abbiamo più volte definito in maniera inequivoca quale sia la posizione del Fronte in merito al problema razziale. Basterebbe andare a rileggersi il nostro documento in cui si contrappone la nostra concezione plurietnica alla società multirazziale. Ma ciò appartiene alla dottrina. Altra cosa è assumere posizioni politiche coerenti e far valere una presenza che non deve essere necessariamente espressa attraverso demagogiche quando non stupide "azioni" di piazza.
Andiamo ai fatti. Continuare a considerare Alleanza Nazionale una forza politica di destra è cretino come lo sarebbe da parte nostra definirci di destra. Il risciacquo di Fiuggi costituì un punto di arrivo ed un punto di partenza strategico per gli ex missini con cui noi ci vantiamo di non aver mai avuto a che fare. Fini scelse coerentemente la via democratica al potere e affidò a Rauti di gestire - perché funzionale al nuovo corso - le espressioni residuali del neo-fascismo. Facciamola finita con il tradimento di Fini: la classe dirigente convenuta in Alleanza nazionale non è mai stata "fascista" ed ha - e continua cialtronescamente a farlo - usato il nostalgismo per quanto possa essere ancora elettoralmente pagante. Quale venticinqueluglismo? Alleanza Nazionale nasce con il proposito dichiarato di andare ad occupare gli spazi appartenuti un tempo alla DC ed affini. Dismessa la camicia nera i "camerati" iniziarono i loro pellegrinaggi alla City, a Wall Street e in Sinagoga per trovare legittimazione e, quindi, possibilità di accesso al potere che conta. Oggi il potere pretende l'ancoraggio sulle posizioni supernazionali di centro. Un centro che, in Europa, si chiama PPE e del quale legittimamente Alleanza Nazionale vuole entrare a far parte. Insieme con l'UCD e con le forze centriste della Margherita. Nell' accogliente, insomma, ventre della rinata balena bianca.
La CEI comanda e Fini ubbidisce. In nome della cultura giudaico-cristiana che per bocca del Vicepresidente avrebbe costituito la civiltà europea... La CEI, Fini e Luzzatto. Non è un caso che subito dopo la proposta di legge intesa a dare il voto agli immigrati il presidente della comunità israelitica italiana abbia platearmente dichiarato che finalmente Alleanza Nazionale era passata dalle dichiarazioni di pricipio alla operativià democratica. Amen.
E cosa abbiamo a che fare noi Fronte con tutto ciò? La nostra azione deve essere proiettata nel sociale, le nostre lotte coincidono con quelle dei lavoratori costretti all' "invecchiamento" di povertà, con quelle dei disoccupati e dei sottoccupati, dei giovani abbandonati alla devastazione delle mille droghe, della gente strangolata dai "cravattari" istituzionali ed ora truffata dall'euro coniato dai signori della banca. Con il Popolo e per il Popolo per restituirgli la dignità e l'identità rapinategli dalle cosche del potere politico e finanziario.
Ma il problema del'immigrazione come lo si affronta? Non certo andando a volantinare a Via della Scrofa. Dobbiamo avere la capacità e la forza di opporci culturalmente alla uni-formazione ed alla omologazione razziale imposta per motivi di dominio da Superfinanza e fatta propria dai "compagni di merende" del Partito Unico. Disveliamo la nostra fantasia e la nostra creatività e riappropriamoci del Territorio. Rilanciamo il disegno geopolitico della nostra funzione mediterranea, di ponte tradizionale ed antico con il mondo arabo, quello che si batte - come in Palestina ed in Iraq - contro il terrorismo militare e finanziario sionista e occidentale.
Lì vanno combattute le nostre battaglie: a bandiere spiegate e senza infingimenti demenziali di improbabile razzismo.
Un 'annotazione a margine: un magistrato provinciale in cerca di facile notarietà ha sentenziato che legge vuole che si rimuovano i crocefissi dalle aule scolastiche di Ofena.
Dinanzi all'affronto "magistrale" tutti sono improvvisamente diventati cristiani. Tutti quelli che si sono ben guardati in altro tempo di censurare le "sentenze creative" del Partito dei Giudici che inseguiva la via giudiziaria al potere costruendo teoremi sulla pelle degli antagonisti.
Ancora una nota: il signore che ha provocato il sentenziare dell'ineffabile giudice aquilano è quel tale Adel Smith - abruzzese doc con qualche stilla di sangue scozzese nelle vene - che per motivazioni per nulla ideali da anni gioca a fare il provocatore islamico. Trovando gli imbecilli che abboccano e che gli offrono di farsi pubblicità a buon mercato. Come accadde a Verona quando i giovanotti di Forza Nuova lo aggredirono nel Palazzo in cui concionava minchiate facendolo passare per vittima della brutalità razzista e per martire di un Islam che è - storicamente, religiosamente e culturalmente - altra cosa a fronte delle miserabili recite smithiane.
Noi difendemmo quei giovani dalla canea mediatica e poliziesca. Non certo per il non merito del loro agire.
Paolo Signorelli




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